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PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

Filosofia dell’anima – Sul ridicolissimo mercatino simoniaco dei followers.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

 

twIeri sera ho fatto una cosa che non facevo più da tempo: controllare i vari social, le attività di followers e altro, il mondo di Twitter. Sono rimasta in dato modo scioccata. Mi ha colpito per esempio l’incredibile “mingling” e commistione che esiste tra personaggi più o meno noti, e altri che definirei trafficanti simoniaci della Rete, trafficanti di marchette, trafficanti in visibilità, trafficanti di followers.

Siamo tutti diversi, certamente, mi colpisce però anche il modo con cui le dinamiche digitali in realtà agiscano diversamente sugli individui. Guardando, per esempio, ai miei ultimi cinque anni in Rete, non avrei dubbi nel considerarli di maggior chiusura, proprio rispetto alle dinamiche descritte nel primo paragrafo. Per la verità nel mio caso si è trattato quasi di un rigetto. Di contro, Rosebud, nonché i numerosi interessi che ha riacceso in me, ha agito come motore di propulsione per il mio ritorno allo studio impegnato, alla cogitazione.

Oggi come oggi adoro la lavagna virtuale che è diventata il mio sito, che mi permette di provare, testare, accrescere la mia capacità creativa e di comprensione del mondo, onde utilizzare poi gli skills guadagnati nel mondo scritturale e editoriale. Di converso non riesco ad andare oltre, cioè non riesco ad interessarmi di followers, sono arrivata a cancellarne a centinaia e non ho mai abbandonato l’idea di toglierli tutti.

Perché? Non lo so. Ritengo che molto abbia molto a che vedere con il cammino che si propone di perseguire ciascuno spirito. Il mio, lo comprendo ogni giorno che passa, sta diventando sempre di più una corsa contro me stessa. Una corsa che non include gli altri, ma riguarda un superamento delle mie possibilità che, gioco forza, se questa strada avrà dei risultati si potrà vedere solo in futuro. Detto questo – a parte coloro che seguono il sito per motivi tutt’altro che nobili come ben sappiamo – io sono grata a chi continua a seguirmi: in alcuni casi da una vita. Francamente non lo so perché lo facciano, non ne ho la più pallida idea, anche perché basterebbe sfogliare la Rete per trovare cose molto più valenti dei miei pensieri.

Inoltre, io, anche sapendo che Tizio o Caia mi segue da una vita non potrei mai promettergli/le che qualora fosse necessario non gli/le scriverei un articolo di critica-contro. Lo farei senza indugi perché questo sarebbe il diktat della mia anima; così come senza indugi arriverei in soccorso di ogni causa persa in partenza, perché pure quello sarebbe un diktat del mio spirito. Anche per questi motivi resto sorpresa da chi mi segue: di fatto io non posso dare nulla in cambio. Né momenti trendy, né tweet con i vari megagalattici, né pensieri buonisti, null’altro, se non forse uno sguardo cinico, severo, critico, goliardico sulla realtà che ci circonda, che di norma non porta simpatia!

Dico anche un’altra verità: io non cambierei nulla di come è il sito oggi, anzi, possibilmente gli aggiungerei ulteriore rigore, che è un qualcosa che spero di riuscire a fare nei prossimi anni! L’unica cosa che cambierei, ma dentro di me, è il sentimento che provavo ieri, mentre vagavo tra quegli users, il sentimento che mi ha portato a provare disgusto: a provare un senso di grande disgusto per quel ridicolissimo “mingling” di cui ho già detto, per quelle querimonie che sentivo false, per quel falso senso amicale, per quelle riverenze che, lo confesso, mi procuravano schifo nell’anima.

Ecco, ritengo che una persona più saggia di me non avrebbe sentito schifo, ma avrebbe tentato di comprendere che lo spirito umano si presenta in molti modi, che nessuno deve essere giudicato per il suo modo di essere, neppure nel mondo digitale che è mera illusione-di-essere! Sì, quello spirito-più-saggio che attivamente ricerco, anche tra le autostrade elettroniche, non avrebbe giudicato. Guarda e passa, diceva qualcuno: di fatto, solo adesso mi rendo conto della profondità di questo “statement”, solo da ieri sera mi pare di comprenderlo di più, di avere fatto mio un qualche insegnamento importante, e per questo sono comunque grata.

Rina Brundu

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Chiudiamo Wikipedia. Non si lucra scaltramente sull’impegno di intelletto!