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PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

Altro che bavaglio! Caro Di Maio, bene cancellare anche i finanziamenti editoriali indiretti, ma tu e il Movimento dovreste stare dalla parte degli editori italiani onesti e non della mafia transoceanica…

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

 

mafia-3153020_960_720Sono certa che, non mancando tra i lettori di Rosebud tanti sostenitori del M5S, qualcuno di questi potrà girare il link di questo post a Luigi Di Maio e al suo staff, perché no? Le “critiche” di fatto fanno bene a ogni politico valido come è certamente il caso di Luigi Di Maio, del resto Rosebud non è l'incensante "Fatto Quotidiano".

Vero è pero che si fa fatica a comprendere la posizione del Movimento Cinque Stelle rispetto alla questione del Copyright, e a dato business “camuffato” svolto in Italia da scaltri figuri d’oltreoceano. Ne deriva che prima Di Maio chiarisce, meglio è per tutti, per una intera nazione. Di fatto tutti vogliamo una Rete libera, ma nessuno, credo, spero neppure il Movimento, vuole una Rete gestita dalla mafia e dai ladri. Se la Rete fosse un esteso campo verde dove i bambini possono correre in libertà, e d’altro canto intraprendenti agricoltori possono coltivare la loro frutta e i loro ortaggi, e poi venisse uno scaltro figuro coperto da maschera protettiva e facesse razzia di quella frutta e di quegli ortaggi, intimorendo i bambini, gli agricoltori e i genitori di quei pargoli non avrebbero ogni diritto di lamentarsi? Perché pensare che ciò che viene prodotto e messo in Rete da tanti onesti lavoratori, che si firmano con il proprio nome e il cognome, non ha lo stesso valore di quei prodotti solo perché si presenta in forma di articoli, saggi, poesie, e quant’altro di creativo possa esistere?

C’è anche un altro punto che va considerato. Come sappiamo la legislazione italiana non è di quelle troppo user-friendly con gli imprenditori. Ne deriva che chi crea una azienda, anche editoriale, ha tante spese da un lato, e dall’altro l’obbligo di rendicontare tutto allo Stato, fino all’ultimo centesimo, rendendo accessibili i controlli ai server e ai dati (incluso il controllo antimafia), alla Finanza: perché non implementare questa tipologia di controlli a tutte le tipologie di società, soprattutto straniere, incluse le cosiddette “charities”? Perché non fare verifiche precise sulle attività che portano avanti utilizzando delle regolamentazioni anche tecniche che permettano di tracciarne il lavoro?

Insomma, bene, benissimo, caro Di Maio mettere un freno ai finanziamenti, anche indiretti, editoriali, ma proteggere il well-being delle aziende italiane, la sicurezza degli italiani nell’web (e nel dark-web), dovrebbe essere la prima priorità di un ministro della Repubblica: altro che bavaglio!

Nell’attesa che Di Maio e il Movimento mantengano anche un’altra promessa: permettere ai cittadini di presentare valide proposte di legge, così  che, laddove non ce la fa il politico di riferimento si possa dare tutti quanti una mano per liberare il Paese dalle mafie, anche straniere, e dulcis in fundo fare il suo sommo bene ultimo, o no?

Rina Brundu

 

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