Advertisements
PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

Della scrittura (3) – Sul danno procurato dai cosiddetti editori a pagamento e sulla mafia distributiva. Un monumento a Jeff Bezos, mio idolo!

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

 

Jeff Bezos Is The 2017 Richest Man

Jeff Bezos [Photo via Newscom]

In questi giorni il patron di Amazon Jeff Bezos è diventato trilionario. Ecco un raro caso dove quel guadagno è meritato: fosse per me gli farei un monumento a quell’uomo! Sarebbero infinite le ragioni per cui lo meriterebbe, ma da autrice e da piccolo editore serio, in questa sede voglio discutere i due principali:

Grazie ad Amazon la guerra contro la mafia, i “compari” della distribuzione, è finalmente iniziata e godo al pensiero che avrà un solo esito possibile.

Grazie ad Amazon finalmente i piccoli editori possono tornare a fare il lavoro che sempre avrebbero dovuto fare: aiutare gli autori a scrivere buoni libri! D’altro canto gli autori possono tornare a fare quello che dovrebbe essere il loro unico lavoro: scrivere!

Da quando abbiamo deciso di aprire Ipazia anche alle pubblicazioni di giovani autori italiani, dunque di autori senza una grossa esperienza, sto di nuovo cominciando a vederne di tutti i colori. Val la pena scrivere qualcosa qui, se non altro per mettere sull’avviso questi ragazzi. E infatti lo dico chiaro: state attenti!

Rispetto al primo punto su menzionato – dato che sono in questo business da trent’anni ormai, e ho visto e sentito tutto ciò che c’era da vedere e da sentire, dal più infimo editorucolo o distributorucolo alla cima della piramide -, continuo a meravigliare di come la mafia editoriale continui a tirare in Italia, alla grande! Come? Per esempio, in forma di middle-men scaltri che sovente non hanno neppure la terza media, ma vanno in giro facendo i pavoni, definendosi scrittori, distributori, editori, e chi più ne ha di questa merda più ne metta. Oppure in forma di organizzatori di meeting marchettari e di “convention” per farsi belli, laddove gli “schei” però dovrebbero essere messi dagli altri.

Qui, da noi, ed esattamente come fa Amazon, ma anche come si faceva in un qualunque negozietto onesto d’antan, prima si paga e poi si esce dal negozio col prodotto… No, questi signori preferebbero prima avere il prodotto e poi pagare… magari a sei mesi, o fra un anno. Ridicolissimi! Mafiosi! Per non parlare poi di altri scaltri middle-men che conoscevo, i quali stampavano i testi di autorucoli vari (li chiamo così perché non saprei come definirli senza scadere nell’immondizia), facendosi peraltro pagare e poi prendevano quei libri e li vendevano, incassando, e senza dare un centesimo all’autore che dal canto suo non sapeva neppure dove i suoi libri fossero venduti! Non parliamo poi dei contratti da firmarsi, assenti, proprio come gli antifascisti ai disdicevoli raduni dei camerati di Sassari!

Se mi è permesso vorrei dare qualche mio piccolo consiglio ai giovani autori che si confrontano con codesti personaggi:

Non pagate mai per pubblicare un libro! Una cosa infatti è ordinare dei testi su un lavoro ben fatto (dato che in questo modo aiutate chi vi aiuta), un’altra e sborsare soldi per avere una stampa!

Non cedete mai un vostro libro senza che vi sia tra voi e l’editore un contratto chiaro di quali sono le responsabilità dell’una e dell’altra parte!

Non cedete un vostro libro a chi non abbia chiare attività online: è come mandarlo alla morte!

Non cedete un vostro libro a un editore che non vi dia un rendiconto, nel giusto tempo, definito contrattualmente, delle vendite effettuate, o a un editore che, nel caso in cui ci fossero discrepanze dati, non sia in grado di mostrare i dati creati da un third-party indipendente!

Insomma, non cedete i vostri libri alla Mafia!

Secondo punto. La domanda che potrebbe venire spontanea agli idioti è infatti questa: se su Amazon posso pubblicare direttamente a che mi serve un editore? Se uno ragiona così in realtà dovrebbe procedere a pubblicare direttamente, perché qualsiasi editore accettasse i suoi lavori non sarebbe tale!

Come dicevo nell’incipit, di fatto, piattaforme come Amazon e Google (cito queste perché le altre sono ridicolissime e comunque se non si opera a livello globale oggigiorno non si sta facendo nulla. Solo l’altro ieri ho venduto dei miei libri in UK cosa che non avrei mai potuto fare senza quelle piattaforme. I testi etruschi del prof Pittau li abbiamo venduti dal Giappone alle Americhe, dall’India a tutta l’Europa!), sono la manna dal cielo per i piccoli editori seri. Perché? Perché finalmente permettono loro di fare ciò che l’editore deve fare: aiutare l’autore a creare un ottimo prodotto che l’autore da solo, per ovvie ragioni, non può creare!

Più il tempo passa, più implementiamo queste attività con Ipazia, e più mi rendo conto del danno procurato dagli editori a pagamento. Ci sono cosiddetti “autori” che non hanno neppure idea di cosa sia l’editing, pensano che manuali come “On writing” o altre guide simili, siano malattie contraibili nei mari del Sud! Ciò che mi stupisce poi è la mancanza di metodo, la non conoscenza dei tempi lunghi, in qualche caso lunghissimi, che richiede il buon editing, la non conoscenza delle sue regole basilari, il confondere l’editing con la revisione grammaticale o con i refusi che naturalmente si generano quando si scrive. Potrei andare avanti all’infinito, ma cui prodest?

In alcuni casi poi ci sono gli “autorucoli” snob, quelli che non sanno distinguere una metafora da un gatto striato, e che prima di operare, tagliare, spuntare il loro “masterpiece” (perché loro lo sanno meglio!), preferiscono tenerselo nel cassetto e se ne tornano a casa con la merda tra le gambe! Certo, non l’approccio rigoroso e severo della Fallaci quando litigava con il direttore del Corriere per giorni e giorni pur di decidere il posto di ciascuna virgola nel testo!

D’accordo, questi sono autori accorti, di esperienza… e la scrittura è un’arte che facciamo nostra nel tempo… ma mentre alcuni hanno i coglioni per mettersi in gioco e imparare, altri perseverano nella merda e nella merda resteranno, salvo poi lamentarsi e finire tra le braccia di quell’altra merda mafiosa di cui sopra! Che…. pensandoci bene, forse è pure meglio così! Sic! Povera Italia! Di Maio-Salvini tagliare gli emolumenti alla mafia editoriale, subito!

Rina Brundu

Advertisements

Regala i noltri libri a Natale. Acquistali qui, risparmia!