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Riflessioni sul Quarto Potere (34) – Del Travaglio ‘namurato, del “Fatto” un po’ scioccato e della dopamina per-dummies.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

 

di maio 30 agostoPer carità, anche Marco Travaglio ha diritto di ‘namurasi, e poi mica basta essere il giornalista-di-punta del miglior giornale italiano per dichiararsi immuni alla dopamina. Peraltro la dopamina è, a mio avviso, uno degli ormoni più pericolosi in grado di determinare le dinamiche del nostro abito bio-meccanico e anche quelle più rilevanti della nostra Storia temporalizzata direbbe Heidegger, non ci sono dubbi su questo: dalla guerra per la bella Elena nell’arcipelago greco n-millenni fa, fino alla rinuncia del filo-nazista Edoardo VIII erede al trono di Albione, non si contano le vittime che la stessa ha procurato.

Certo, oggigiorno (ma anche in ogni tempo), scaltri personaggi alla Weinstein, alla Depardieu, e infiniti masculi-comuni, avrebbero e hanno abilmente evitato tali nefasti influssi concentrandosi sul “gist”, ma come si evince i risultati non sono stati di quelli da ammirare, di quelli da imitare. Che poi ‘namurarsi si addice molto di più a uno etico come Marco Travaglio, s’addice a un bravo ragazzo, s’addice a un giornalista integerrimo, s’addice a un fiero anti-renzista.

Il problema che si pone a mio avviso è un altro: bisogna tentare insomma di cavalcare gli effetti della dopamina, non viceversa. In che modo? Per esempio trasformando l’oggetto delle sue mire in una specie di “musa” che, muovendo dall’ormone permetta al neurone di non-rincoglionirsi. Il neurone-rincoglionito, come abbiamo avuto modo di constatare durante i cinque anni in cui la Stampa italiana si è prostrata-tutta, culo al vento, davanti al Pinocchio toscano, è la-morte-sua per il giornalismo serio e per qualsiasi attività di tipo intellettuale minimamente degna, minimamente credibile!

Esagero? Se lo pensate consultate l’archivio del DiMaio-Times (ex Il Fatto Quotidiano), tenuto in questi giorni da Rosebud con ammirevole dedizione, e vedrete che non c’è nulla di esagerato nelle mie parole. Il titolo “Di Maio va alla guerra” che faceva bella mostra di sé sulla versione cartacea di ieri del giornale diretto da Marco Travaglio è, per esempio, una perla che né Sallusti né Feltri sarebbero mai stati capaci di coniare, neppure nel caso in cui dirigessero i loro giornaletti per mille anni!

Che a ben guardare, il problema che affligge in questi giorni il Il Fatto Quotidiano, un giornale per lo più intellettualmente dipendente da Marco Travaglio, non è tanto la mancanza di una “musa” capace di incanalare le migliori creazioni del nostro eroe, quanto piuttosto il fatto che la musa sembrerebbe essere… Luigi Di Maio. Orbene, Di Maio è un bravo ragazzo, lo sappiamo bene, carino quanto basta per chi ama i menti imberbi e i colli incravattati, ma siamo sicuri che sia la giusta musa per Travaglio?

Non lo so, non mi convince, ma nel dubbio potrei pure inviare una fotografia dei miei giorni migliori, sebbene persi nella memoria: tutto pur di salvare uno scampolo di dignità nel giornalismo italiano! Sic!

Rina Brundu

dummies

La dopamina spiegata ai dummies su Scienza e salute: sic!

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