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PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

Governo Salvimaio qualche mese dopo: bravi Di Maio e Salvini, ma bisogna fare di più… inclusa una riforma delle Università!

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

 

uniNo, Rosebud non è né il Corriere degli azionisti vari, né la Repubblica di De Benedetti, né il penoso (di questi tempi) Il Fatto Quotidiano di Gomez e Travaglio, qui qualche stralcio di verità-percepita, depurata da ogni spirito di servaggio, lo possiamo ancora ancora raccontare. Peraltro tra tutti questi giornali appena citati, quello per cui spiace veramente è naturalmente Il Fatto Quotidiano. Cioè da questo giornale mi aspettavo altro, di più, molto di più, eticamente, deontologicamente, mi aspettavo qualcosa che non è mai venuto. Non basta infatti denunciare le spese pazze di Di Maio o altre faccenduole simili per fare giornalismo-valido e dignitoso. Di fatto, dignitoso può essere solo quel giornalista, o quel quotidiano che, pur avendo al governo una parte che ha sostenuto quando quella si trovava all’opposizione (anche Rosebud ha sostenuto i pentastellati e, nel suo piccolo, con molti più articoli di quelli scritti dal “Fatto” per lo scopo), è capace di discriminare, di capire che il suo “ruolo” è cambiato”, che su quella parte-politica ricadono adesso maggiori responsabilità, e che, comunque, lo spirito-servile non porta a nulla. È mia ferma opinione, infatti, che un giornale può fare sana didattica solo quando mostra “distanza” dall’oggetto della sua critica, e quando sa porsi anche come mentore-saggio verso un dato Esecutivo, specie un Esecutivo “giovane” come il governo attuale.

Ne deriva che, proprio perché non hanno maestri validi, esempi a cui guardare, è indubbio che Di Maio e Salvini, lo stesso Conte, stiano facendo un buon lavoro in questo periodo. I maggiori meriti, specialmente dei primi due, stanno nell’essere riusciti a non cadere nei tanti tranelli tesi da questa tipologia di Stampa appena descritta, che fa di tutto per metterli uno contro l’altro, per indirizzare la loro azione politica. Insomma, almeno esternamente l’intesa sembra essere forte, sembra reggere nonostante tutto: non si sentono pentastellati dare contro ai leghisti e viceversa. Una prima in Italia, anche in termini di cortesia-istituzionale, se così posso dire, usando un termine poco adatto. Continuino a fare così, continuino a non cadere nelle trappole, qualsiasi trappola. Gli attacchi di cui è stato fatto oggetto Salvini in questi giorni sono oggettivamente vergognosi, ma a suo merito va detto che ha continuato a fare il suo lavoro senza strafare o dare in escandescenze: ottimo! In ultimo continuino tutti quanti a non risultare coinvolti in scandali politici di alcuna natura, di quelli che purtroppo abbiamo dovuto testimoniare, una settimana sì e l’altra pure, negli ultimi cinque anni.

Detto questo, io penso anche che ciò che stanno facendo Di Maio e Salvini non basti. Da un lato Di Maio deve agire per portare avanti tante di quelle vecchie battaglie pentastellate: una nuova Rai scevra dal potere politico, finalmente valida, una riforma della giustizia che spazzi via la norma della prescrizione, che estirpi la corruzione nella PA, il taglio agli emolumenti editoriali e via così. Salvini invece dovrebbe ricordarsi che nella penisola italica, che ha quasi tremila anni di Storia sostanziale, siamo un po’ tutti figli di migranti, quindi anche lui. Dovrebbe ricordarsi del problema emigrativo che fino a non troppi decenni fa affliggeva il Veneto e tante altre zone del nord e del sud, e dunque, pur imponendo regole, pur non facendosi mettere sotto dai burocrati europei, o dai diversi ducetti d’Oltralpe, si ricordi che l’Italia è solo un altro grande porto sul mare. Si ricordi che una nazione così ricca di tutto, perché questo è il nostro Paese, dovrebbe diventare soprattutto un porto accogliente, magari anche furbo, quando furbizia significa accogliere le migliore risorse, le migliori menti che potrebbero fiorire sul nostro territorio e contribuire a renderlo ancora più grande.

Ah, sì, un’altra cosa: la riforma delle Università! Prima riusciamo a fare in modo che i nostri atenei siano fatti vivere dai migliori spiriti che vivono la nostra nazione, in ogni disciplina, meglio sarà!

Per il resto… benino, appunto, buon lavoro e molte critiche su Rosebud: l’unica conditio-sine-qua-non per sapere che continuiamo ad essere tutti quanti, i critici e i criticati, spiriti dotati di neuroni funzionanti!

Rina Brundu

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