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PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

Sulla nicchia e su Ipazia

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

 

rose-2417334_960_720Prendo alcuni minuti – su un tempo che non ho – per scrivere due cose a proposito della nostra “nicchia” virtuale e anche di Ipazia. Anzi, comincerò proprio da Ipazia, prima il dovere poi il piacere:)).

Come ben sa chi mi segue e segue Rosebud, Ipazia é nata molti anni fa come “casa editrice ideale”, dopo la mia esperienza editoriale che-non-voglio-commentare in Italia, seppure si sia trattato di poco, pochissimo tempo (sempre troppo in realtà!), e per certi versi la considero tanto mia quanto del caro professor Pittau. Due anni fa Ipazia è rinata come casa editrice effettiva irlandese, sebbene per lo più in lingua italiana, e offre una marea di servizi, la maggior parte dei quali non esistono in Italia, e in realtà non sono neppure compresi. Questa però è una pinzillachera.

Ciò che voglio dire è che con la rinascita Ipazia ha raffinato tutti i processi, come fa una qualsiasi azienda, e in realtà questo processo di “raffinazione” è ancora in corso, perché si vuole creare qualcosa di valido, e le cose valide non vengono da nulla, serve lavoro, tempo e dedizione. L’alternativa magari è chiamarsi Benetton e ricevere favori, ma io non sono nata per seguire tale dirittura come ben si sa, qualsiasi sia la ragione per cui la sorgente-delle-cose abbia deciso di dotare il globo terracqueo di una tale calamità.

Il punto? Il punto è che non dovete scrivermi sul sito per le cose di Ipazia. Andate sul suo sito e scrivete all’editrice nelle modalità indicate, quando io debbo comparire comparirò. Ma… soprattutto… non abbiatevene a male se si dice no, o se si richiedono “procedure”, modalità di fare… si tratta solo di “lavoro”, nulla più… Peraltro ci sono tantissimi editori in Italia che pubblicano senza manco guardare il testo, basta che abbiate pagato… dunque se si tratta solo di pubblicare un libro andate lì… sono luoghi più adatti e meno militari. In ogni caso un no, non si dice a cuor leggero, proprio perché io penso che la scrittura intimista sia quella più valida, quella che non si modella per creare un cliché, ma a tutto c’è un limite, s’intende….  Il rovescio della medaglia è che gli autori sono più contenti del lavoro fatto, proprio come accade sempre più per Ipazia, e questo per me vale più di tutto (per esempio, ieri un autore mi diceva di come il suo testo sia stato letto in una scuola, cosa si può volere di più che servire come ausilio formativo per i giovani?)…

E poi… ah sì, la nostra “nicchia”… Ho notato in questi giorni che il sito cresce e quello che è strano è che siamo ad agosto…. Come se fossimo mancati, può essere? Può essere che manchi davvero quella che chiamerei un pain-in-the-a**… Mah, tutto può essere! Miracoli più grandi sarebbero stati raccontati, anche se non da testimoni davvero credibili e/o affidabili!

Rina Brundu

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Chiudiamo Wikipedia. Non si lucra scaltramente sull’impegno di intelletto!