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Estoy cansada

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

 

lightSi dice, a volte, “Riposati: prendi un libro e leggi!”. Si dice. Chi dice questo evidentemente di norma legge solo Topolino, e pure epidermicamente. Lo dico perché conosco il lavoro, conosco per esempio la fatica che si fa lavorando in una azienda per 24 ore al giorno, il dover prendere aerei da mane a sera. Ricordo che una volta feci Dublino-Milano-Monaco-Dublino in un giorno solo per un meeting… Ma conosco anche la fatica mentale, intellettuale, e quindi sono in grado di stabilire “grandezze”. Garantisco che la fatica mentale è qualcosa di molto serio. In questa estate in cui non mi sono risparmiata un secondo, come si vedrà più avanti, credo di avere lavorato qualcosa come 20 ore al giorno senza staccare mai. Anche perché, come sa bene chi vive anche la creatività, questa è una cosa che ti prende, e quando ti “prende” non ti lascia mai fino a che non è stato messo l’ultimo punto, fino a che non ne puoi più, ti viene da vomitare e devi muovere oltre. Come sappiamo ci sono stati dati personaggi che ci lasciarono il “senno” a causa di questi sforzi, accadde a Nietzsche, ma accadde allo stesso Tesla, a tantissimi altri spiriti brillanti. Anche per questi motivi sono sempre più convinta che ci sia qualcosa che non-quadra quando in tv si vedono invece i nostri spiriti-mediatici-splendidi, filosofi a caterve, professori, dirigenti, e chi più ne ha più ne metta, tutti, sempre freschi come una rosa, traguardanti: come è possibile? Come è possibile se il lavorare 24 ore al giorno, ma anche lo studio serio e prolungato, sono una sicura fatica che distrugge quasi? Come sia possibile io lo immagino molto bene, e quasi guardo con terrore alle prossime infestazioni televisionare italiche: da un lato la Palombelli dall’altro la Gruber, uno scontro tra titani, insomma! Vuoi mettere Tesla, vuoi mettere Nietzsche a confronto?! Poveretti! E quando non basteranno codeste epiche signore, Rete4 starebbe già confezionando una contro-programmazione giornalistica con le palle. Ma contro-che, mi domando, se oggi come oggi trovare un valido programma sul nostro Servizio Pubblico è più difficile dello scoprire un esopianeta dalla finestra aperta della cucina? Sic! Estoy cansada… sono stanca, lo confesso! Per altri versi vorrei vivere dentro la dimensione di Matrix, la datata serie di film sci-fi, laddove basterebbe una iniezione per caricarmi dentro di un nuovo sistema operativo, o di un qualsiasi programma, e ricominciare! Il problema per chi lavora tanto infatti non è smettere di lavorare, ma trovare un modo per continuare senza stancarsi, senza dormire, e avere giornate da 48 ore per scoprire tutto il know-how del mondo. Pensare che ci sono altri, tanti altri, in questo stesso momento sdraiati al mare a mostrar le chiappe-chiare, al sole o alla luna non fa differenza! Come siamo diversi: estoy cansada!

Rina Brundu

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