Advertisements
PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

MARCO VUKIC – A che ora incomincia la vita? Una silloge

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

Marco Vukic

L’io-lirico che canta la poesia di Marco Vukic è una presenza gentile, discreta, il più delle volte nascosta, ansiosa di fuggire la retorica, anche tecnica, e di affermare l’istintiva ritrosia dello spirito:

Dietro ogni parola

sarò il suono e il respiro

e non t’accorgerai di me[1]

Si tratta inoltre di una presenza socialmente impegnata, vivente il suo tempo, cosciente delle difficoltà che lo segnano, capace di denunciarne le sue più grandi tragedie con tutta la forza necessaria:

In questa tomba liquida

si è perso il mio nome,

nell’abisso precipita il sogno

……

Sono onde che fingono d’essere

erba scossa dal vento,

sono onde che al mondo

nascondono che io sia

mai esistito.

L’urlo del Migrante[2] diventa così L’urlo della vita[3] per Vukic, un urlo munchiano forse cosciente di storie conosciute a memoria dallo spirito, un urlo che nella sua naturalità si fa boato potente, ripetuto, frequente, diventa eco tra i flutti impetuosi di un Oceano smarrito:

Piove sui colori che fuggono

e ti accorgi che il mondo sta urlando

il suo grigio canto di guerra,

ogni goccia una nota assordante.

L’immedesimazione con i dolori del mondo s’accresce fino a fare di argomenti complessi come i conflitti tra i popoli, lo sradicamento forzato dalla terra, il fenomeno migratorio che-è-naufragio, che-è-cronaca nazionale e tragedia quotidiana, tematiche molto più vicine all’anima catarticamente rapita. La “guerra[4]” si trasforma così in screzio d’amore, la terra natale assume contorni spaziali definiti, conosciuti, mentre il “naufragio” non potrà che diventare naufragio esistenziale di ogni essere:

Ci sono persone

in continuo naufragio

e attendono in silenzio

che tu sia zattera.

Ci sono persone

che d’improvviso

ti crescono dentro

e mettono radici[5].

Sullo sfondo, quasi a contrasto, domina un universo tutto sommato benevolo, governato dallo scorrere di cicli temporali naturali, stagionali, raccontato da un campo semantico che ha sapore di pioggia, profumo di mare e respiro di vento. Ed è proprio tra le dinamiche di questo perpetuo moto edenico del tessuto spaziotemporale che si incastra l’ancestrale motivo dell’eterno-ritorno di un’Essenza adesso impegnata a interrogarsi ontologicamente, con il climax raggiunto da quella importante domanda che, in chiusura, denota e connota sorpresa e gioiosa anticipazione dell’anima:“A che ora incomincia la vita?[6]”.

Rina Brundu

[1] Cfr. Non ti accorgerai di me, pag. 21

[2] Cfr. Migrante, pag. 13

[3] Cfr. L’urlo, pag. 15

[4] Cfr. Se fosse stata guerra, pag. 41

[5] Cfr. Ricordi e persone, pag. 19

[6] Cfr. Pag. 59

Contenuti

Presentazione
Migrante
L’urlo
Oceano smarrito
Ricordi e persone
Non ti accorgerai di me
Inseguendo l’orizzonte
Quello che aspetta
Caterina
Il pozzo
Ora
Pioggia
Poesia
Promesse
Questo amore
Se fosse stata guerra
Se leghi il cuore
Un milione di atomi
Tutti abbiamo paura
Un vecchio pazzo
Verrà l’estate
Tutte le scuse del mondo
Una discarica
Risposte
A che ora incomincia la vita?
Note biografiche

Paperback 

Ebook 

Source: www.ipaziabooks.com


Marco Vukic – È lo pseudonimo di Marco Vuchich, artista italiano di origini croate, attivo in Rete, i cui lavori hanno ricevuto numerosi riconoscimenti. Spirito poliedrico, molto attento alle tematiche sociali e al divenire della realtà che lo circonda, Marco ama raccontarla anche liricamente quella “realtà”. A che ora incomincia la vita? (2018), una raccolta di 24 poesie, è la sua prima silloge.

 

 

 


Advertisements

Natale 2018 – Regala i nostri libri!