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PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

L’ottimo prof. Renzetti e i 5Stelle che aprirebbero la via al fascismo. E una fenomenologia breve della storia della coglioneria nella politica italiana, metacoglione compreso!

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

 

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Slogan recuperati in Rete, grazie agli autori delle fotografie se passano di qui

Roberto Renzetti, che gestisce anche il bellissimo sito Fisicamente.net, è uno di quei pochi individui (gli altri sono il professor Pittau e io stessa, ma non sono certa dell’ordine dei fattori:)), che in trenta anni di attività online, ho davvero ammirato. Lo ammiro per il suo know-how su una materia che adoro, la Fisica, ma soprattutto lo ammiro per la forza e la determinazione con cui ha sempre fatto punto di esprimere il suo pensiero, qualunque fosse quello, e malgrado i commenti delle perpetue che abbondano in Rete, proprio come abbonda la loro ignoranza.

Il professor Renzetti è stato anche di quelli che al tempo del renzismo-trionfante, quando tutta l’Italia, specie quella mediatica (anche se adesso se la raccontano altrimenti, scrivendo tomi opinabili), era genuflessa davanti al ducetto di Rignano (un termine che egli coniò nel famoso pezzo “Il ducetto e Claretta”), si è idealmente unito a Rosebud e ai pochi altri spiriti liberi che osavano malgrado tutto, in una battaglia campale contro una maniera vile, non-etica, indegna (come hanno dimostrato anche i fatti dell’ultima settimana), di intendere l’amministrazione della cosa pubblica, di intendere il senso del servizio al cittadino, di intendere il dovere che si-fa-fatica e non occasione trendy mediatica pagata dal contribuente.

Per questi e molti altri motivi, inclusa la cortesia che mi ha sempre mostrato, la mia ammirazione per Roberto Renzetti resterà sempre, incondizionata, incrollabile, no-matter-what, perché gli spiriti validi restano sempre uguali a loro stessi e appunto si fanno ammirare in ogni occasione. Questa ammirazione resta quindi anche adesso… adesso che del Sistema-imperante io e il professore abbiamo una diversa opinione. In realtà ho appena fatto una visita al suo sito, che attualmente si presenta come una sorta di manifesto, di denuncia-pubblica del supposto errore madornale che avrebbero fatto i cinque-stelle unendosi alla Lega, ed è pure una sorta di avviso-caduta-massi, pardon, quelli sono caduti a Genova, piuttosto un avviso di pericolo-fascista incombente, anzi sarebbero proprio i pentastellati a facilitare questo ritorno ai giorni-neri della nostra Storia più infame.

Ecco, in questo caso non sono d’accordo con Roberto Renzetti. Come sa chi frequenta Rosebud, sono tre anni ormai che sostengo almeno idealmente il Movimento. Non me ne sono mai pentita, anzi! Certo, avrei preferito qualcosa di più in questa fase governativa, ma francamente il mio problema non è Salvini… il mio problema è un leader politico di nome Luigi Di Maio, che è certamente un bravo ragazzo, ma che io vedo limitato nella sua possibilità di azione, limitato da una variegata serie di fattori, personali ed esterni alla sua persona.

Per carità, siamo in una situazione che mi ricorda tanto quella di quando cadde quel muro a Pompei e il Ministro dei Beni e delle Attività culturali era Sandro Bondi: manco Ercole avrebbe potuto risolvere, figuriamoci Bondi! Cioè, come potrebbe Luigi Di Maio, ma anche lo stesso Conte, persino Salvini, risolvere se fondamentalmente si trovano ad operare su quel cumulo di macerie che era il nostro Paese? Per “risolvere” qui ci vogliono coglioni, senso della fatica e della responsabilità, capacità di non farsi affascinare dal fascino-del-potere come avvenne al Pinocchio toscano, ma potranno mai riuscire in questa impresa i nostri eroi? E come potranno riuscire se il 95% della Stampa di questa nazione in fase di putrefazione è piegata davanti a quattro potentati che fanno correre i loro “giornalisti” come galoppini alla stazione, con la sola differenza che in alcuni casi muovono di studio televisivo in studio televisivo a raccontarsi menate, a fare sfoggio di un know-how che non hanno perché non hanno mai lavorato, a fare sfoggio di nulla perché non hanno mai studiato?

La mia tema, la mia paura, non è certo un nuovo-fascismo alle porte quanto piuttosto il contrario. La mia grande tema è infatti che i “nostri eroi” non riusciranno a cambiare le cose, malgrado i loro buoni propositi, malgrado tutti i buoni propositi di quello stesso Salvini che, basta guardarlo, tutto-è tranne un politicante-pericoloso… dato che neppure i suoi peggiori proclami hanno la forza o la follia di quelli che a suo tempo faceva Goebbels. Caro professore, si tranquillizzi dunque: non c’è alcun pericolo-fascista incombente e non potrebbe mai esserci. Non potrebbe mai esserci perché il momento storico è un altro, perché viviamo tempi in cui se un Mussolini tornasse non gliene sbatterebbe nulla a nessuno, al più avrebbe un profilo Instagram molto frequentato, e soprattutto perché fortunatamente anche in questi campi ci mancano i coglioni.

Che più ci penso più me ne convinco: il problema dell’Italia dal tempo del Fascismo in poi è sempre stato uno solo, uno che girava intorno ai coglioni: in qualche caso era un problema determinato dall’averli, sebbene malmessi e votati alla stupidità, in altri, come oggigiorno, dalla loro mancanza, in altri ancora, come è accaduto almeno fino al 4 dicembre 2016 (ma anche dopo), dal fatto che quelli si sono dotati di braccia, gambe e finanche di aereo in leasing con cui scorazzare per il globo terracqueo sempre a carico del sucitato contribuente. Pensa tu, un caso di metacoglione, solo in Italia!

Rina Brundu

PS Caro professore, dia una possibilità a questi ragazzi perché comunque non si può fare a passo di gambero, il futuro è e deve essere il loro!

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Urka!, che sia lo slogan di Salvini sulla via-fascista?

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