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Riflessioni sul Quarto potere (31) – Il metodo Repubblica, il metodo Travaglio e il metodo Brundu

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

 

dago2Di tanto in tanto accade che il “giornalismo” ci faccia fare delle sane risate. Per esempio ho riso tanto ieri sera quando visitando Dagospia, uno dei rari giornali italiani che si riesca a leggere senza provare troppo schifo, ho visto la loro autocelebrazione su come avrebbero lottato contro il renzismo-trionfante. Mi è appunto venuto da ridere, pensando a quando solo Rosebud, già in quel luglio del 2014, come è ben chiaro anche dalle pagine del “Diario dal golpe bianco”, lottava nel suo piccolo contro il ducetto, termine lanciato proprio qui grazie al post del prof Renzetti. Poi ho ripensato ai circa duemila pezzi scritti contro quel politicante che ci ha imbarazzato urbi-et-orbi, nonché al “taglio” di quei post dato che il “metodo Brundu” non contempla “amici” i cui sentimenti debbano essere tenuti in considerazione a discapito della verità-percepita, men che meno “amici” come quelli che circondavano D’Agostino per il suo 70simo compleanno. In realtà c’è anche un “metodo Dagospia” che ho ormai analizzato bene nell’ultimo anno e di fatto ne scriverò presto con cognizione di causa, però è vero che Dagospia ha scritto che loro erano gli unici “in Italia” a lottare contro il renzismo, Rosebud non è un giornale italiano. E resta vero il fatto che Dagospia, insieme al Fatto e a La Verità, sono gli unici tre giornali italiani che oggidì si possono leggere senza provare vergogna intellettuale, politica, sociale, nonché di background culturale.

dago1Ma a proposito di risate e di “metodi”, mi torna in mente anche lo scazzo che c’è stato poche settimane fa tra il mitico Marco Travaglio e il giornaletto in fase di morte apparente creato da Carlo De Benedetti per far conoscere la sua politica urbi-et-orbi. È stato per certi versi uno scazzo epocale, laddove epocale in italiano significa poco-fuori-dell’ordinario e mamma-ho-scoperto-l’acqua-calda. Naturalmente tutta la mia solidarietà a Travaglio accusato da C.B (anche io non scrivo il nome in lungo, ma non per mancanza di forza di spirito quanto per debolezza di stomaco) di tutte le “porcherie” intellettuali che “Repubblica” compie quasi indisturbata da trent’anni. Se potessi dargli un consiglio però sarebbe di non sporcarsi-d’inchiostro per replicare a simili post, non è degno di lui e non ne vale la pena. Non è bello augurarsi la scomparsa di un giornale, ma quando quel giornale è arma-politica che ha fini privati e che ha causato enormi danni a una nazione (si veda in questi giorni il trattamento del caso-Benetton, come fanno notare diversi commentatori), quel giornale non è più tale, è solo un altro-Sistema, un altro metodo, il metodo-Repubblica-appunto per mungere la mucca con le grandi mammelle, lo Stato. Ma l’Italia di oggi non è l’Italia di trenta anni fa e dell’intermediazione-analogica scalfariana non ce ne fotte una mazza, anzi la troviamo estremamente diseducativa anche nei limiti formativi che svela, ragion per cui Travaglio se ne dovrebbe fare una ragione, e magari concentrasi allo scopo di verificare che invece non sia anche il giornale “Il Fatto Quotidiano” a usare il metodo-Repubblica di tanto in tanto. Io per esempio ho buone ragioni per pensare che quel metodo colà sia stato usato, fermo restando che potrei sbagliarmi, tutto può essere.

Per il resto il giornale Repubblica, almeno su Rosebud, governato dal metodo-Brundu, che preferisce le prove-mediatiche-alla-mano, e non guarda in faccia nessuno, viaggia velocemente verso il titolo di peggior giornale dell’anno 2018. In realtà Repubblica – lettura preferita forse dal peggior politicante che abbiamo mai avuto in questa penisola – è pure il peggior quotidiano che sia mai stato pubblicato in Italia dai tempi in cui Cesare si faceva mandare i papiri dall’Egitto… ma questo non lo facciamo notare, pare brutto, anche il metodo Brundu di tanto in tanto incensa carità… e prova umana compassione.

Rina Brundu

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