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CONTROCORRENTE. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

Stolti!

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

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“Stolti!” borbottava di tanto in tanto don Vinante, il vecchio parroco trentino trapiantato nella Sardegna di quando ero bambina. Credo che la sua fosse una quasi-imprecazione di origine biblica ed è per questo che lui - sacerdote severo come pochi rispetto all’impegno che aveva preso come missione – se la concedeva: non ne avrebbe mai usata un’altra! Nel tempo ho capito meglio cosa intendesse pronunciandola; intendeva “Uomini sciocchi, donne sciocche, ma è possibile che non abbiate miglior senno, miglior capacità di raziocinio di quella che state mostrando?”.

Questo termine, questa quasi-imprecazione, mi è tornata in mente questa sera, dopo avere letto che la sceneggiata napoletana messa in piedi, su scala nazionale, dopo la morte dell’ex-AD Fiat Sergio Marchionne dagli organi di informazione italiani, aveva fatto il suo ingresso persino nel nostro Parlamento. Per la precisione, in Senato, nel Senato della nostra Repubblica, in quel luogo sacro di tutti gli italiani, la Presidente Casellati avrebbe chiesto ai nostri senatori di alzarsi in piedi in un minuto di raccoglimento per ricordare la morte di un manager residente in Svizzera a capo di una multinazionale con sede fiscale a Londra, un po’ come se il senato americano si fosse alzato in piedi a recitare preci alla morte di Steve Jobs, ma sarebbe mai potuto accadere?!

Che a ben pensarci forse la “stolta” sono io, sono io che cerco qualcosa che non c’è, un sentire e  un rispetto per le nostre istituzioni che evidentemente non esiste… La “stolta” sono io che mi illudo di essere cittadina di una moderna e sana democrazia, mentre è chiaro e lampante che noi siamo già un paese in stato comatoso che probabilmente morirà di minuti di raccoglimento. E che dire dello spettacolo offerto dalla Stampa? Dalla televisione? Uno schifo! Una vergogna! Una mancanza di civiltà e di considerazione per il dolore altrui che impressiona: erano così ansiosi di portare omaggio a casa Agnelli che non si sono mai fermati a pensare, neppure un istante!

Ma chi di codesti villani di mestiere si sarebbe interessato a Marchionne se non fosse che tramite lui stanno facendo riverenza agli Agnelli e alla Fiat? Ho già scritto in più di una occasione che non ho mai amato questa famiglia, non il singolo (anzi, di qualche “singolo” ne parlai pure sul sito, qui), ma proprio la casata Agnelli come dinastia di tipo reale italico, che dall’Italia ha preso tanto, ma restituito poco o nulla. Benché bambina ho ancora nelle orecchie i toni melensi con cui parlavano di Gianni Agnelli personaggi come Enzo Biagi, personaggi che tutto avrebbero dovuto fare nella vita tranne che occuparsi di giornalismo… e a tutt’oggi mi è rimasto addosso, sulla pelle, lo schifo che provavo… Che poi, perché dare addosso ad Agnelli se la bava era altrui?

Proprio come è accaduto in questi giorni: ah, quanta bava! Quanta bava e, di nuovo, quanto disrispetto! Ne deriva che mentre l’unico pensiero gentile può andare solo ai figli, alla famiglia di Marchionne, che francamente avrebbero meritato più silenzio, come si addice al lutto portato con dignità, non ci resta che sorridere pensando a quanto, da uomo intelligente qual era, avrà riso in queste ore lo stesso defunto ascoltando le infinite litanie esibite. Chissà quanti addetti-ai-lai per professione avrebbe voluto sbugiardare se fosse potuto tornare indietro anche solo per un minuto… ma in compenso pare proprio di sentirlo mentre fa suo l’antico detto di don Vinante: stolti!

Rina Brundu

NB Questo post l’ho pubblicato in serata dopo avere letto di quanto sarebbe accaduto in Senato quest’oggi, un qualcosa che mi ha veramente indignato. Ora l’ho leggermente modificato perché mi sentivo di farlo, ma da questo momento il sito è in vacanza come già annunciato! Buona estate!

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