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L’era del ducetto cazzocomunista (5) – Sull’asservimento totale della Stampa italiana acritica sul Caso Marchionne e su Luigi Di Maio sulle orme del duce di Rignano….

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

 

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Il post critico di Rossi su Facebook ormai l'unico luogo dove sia consentito criticare...

E venne infine anche il giorno in cui qualche scusa all’originale ducetto di Rignano gliela dobbiamo fare: di fatto non era lui che assoggettava la Stampa nazionale ai suoi voleri, era quella che faceva a gara a chi poteva alzare di più il culo mentre a un tempo baciava la terra dove lui camminava. Un altro fattore che in queste ore veramente ti fa restare senza parole è quel continuato scavare che si registra, quel continuato muovere verso il basso senza soluzione di continuità.

Alzarsi stamattina e trovare le intimidazioni – via veline giornalistiche compiacenti – di una data casta contro chi osa criticare il moribondo Marchionne è già brutto di suo, ma ascoltare i cori di beatificazione, a cui si è recentemente unita anche la voce del leader politico dei pentastellati, Luigi Di Maio, fa restare davvero di stucco: ma dove stiamo andando come nazione? Dov’è la nostra etica civile? Dov’è la nostra capacità di impegno? Dov’è la nostra dignità di esseri senzienti? Personalmente non ho nulla, su alcun livello contro Sergio Marchionne, e come uomo che sta facendo la sua ultima battaglia merita tutto il rispetto, ma non perché sta morendo dobbiamo dimenticare chi è stato l’ex AD Fiat, anche perché se non fosse stato ciò che è stato, non saremmo qui a parlarne.

Le critiche espresse dal Presidente della Toscana Enrico Rossi su Facebook, lungi da essere “speculazioni” su un uomo che muore, come le hanno definite i servi di Via Solferino, sono sacrosante. Se Rossi ha scritto menzogne allora che vengano smentite in quanto tali (Marchionne è o non è residente in Svizzera? La FCA ha la sede fiscale a Londra? Come ha gestito Marchionne gli ultimi anni della Fiat rispetto alla questione operaia?), ma non zittite a prescindere. Che però queste vere e proprie “intimidazioni” al nostro spirito le faccia un giornale che potrebbe essere diretta espressione di Casa Agnelli mi sta bene – del resto un giornalismo libero e indipendente in Italia non siamo mai stati in grado di costruirlo, e l’età fontaniana verrà ricordata nei secoli come il periodo di maggior asservimento del primo giornale italiano alla politica – peggio molto peggio e quando sentiamo il leader del Movimento Cinque Stelle, del Movimento anticasta per eccellenza, accodarsi a codesti personaggi come se ne guarda bene dal fare lo stesso Matteo Salvini il quale in un simile ruolo sarebbe senz’altro più credibile.

Piaccia o non piaccia, il Caso Marchionne ci sta facendo aprire gli occhi su un’altra situazione che fino ad ora avevamo solo sospettato: col Salvimaio abbiamo di fatto un nuovo ducetto… il ducetto cazzo comunista, quello che all’occorrenza regala il Copasir a Guerini, frequenta il fantasma della Festa dell’Unità… ma quando serve una mano per stare dalla parte di chi si ricorda degli operai almeno una volta nella vita, non esita a dargli contro. Che culo noi italiani: di ducetto in ducetto e non c’è n’è uno che valga un politico minimamente capace! Date fortune val la pena festeggiarle, e se “Il Fatto Quotidiano” festeggia dando la “giusta” visibilità alle incredibili esternazioni pidiermaiche, noi su Rosebud, nel nostro piccolo, cambiamo il titolo a questa rubrica da “L’era del cinghialetto cazzocomunista” a “L’era del ducetto cazzocomunista”: noblesse oblige, e asservimento dell’intelletto pure! Sic!

Rina Brundu

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L’incredibile occhiello del giornale di Gomez…

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Una delle tante critiche a Di Maio in calce a quel pezzo…

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