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PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

L’era del cinghialetto cazzocomunista (1) – In principio…

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

 

boar-2380013_960_720Scrivo “cinghialetto” perché usare tutto un cinghiale adulto per definire un’età politica decadente come questa mi pare ridicolo e quantomeno esagerato. Com’è come non è, questa sarà la nuova rubrica politica di Rosebud dopo il tradimento di tutta la fiducia riposta nella causa pentastellata. Su un giornale come questo è opportuno avere una rubrica politica dedicata… serve a contenere tutta la bile che bisognerà eruttare mentre, col passare dei giorni, dei mesi, degli anni, vedremo il PDiR Maio farsi sempre più amicone intimo dei Guerini (del resto quel posto a guida della Copasir va ripagato in qualche modo), dei Martina, degli Orfini. Giorno verrà poi – e per quel giorno spero di essere già passata a miglior vita – in cui vedremo il PdiR Maio accompagnarsi mano nella mano con il duce di Rignano cosa che provocherà orgasmo (o quel che ne resta, vista l’età) nel venerabile Scalfari e quindi a catena negli ezi mauri, nei calabresi, nei serra che si dondolano sull’amaca, nei padellari, nei saviani e in tutta questa categoria di alti intelletti che mettono brividi ammirati addosso quando la nostra capacità di raziocinio e il nostro senso estetico e morale si ferma a rimirarli. Dopo gli orgasmi ci sarà l’invito nella redazione di Repubblica a cui faranno seguito, a ruota, e con stil artigiano limato nel tempo, interminabili articoli beatificanti del virgulto di Acerra, di Fico, di Di Battista e in un momento di esaltazione anche di Grillo, il povero Grillo, così vituperato fino a questo momento, il quale vedrà finalmente riconosciuto il suo ruolo di padre della Patria nei luoghi che contano davvero. Last but not least, il PdiR Maio e Scalfari – eventualmente accompagnati dal filosofo-credente Vattimo – si recheranno in visita da Papa Francesco e a quel punto se non vedremo una nuova stella cometa in cielo è solo perché anche la prima era frutto di un’ubriacatura forte mentre si scopava nella capanna di Betlemme… altrimenti la si vedrebbe sicuramente!

Ma qui mi sto spingendo troppo in avanti… so facendo previsioni così facili che anche il mago Otelma mi sputerebbe nell’occhio… quindi prima dei disastri epocali che provocherà questa nuova entente-cordiale politica per intelletti capaci, meglio parlare delle sue origini. In principio… in principio paradossalmente c’è stato il rifiuto del duce di Rignano di convolare a nozze con il PdiR Maio, parendogli (al Duce) – a torto, come ben hanno dimostrato le cronache di questi giorni – che non sarebbe stato possibile convincere la causa pentastellata a chiudere un occhio davanti al caso Consip e a tutte le altre malefatte che aveva combinato in cinque anni di vita amministrativa nazionale che non dimenticherà mai… e neppure noi.

Il NO del duce all’inciucio con i pentastellati indispettì moltissimo i fautori della prima ora di tale funesta operazione, quasi tutti asserragliati nella redazione de “Il Fatto Quotidiano”, con Padellaro in testa… ma segretamente indispettì anche tutti i “repubblichini” doc e irredentisti che in cuor loro in cotanto accordo ci speravano se non altro per essere sicuri di continuare a ricevere gli emolumenti editoriali o similari. Infatti, all’amor non si comanda è sebbene poi il PDiRMaio, pur di salvare la poltrona governatizia, si è dovuto risolvere al tradimento con l’elastico Salvini (anche uomo di mondo, per la verità), l’attrazione fatale, etica e deontologica, ispirata dai sentimenti nobilissimi che solo gli alti intelletti riescono a comprendere, ha fatto il suo corso… fino all’imprescindibile copulazione politica che tra ieri e l’altro ieri ha portato il braccio destro del ducetto a capo del Copasir e insieme la fine di ogni speranza per l’Italia politica etica (se c’è mai stata).

Il resto della storia sarà la solita storiaccia che noi italici siamo costretti a subire legislatura dopo legislatura mentre tutto cambia affinché nulla cambi. Così, mentre recitiamo una prece in memoria di quella causa encomiabile palesata da Grillo chiuso nella sua catacomba, e che in quell’ormai lontano capodanno del 2015 ci spinse a sostenerlo, ora bisogna prepararsi a tutto ciò che verrà che, date le avvisaglie, non sarà nulla di buono, appunto. Per certi versi questo luglio 2018 pare proprio quel luglio 2014 quando su questo blog cominciamo a denunciare in maniera più convinta l’oscenità renzistica… con tutto ciò che ne è venuto poi.

L’età cazzocomunista che avanza ci riverserà addosso tanta merda in forma di superstizione, di filosofia superstiziosa, di politica superstiziosa e incapace, di fake news interessate, di note di notisti analogici, di attacchi tesi a salvaguardar solamente il ben del portafoglio che… si salvi chi può! L’unica luce la si vede nel fatto che avendo la passata amministrazione trasformato l’intera nazione in una sorta di pozzo nero e senza fondo, all’olezzo di merda ci siamo ormai abituati, abbiamo sviluppato gli anticorpi e quindi nulla ci potrà sorprendere troppo.

Il resto dovrebbe essere silenzio, quello che si conviene nei luoghi che registrano la morte dello spirito… ma dati i tempi barbari che viviamo i grugniti del cinghialetto saranno costanti, infestanti, continuati, e cresceranno di intensità di giorno in giorno fino al climax finale… età permettendo, già detto, meglio se estrinsecato in coro. Diceva infatti il saggio Montanelli: “Gli intellettuali italiani che preferiscono aver ragione da soli piuttosto che torto con gli altri, sono pochi. I più seguono la massima di Toulet: «Quando i lupi urlano, urla con loro».”. Come dargli torto? Del resto che si travestano da cinghiali o da lupi non fa differenza, la bestia dentro resta sempre quella!

Rina Brundu

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