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LA LINGUA ETRUSCA: Grammatica e Lessico. Il genitivo rideterminato

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Estratto

Il genitivo rideterminato

  • 54. È da precisare che quella che a prima vista a noi studiosi moderni può sembrare una notevole “anarchia” nell’uso delle due differenti desinenze del genitivo, –s ed –(a)l nella lingua etrusca, in realtà è più apparente che reale. La differenza di uso infatti quasi certamente dipendeva dalle diverse città etrusche e dai differenti periodi storici. Su questo punto e su qualche altro analogo, dunque, a chi intenda affrontare la interpretazione e la traduzione di iscrizioni etrusche, si impone l’obbligo di chiedersi in primo luogo a quale città etrusca e a quale periodo storico esattamente appartenga ciascuna delle iscrizioni studiate, al fine di inquadrarle nel loro esatto quadro linguistico, diatopico e diacronico (§ 4).

Ovviamente nei rapporti fra Etruschi di differenti città, saranno stati anche frequenti i casi di ambiguità linguistiche, ad esempio, fra Larϑal e Larϑial «di Lart» da una parte e Larϑial «di Lartia» dall’altra; d’altra parte molte di queste ambiguità saranno state sanate e superate – come succede in tutte le lingue – dai rispettivi contesti reali o situazionali, cioè di persone e di cose.

Comunque sia di ciò, assai probabilmente è anche a causa di queste ambiguità che si sarà affermato, in epoca molto recente, quel supercorrettismo costituito dal cosiddetto «genitivo rideterminato», per il quale negli antroponimi si vedono susseguirsi entrambe le desinenze del genitivo (ovviamente una come infisso), quasi si volesse insistere sulla funzione del genitivo, appunto ripetendone le due desinenze:

Arnϑals (Arnϑ-al-s), Arnϑeals, Velznals, Viśnaialś, Haϑlials, Turials, Xaireals, (tutti a Vulci); Crucrials, Larϑalś, Murinals, Pacials, Teriasals, Trilials, Truials, Turials, Xaireals (antroponimi).

calχls (calχl-s), cealχls (cealχ-l-s), celχls (celχ-l-s) «di trenta»; cezpalχals (cezpalχa-l-s) «di ottanta»; muvalχls (muvalχl-s) «di cinquanta»; śealχlsc (śealχ-l-s-c) «(e) di sessanta» (§ 71).

creals (Pulenas 3) «della procreazione».

Si afferra con facilità che delle due desinenze del genitivo, –(a)l ed –s, quella che ha perduto di valenza nella coscienza dei parlanti è la prima, mentre la seconda è quella che è stata privilegiata. In tutte le lingue infatti la marcatura o sottolineatura di un vocabolo oppure di un morfema si effettua appunto col metterlo per ultimo, perché in questo modo si impone meglio all’attenzione e alla memoria dell’ascoltatore.

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LA LINGUA ETRUSCA Grammatica e Lessico


Massimo Pittau (Nuoro, 6 febbraio 1921) è un linguista e glottologo italiano, studioso della lingua etrusca, della lingua sarda e protosarda. Ha pubblicato numerosi studi sulla civiltà nuragica e sulla Sardegna storica. Le sue posizioni riguardo al dialetto nuorese (massima conservatività nell’ambito romanzo) sono vicine a quelle del linguista Max Leopold Wagner con cui è stato in rapporto epistolare. Nel 1971 è entrato a far parte della Società Italiana di Glottologia e circa 10 anni dopo nel Sodalizio Glottologico Milanese. Per le sue opere ha ottenuto numerosi premi.


 

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