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CONTROCORRENTE. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

Sulla infantile e stancante campagna anti-Salvini de IL FATTO QUOTIDIANO e sul perché la strategia dei 50 migranti a me, 50 a te non potrà funzionare…

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

 

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Ho smesso di credere che IL FATTO QUOTIDIANO fosse un giornale italiano “diverso”, meno incline alla tentazione di fare politica attiva, già da molti mesi ormai, dal tempo in cui Gomez, Travaglio e Padellaro le tentarono tutte pur di chiudere un eventuale e deleterio accordo PDR-M5S! Fallita quell’impresa si sono dovuti in qualche modo “rassegnare”, hanno dovuto fare buon viso a cattivo gioco, anche se Travaglio aveva avvertito: “Adesso attendiamo Salvini alla prova dei fatti!”.

In realtà, né lui né i colleghi hanno atteso troppo e da quei giorni lontani non passa ora, minuto, secondo, che sul loro giornale non si legga un attacco diretto, insinuato, costruito, immaginato, sperato, anelato contro il Vicepremier Salvini. Naturalmente, questi attacchi sono presenti anche sui giornalini come il “Corriere” e “Repubblica”, ma quelli non li consideriamo sia perché abbiamo smesso anni fa di dedicarci alle favolette e comunque la corruzione intellettuale raramente tenta lo spirito se non si è portati.

salviniUn aspetto che nel giornale di Gomez sta facendo scadere codesta battaglia mediatica contro Salvini in una bagarre infantile più che politica, lo si nota quando si ingegnano a dare credito al Premier Conte per ogni risultato valido, o ritenuto tale, ottenuto in Europa (vedi sopra la cover cartacea di oggi), e a far ricadere tutta la merda sul leader leghista (vedere qui a destra la pubblicità fatta a questa iniziativa infantile, appunto, delle cartoline). Non è così naturalmente… non è così perché sarebbe scorretto tecnicamente e intellettualmente non vedere in Matteo Salvini il “motore” di questo epocale mutamento dell’usata politica estera genuflessa italiana… E questo bisogna dirlo nel bene e nel male…

Lungi dall’attaccare i pur discutibili metodi salviniani con queste metodologie da repubblichino scalfariano analogico e retrò (insomma, qualcuno avverta il direttore Gomez che simili divisioni manichee e scolastiche in belli e buoni, brutti e belli, oggidì fanno solo cagare!), il Fatto dovrebbe pagare qualcuno perché cominci a cogitare e sappia interrogarsi. Una cogitazione che a titolo di incoraggiamente possiamo fornire a-gratis è la seguente fondamentale interrogazione: “Ma questa nuova politica dei 50 migranti a me, 50 migranti a te, inaugurata dal Conte elemosiniere in Europa, porterà a qualcosa?”. La risposta è ovviamente NO (un NO tonante, peraltro), come sempre avviene quando si affrontano i problemi epidermicamente senza risolverli alla radice, per tutta una serie di motivi chiaramente evidenti…

Quali sono questi motivi? Eh, no, figlio mio… almeno qui lasciamo lavorare anche le capaci e sagaci menti del giornalismo italiano, del resto in qualche modo debbono giustificare la maniera con cui si portano a casa la pagnotta ogni giorno (nel caso di Padellaro o anche letto delle tante auto trendy), o no?!

Rina Brundu


Un altro esempio di questa strategia “vincente” (per i salvinisti doc) è data da simili articoli su Dagospia (così come su tutti i giornali da vecchia guardia)… Di fatto scrivere è facile, pubblicare pure… è pensare che costa più fatica, sic!

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Chiudiamo Wikipedia. Non si lucra scaltramente sull’impegno di intelletto!