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Russia 2018 – Considerazioni didattiche e lezioni civili dopo la fine del mondiale. Et viva la Croazia!

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

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Francia, vincitrice del mondiale 2018 in Russia

Sarà strano ma non ricordo alcun altro mondiale che mi abbia insegnato così tanto a livello civile e didattico come lo ha fatto Russia 2018! Credo che questo sia potuto accadere perché è stata la prima volta che ho “dovuto” gustarmelo da spettatrice, senza essere una tifosa “interessata”. Naturalmente, non mi sto augurando di ripetere l’esperienza per acquistare maggior saggezza, ma certo è che alla fine di questo specialissimo torneo si possono tirare delle conclusioni anche molto valide sotto diverse prospettive.

Dal punto di vista mediatico è stato senz’altro un “piacere” per le orecchie non dover seguire le “esegesi” dei giornalisti italiani, analogiche, obsolete, scontate, asservite alla necessità di far contenti i “padroni” amici proprietari di squadre… and so on and so forth. Peraltro, causa i problemi Mediaset con i collegamenti internazionali, ho optato fin da subito per seguire tutti gli incontri su RT2 e non me ne sono pentita!

Venendo al “gist” del bonus didattico offerto da Russia 2018, il più importante, almeno per me (ma non credo solo per me, almeno a giudicare dai dati Auditel che riguardano la trasmissione delle partite in Italia), è stato scoprire che il mondiale si segue comunque, anche se la nostra nazione non c’è! Onestamente non mi sarei mai data tanto credito sportivo. Ho sempre pensato di essere una tifosa da poltrona, assolutamente disinteressata alle sorti del calcio che è avvenimento agonistico, quando non mi riguarda direttamente. I fatti hanno dimostrato altrimenti e dovendo trovare una spiegazione del mistero, forse questa è da ricercarsi nel fatto che il mondiale non è solo sport, ma è soprattutto storia condivisa, finanche personale, nonché momento che sa farsi background socioculturale importante e da ricordare.

In realtà i bonus didattici non finiscono qui perché questi mondiali liberati dalle interminabili discussioni dei tempi andati “Era rigore… non era rigore… Arbitro venduto… Arbitro comprato”, grazie alla prova televisiva, ci hanno permesso di seguire le partite con maggiore serenità. In passato, infatti, lo spirito etico e “olimpico”, in molte occasioni, viveva necessariamente annacquato dalle giuste recriminazioni davanti all’immancabile favoritismo verso questa o quella squadra, o anche dal mero errore onesto del direttore della gara. In Russia 2018 ci siamo ritrovati (nostro malgrado?), a dover riconoscere la superiorità di una data squadra anche quando quella era un rivale storico della nostra, o non era la formazione per cui si stava tifando nel dato momento. Le astruse vie dell’illuminazione civile sportiva nazionale e individuale, pensa tu!

A circa mezz’ora dalla fine di questa Coppa de Mondo che, lo speriamo vivamente, resterà l’unica dei tempi moderni a cui l’Italia non abbia partecipato, non parteciperà, e con una Croazia che benché sotto di un goal nei confronti della Francia, causa un rigore, ha dimostrato e sta dimostrando di essere la migliore squadra in campo… l’ideale sarebbe che se dovessero vincere i transalpini si riuscisse, tutti quanti, a riconoscere pienamente la loro vittoria.

Uhm… va bene l’insegnamento didattico, l’in-più civile… ma cosa sarebbe la vita se un po’ di pepe? No, no, no… forza Croazia e i francesi se la godano finché dura perché se ci fossimo stati noi… Ah, se ci fossimo stati noi!

Rina Brundu

PS Adesso il problema sarà trasmettere codesti insegnamenti didattici e civili appresi come nazione e individualmente alla corrotta amministrativa sportiva italica… fermo restando che i renzisti sono per sempre, proprio come i sacerdoti, e sono pure altrettanto deleteri!

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Croazia, i secondi classificati. Risultato finale 4-2 per la Francia

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