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SULLA NATURA DEL MALE – Adolf Hitler, il despota e la filosofia razzista e sciovinista del terrore

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

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Estratto

Dobbiamo agire rapidamente e radicalmente,

se non se ne vanno dobbiamo sterminarli.

Adolf Hitler

Non fraintendetelo: Hitler amava le donne! Amava le loro lunghe gambe tedesche e belle. Le amava fino al punto da impedire al fidato e amato ministro del Armamenti Albert Speer di impiegarle nelle fabbriche di armi, diversamente da ciò che andavano facendo nelle altre nazioni coinvolte nel conflitto. Il Führer vedeva anche di buon occhio la matriarchia, l’importante era che le donne non si occupassero di Politica! Non ci sarebbe mai stata una sola donna nel suo Parlamento: le donne germaniche dovevano fare le madri e le mogli, assicurare la venuta nel mondo dei cento milioni di perfetti ariani che nel breve avrebbero colonizzati i vasti territori occupati a oriente, confiscati a comunisti e ad ebrei, e destinati a diventare il cortile, l’orto, il giardino fiorito della fattoria che avrebbe nutrito l’impero per almeno mille anni.

Hitler amava anche i bambini. Spesso si intratteneva con loro e non era rara l’occasione in cui si fermava pure a raccontare qualche storia con lo stesso talento che sempre mostrava nei discorsi alle folle. L’importante era che i piccoli fossero ariani, biondi, con gli occhi azzurri. Gli altri non esitò a buttarli a centinaia di migliaia nei forni crematori, o tra le mani dei suoi tanti angeli della morte. Perché, per quanto borghese, liberale e ragionevole, il Führer amasse mostrarsi, specialmente con i diplomatici stranieri, non bisognava coltivare dubbi di sorta: la sua era una dittatura del terrore, orgogliosa di essere tale. E per essere sicuro che il messaggio fosse chiaro a tutti quanti, anche dopo l’annuncio della decisione di conquistare il potere per vie legali, Hitler non esitò a convocare i gerarchi nazisti e a pretendere lealtà di tutti, anche la lealtà di personaggi come Gregor Strasser, il rivale storico, ancora non completamente convinto dalla sua linea politica. Nel 1926 Strasser era stato abbandonato da Goebbels e nel 1932 sarà Hitler stesso ad accusarlo di tradimento, di fatto segnando tragicamente anche il suo destino nella famigerata “notte dei lunghi coltelli”.

“Siate duri con i vostri oppositori” predicava il despota alle sue SA, anche perché non c’è nessuno migliore di noi tedeschi, di noi nazionalsocialisti, nessuno con il nostro senso del dovere. Gli ebrei sono la cancrena del mondo, i polacchi andrebbero sterminati anche loro, i russi e i loro capi sono dei criminali, e gli italiani? Tarati dalla loro coscienza colpevole. Benché Hitler non mostrò mai la fiera avversità verso il cristianesimo del suo uomo ombra Martin Bormann, anche il pensiero su quella religione non era dei migliori. La sua idea? Il cristianesimo è la perfetta invenzione di un cervello malato!

A ben guardare il buon governo di tipo nazista è fatto di forza, anelito verso il potere e terrore: sarà per questo che è stato così tanto amato dai sudditi che ha amministrato?

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