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Emergenza giornalistica su “Il Fatto Quotidiano” e un editor subito: il caso dell’articolo di Davide Turrini sulla Russia, ridicolissimo!

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

 

incrediDa giorni sulla home del giornale di Gomez (i.e. Il Fatto Quotidiano online), domina un annuncio: cercasi editor disperatamente appartenenente alle categorie protette. La domanda che s’impone è: perché? Fossi al posto del direttore farei correggere subito: cercasi editor bravo disperatamente, se però appartiene alle categorie protette meglio.

Da quando poi sul giornale è comparso questo articolo a firma Davide Turrini e titolato: “Russia / Matrioska – Stipare, abbellire, sorridere: l’estetica dei Mondiali di Putin vissuta dalla poltrona di casa” (l’articolo è linkato perché bisogna leggerlo per apprezzarlo veramente), si comprende ancor di più l’urgenza di trovare un editor bravo quanto prima. Senza indugiare troppo sul catenaccio costruito con ben tre avverbi volutamente ripetuti alla faccia di qualsiasi lezione di base dei maestri della scrittura (nel dubbio segnalo qui un manuale di editing che potrebbe aiutare), è quando ci si concentra sul significato del “discorso” di Turrini che si resta davvero basiti.

Il dubbio che attanaglia il “giornalista” (è per caso parente di Gomez o di Travaglio? Saperlo aiuterebbe a sbrigliare il mistero), evidentemene agitato dal lavoro della regia russa e dallo “stacco sulla solita bionda con il tricolore dipinto sulla guancetta che ci ha ribaltati sulla poltrona”, si riassume per lo più in un’unica domanda pregnante: perché gli stadi russi sono pieni durante questo mondiale, finanche pieni di belle e perfette ragazze russe vestite come matrioske? La domanda delle domande che l’autore si pone è data però da questo interrogativo evidentemente filosofico nella sua sostanza, che, ne siamo certi, passerà alla storia come un difficile enigma da decriptare: “Un altro mistero estetico che avvolge questi Mondiali è quello dei copricapi. Come è possibile che intere vagonate di tifosi partano da casa propria, o arrivino fuori dalla Kazan Arena e trovino per caso cappelli, berretti, aggeggi impossibili da infilare in testa?” (pensa tu!, Kaz(z)an però è Kazzan…).

Così, mentre codesta “mente” degna di ogni venerato maestro del giornalismo italiano, si ingegna a costruire ipotesi sulla regia in stile KGB che dirimerebbe dietro questi “accadimenti” sicuramente gravosi, fatti esistere da agenzie per modelle senza scrupoli gestite da “sagome” poco raccomandabili, e mai la sfiora il pensiero che il mondiale per la Russia possa essere una grande occasione per rifarsi la faccia agli occhi del mondo, una occasione turistica e di marketing come lo sarebbe per qualunque nazione (con la differenza che noi al posto di quelle belle ragazze avremmo messo in prima fila la Bindi e Fiano), altri dubbi pregnanti si affacciano alla mente del lettore: ma Gomez ci sta prendendo per il culo? Ma Gomez si sta facendo beffe di chi paga per leggere il giornale?

Fortuna vuole però che IL FATTO QUOTIDIANO non abbia lettori rincoglioniti come il “Corriere” (a giudicare dal gossip pubblicato), o servi obbedienti come “Repubblica”, e dunque in calce i commenti si sprecano. Qui di seguito pubblico gli screenshot di alcuni di quei commenti perché ne vale davvero la pena, ma nel dubbio faccio mio l’appello del giornale: UN EDITOR BRAVO E CAPACE PER IL FATTO QUOTIDIANO, SUBITO, PRIMA CHE SI COPRANO DI ULTERIORE RIDICOLO.

Rina Brundu

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