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PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

Mi

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

 

micolpisce lo schifo dei tempi, dunque meglio titolare con un costrutto la cui lunghezza sia inversamente proporzionale al disgusto che si prova. Da un lato abbiamo la scrittura patinata che in questi giorni si è autocelebrata e ha celebrato la mediocrità attribuendosi ex-premi prestigiosi nonostante il parere contro del lettore-accorto (quello di capacità media, per intenderci); dall’altro abbiamo il silvio che in piena estate ne profitta per far uscire i suoi amici dal carcere: del resto la campagna promozionale è stata lunga, sfibrante, alla fine chi di dovere doveva arrendersi per forza. E poi queste cose meglio farle nella quiete, nel silenzio connivente dei suoi e degli altrui giornali, come quando riportarono i re fascisti in patria senza consultare il popolo: ma il popolo conta ancora? La più grande balla farlocca che ci stanno raccontando in questi mesi è che si stia vivendo l’età populista e si scrivono tomi ridicolissimi a incensare il mantra. Se c’è stata un’età in cui il cappio al collo del popolo è stato gettato e tirato con decisione è proprio questa, dato che non esiste una classe politica di sostanza capace di fare una differenza allo scopo di difendere le ragioni di quel popolo. Soprattutto non esiste una classe mediatica autorevole, credibile, capace di fare una “mediazione” che non si avverta la necessità di buttare nel cesso prima di tirare la catena con decisione. Fa impressione il vuoto, la desolazione che hanno lasciato cinque anni di pessima amministrazione: un grande partito che avrebbe dovuto rappresentare le istanze migliori del nostro essere anche accorti animali politici, in mano a un ridicolissimo pinocchio in balia del suo ego frustrato, il quale ha infine preso piena coscienza dell’oblio che lo attenderà da qui all’eternità e non ci sta a vivere codesto amaro destino; alcuni pseudo-intellettualini che dopo anni di asservimento a quel pinocchio si riscoprono girotondini sulla via del cimitero e si danno a cooptare colleghi senza avvertirli che la cooptazione servirebbe a fare una non meglio identificata rivoluzione guidata dai redattori di un giornaletto d’antan che per ricordarlo bisognerebbe confidare nelle memorie dei suoi tanti ex lettori chiusi nei centri per anziani di mezza italia. Poi abbiamo un giornale che avevamo ritenuto capace di fare giornalismo, che da quando il governo non sanzionato da loro (avrebbero preferito un’alleanza con quel pinocchio di seconda scelta di cui sopra), è andato al potere non perde occasione per attaccarlo in ogni modo e maniera. O meglio, per attaccarne una parte, quella che conviene di più, come a dire che i venerati maestri scalfariani hanno fatto scuola e gli effetti nefasti di quelle predicazioni infiltreranno le loro scorie funeste nella apatica società che viviamo per molto altro tempo ancora. Fa impressione e schifo insomma l’appiattimento della nostra capacità intellettuale verso il culturalmente basso, verso tutto ciò che fa ribrezzo all’anima. Non c’è capacità di cogitazione in nessun luogo, non c’è filosofia neppure di seconda scelta, non ci sono artisti, non ci sono maestri, solo un’accozzaglia di parassiti riuniti intorno a dei parassiti più capaci nella speranza di imparare l’arte al meglio, nessun dubbio che ci riusciranno! E poi tutti al mare a mostre le chiappe chiare, a fare “social”, a fare ammucchiata, a fare “trendy” a livello d’acqua… se non altro adesso abbiamo ben capito perché Zaratustra aveva necessità di scalare la montagna, su, su, su, fino al picco più alto. Non ho dubbi che sia stato quando ha raggiunto quel picco più aguzzo otre il quale non era più possibile andare che potrebbe avere avvertito veramente il desiderio di farla finita, la disperazione dell’Essere: ancora così troppo vicino a codesti degenerati parti dell’umano sentire, ancora così troppo vicino?!

PS Per una volta i refusi sono voluti e restano, un modo come un altro per sanzionare la partecipazione di Rosebud allo schifo dei tempi!

Rina Brundu

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