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Sullo scoop de “La verità” a proposito della nuova villa di Renzi. Bravissimo Maurizio Belpietro!

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

 

veritàDel direttore Maurizio Belpietro ne ho già parlato anche nel draft di “Diario dai giorni del golpe bianco” e ne parlerò ancora quando uscirà l’edizione definitiva che porteremo nei luoghi, anche istituzionali, dove quel documento va portato, in Italia e non solo, così come farò per la questione della diffamazione wikipedica. Ma in generale di Belpietro ne ho parlato sempre bene, anche su questo sito perché è un raro giornalista italiano che se lo merita.

Maurizio Belpietro dalla sua aveva un handicap sostanziale per essere considerato un valido venerato-maestro dai repubblichini debenedettici, peraltro presenti anche in quell’immondezzaio già menzionato che fa business in forma di “charity” sulla pelle e sull’impegno d’intelletto dei tanti, ovvero Belpietro non era sinistrico. Eppure, anche se non è sinistrico, ha reagito da par suo alla censura renzista (credo che io sia affezionata a questo giornalista anche perché condividiamo quello stesso destino per certi versi), si è reso indipendente, ha creato un suo giornale e ha continuato a spulciare l’arrivista, scaltro e anelante di Rignano come nessun altro. Di fatto lo stesso IL FATTO DI QUOTIDIANO, riportando la notizia della possibile nuova villa del senatore Renzi, ha citato “La verità” come fonte (mentre il giornalista autore dello “scoop” che sta interessando gli italiani più della questione migranti, sarebbe Amadori).

Un altro merito di Belpietro è che ha dato un esempio lampante e mirabile di come si possa fare ottimo giornalismo anche a destra, con coraggio, determinazione e senza retrocedere mai, senza apparire eroi da becero radical-chichismo, con la pseudo intellettualità a sinistra e la mano ben stretta sul portafoglio a destra (quando quell’arto non impegnato a farsi le solite seghe… mentali, s’intende!).

Un paio di mesi fa, o forse era l’anno scorso, sono andata all’aeroporto di Olbia a prendere una persona e mentre attendevo l’aereo ho deciso, una-tantum, di acquistare un giornale cartaceo. Ricordo che avevo chiesto “La verità”, ma mi risposero che colà non veniva venduto. Ci rimasi molto male e, sebbene questa tipologia di giornali stampati ormai non li legga più nessuno, non capisco come mai se nelle edicole ci sono ancora giornaletti come la repubblichina o quel ridicolissimo corrieredellasera, dedito al gossip e alle note di notisti imbarazzanti intellettualmente (chi avesse dubbi in merito si riguardi la puntata di ieri di “Otto e mezzo” e l’esternazione finale di Severgnini, davanti alla quale lo stesso Travaglio era evidentemente divertito e pure lui imbarazzato a un tempo), non ci debba essere un giornale molto valido come quello di Belpietro.

Continui dunque così direttore e, se posso permettermi, gradiremo avere tutti quanti notizie sul Caso Consip, su quelle famose cimici (chi le ha tolte?), sul pagamento di questa nuova villa, sui debiti del defunto PD (come saranno sanati?), sulla presa di possesso del Copasir  e di qualsiasi altro affare correlato. Dato che sembrerebbe non si riesca ad avere chiarificazione e illuminazione in nessun altro modo, ci pensi almeno lei, la nostra ammirazione e stima imperitura non gliela toglierà mai nessuno!

Rina Brundu

Nota: Cinquanta voti a Maurizio Belpietro come miglior giornalista del 2018!

 

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