Advertisements
CONTROCORRENTE. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

Eyu. O dell’insostenibile “ricchezza” di essere renzisti.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

 

eyuSi legge su “Il Fatto Quotidiano” del bravo Marco Travaglio (bravo anche perché a differenza di altri soci del suo giornale avrebbe ceduto il 50% della quota a lui spettante nelle “ripartizioni” pre-quotazioni in Borsa, onde mettere quel denaro a disposizione degli “ultimi” tra gli “ultimi” anche tra i loro co.co.co), che il renzismo, sebbene morto politicamente, è ben lontano dall’aver tirato i remi in barca (in tasca?) in materia di portafoglio e di pecunia in generale. Si legge quindi di Fondazioni PD, di giri di conferenze e di corsi profumatamente pagati ad ex ministri e onorevoli and so on and forth. Le speranze per il cittadino qualunque restano sempre quelle due. La prima che Di Maio e i suoi vadano avanti legiferando come si conviene sulle attività di tutte queste fondazioni, di qualunque natura, specie le cosiddette “charities”, obbligandole a fare chiarezza sulle attività di cui si occupano, sul come sono gestite, e chi sono, eventualmente, i loro finanziatori. La seconda che la magistratura italiana, oltre a chiamare il neo ministro Bonafede per deporre sul caso Roma, ci illumini più pria che poi su chi ha tolto le cimici nel caso Consip, sull’insider renzism e sulle tante altre questioni rimaste pendenti a proposito di renzismo.

Confesso però che qualunque sarà la fine di questi scandali, i quali molto probabilmente verranno accortamente nascosti sotto il tappeto, la mia opinione personale su quel nefasto periodo della nostra storia moderna non cambierà mai. Per certi versi peggiora ogni giorno che passa, anche in considerazione di tutte le “novità” che ci vengono fatte conoscere da giornalisti capaci e validi come sono quelli che lavorano per Marco Travaglio.

Francamente a questo punto della Storia non mi interessa neppure più conoscere i dettagli, di fatto continuo a restare sconvolta da una cosa sola: l’idea che questi personaggi abbiano potuto gestire il denaro pubblico per così tanto tempo, nel bene e nel male. Non erano adatti, la questione è semplicemente questa, non erano adatti. Ma c’è di peggio. E il peggio è che la Politica, quella con la P maiuscola, ovvero la sana amministrazione della vita civile ed economica di un Paese, reclama una tipologia di amministratori che sono esattamente l’opposto di quello che sono stati i renzisti. Solo quando un amministratore pubblico lascia il suo incarico più povero di quando è entrato a servire il suo Paese, e più stanco (soprattutto), si può avere certezza che costui ha bene operato per la sua nazione, tutto il resto è fuffa. A volte è truffa. Certamente non ha nulla a che vedere con la buona Politica questo insostenibile senso per la ricchezza materiale evidentemente molto sentito dai renzisti che diventa poi l’insostenibile “ricchezza” di essere renzisti tout-court, la sola ricchezza che possono vantare.

Dulcis in fundo, c’è il problema dei problemi, ovvero quei pochi milioni di italiani che ancora sostengono il PDR, che del partito politico ormai non ha più nulla, men che meno la memoria storica ripudiata e calpestata in più di una occasione e in mille modi. Il problema in fondo sta tutto lì, cioè in quegli italiani che vuoi per l’età vuoi per una sostanziale incapacità a tutto tondo, ma soprattutto per un qualche lato oscuro dell’anima che evidentemente richiama attrazione verso l’universo edonistico e sfavillante che propongono le dottrine come quella renzista, non riescono a staccarsi completamente da tali esperienze amministrative nefaste e dannose, non riescono a dire basta.

Per tutti gli altri però… per l’Italia anche politicamente sana che abbiamo il dovere di immaginare, renzismo mai più, mai più!

Rina Brundu

mercoledi-20-giugno-2018-675x996

Advertisements

Chiudiamo Wikipedia. Non si lucra scaltramente sull’impegno di intelletto!