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Sul Salvimaio in stile “Dr Jekyll e Mr Hyde”. O della tentazione manichea e naif de “Il Fatto Quotidiano” online.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

 

djmhÈ un periodo che se vai su Il Fatto Quotidiano online, non è raro trovare una peculiarissima interpretazione del nuovissimo corso salvimaico, ovvero una interpretazione manichea classica dove il lato buono governativo, nella figura di un Di Maio-Dr Jekyll, viene visto in opposizione alla parte più scura dell’anima del potere rappresentata dal Salvini-Hyde. Ne deriva che è tutto un coro di lodi per il primo, per i pentastellati (e per Fico in particolare, a cui però non si potrà mai perdonare l’avere consegnato il Copasir ai renzisti), e una ridda di critiche per il secondo visto come il cattivone della situazione.

Io la mia idea non la cambio neppure in tempi di nuovi sondaggi tarocchi, grazie ai quali Mentana ci dice che la Lega avrebbe superato il MoVimento nel favore popolare, e dunque continuo a sostenere i pentastellati, tuttavia mi è molto difficile comprendere queste posizioni buoniste d’antan del giornale di Gomez. Una coalizione governativa è di fatto una cosa seria che può esistere come esiste solamente se vi è una data concordia interna e una unanimità di intenti nel fare le cose. Anche le eventuali “colpe” o i “meriti” dell’Esecutivo vanno equamente ripartiti qualsiasi sia la tematica gestita e qualsiasi sia il rappresentante che l’ha proposta, grillino o leghista.

Ma, no, Il Fatto Quotidiano non riesce proprio a fare senza questo tocco di naiveté scalfariana nell’essenza che deve proprio derivare dal passato “repubblichino” di molti dei loro giornalisti. Insomma, non appena codesti notisti notano anche solo un accenno d’ombra debenedettica non riescono a non pensare che in presenza di tanta “magnificenza” spirituale debba per forza esistere anche un “lato oscuro della forza”, naturalmente rappresentato dagli altri, da chi non la pensa come loro.

Non è così: in politica non esistono né buoni dottori alla Jekyll né mostri alla Hyde. Nella politica moderna poi esistono soprattutto governanti per lo più mediamente bravi, in qualche caso furbi, in altri casi scaltri, ma tutti operanti dentro dinamiche comprensibilissime, purtroppo accomodanti e per lo più omologate. Anche Salvini ha il suo lato accomodante e omologato, non potrebbe essere altrimenti, è solo troppo presto perché si palesi, tutto qui.

Del resto, almeno a mio avviso, è sempre meglio un Salvini cosciente che non sarà mai uno statista da ricordare e si risolve a dire “purtroppo i Rom ce li dobbiamo tenere”, ma li tiene, piuttosto di un ducetto rignasese determinatissimo a non svelare chi ha tolto le famose cimici nel caso Consip. Se consideriamo poi che adesso i renzisti hanno appunto messo le mani sul Copasir, addio baracca! A confronto dei loro infiniti scandali nascosti sotto il tappeto, le storie vittoriane di Robert Louis Stevenson fanno davvero sorridere. Proprio come la tentazione manichea e “naif” di Gomez (e Travaglio?)! Sic!

Rina Brundu

Robert Louis Stevenson (1850-1894)

Robert Louis Balfour Stevenson was a Scottish essayist, poet, and author of fiction and travel books who is best known for his novels: “Treasure Island” (1881), “Kidnapped” (1886), “Strange Case of Dr. Jekyll and Mr. Hyde” (1886), and “The Master of Ballantrae” (1889).

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