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SULLA NATURA DEL MALE – Karl Dönitz, l’ammiraglio che avrebbe vinto la guerra solo con gli U-Boot

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

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Estratto

Berlinese, orfano di madre, disciplinato, ambizioso, il cadetto della Marina imperiale Karl Dönitz si era già distinto per le sue capacità durante la prima guerra mondiale. Come molti reduci tedeschi odiava la Repubblica di Weimar nella quale non si sentiva a proprio agio, ma restò in Marina e lì si dedicò a studiare e a conoscere meglio la tecnologia dei sommergibili di classe U-Boot. Allo scoppio della seconda guerra mondiale, Dönitz accoglierà con favore Hitler e questo segnerà l’inizio della sua ascesa militare. Con i sommergibili, egli riuscirà a dare la supremazia sui mari al Reich, ma neppure Hitler lo ascoltò veramente quando, in visita per congratularsi per l’abbattimento della prima nave inglese, chiederà direttamente al Führer un maggior numero di U-Boot: secondo Dönitz i sommergibili sarebbero stati necessari per tagliare i rifornimenti alla flotta di guerra britannica e ridurla a più miti consigli. Davanti al rifiuto del capo, Dönitz dovrà fare buon viso a cattivo gioco e inghiottire l’amara pillola. Tuttavia, dopo l’affondamento della nave da guerra di Sua Maestà HMS Royal Oak, il 14 ottobre 1939, l’accoglienza berlinese dei sommergibilisti e del loro ufficiale sarà da eroi. Hitler però tentennava ancora davanti alle richieste di Dönitz e al suo desiderio di avere accesso all’Atlantico, la via sicura che avrebbe permesso, almeno a detta dell’ammiraglo, di mettere alla fame l’Inghilterra: il Führer teneva per lo più alle vittorie a terra.

Nel 1942 Hitler lo promosse al ruolo di Comandante della Marina del Reich e da quel momento in poi fu più facile per l’ammiraglio accedere ai finanziamenti e avere U-Boots migliori, con grande timore dello stesso Churchill che era terrorizzato da quei sommergibili, e della stessa marina statunitense che subì forti perdite a causa loro.

La fortunata cattura da parte della marina inglese di un sommergibile tedesco che conteneva la macchina che avrebbe permesso al team del fisico Alan Turing[1] di decifrare i codici tedeschi con la cifratrice Enigma, contribuì in maniera decisiva a limitare i danni alla marina militare di Sua Maestà, ma i nazisti non se ne accorsero. Nel maggio del 1943 furono invece i tedeschi a perdere 41 U-Boot e 2000 sommergibilisti, incluso un figlio di Dönitz. Grazie al progredire della tecnologia gli inglesi riuscivano a tracciare con facilità i sommergibili nemici e a renderli innocui. L’anno successivo Dönitz perderà un secondo figlio in battaglia. Sarà dopo questo lutto che si prenderà un momento di pausa dal dovere, prima di tornare al fianco del Führer per non abbandonarlo mai più, malgrado la sconfitta e la fine del suo sogno di conquistare il mondo con gli U-Boots, un sogno che avrebbe reclamato la vita di oltre 28000 sommergibilisti tedeschi.

[1] Figura 6: Alan Turing (1827 circa).

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donitz

Karl Dönitz

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