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CONTROCORRENTE. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

Caso Aquarius. Travaglio si sbaglia, Conte non deve spiegare nulla agli italiani. E sul perché oggi ho spento “DiMartedì”.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

 

typewriterStavolta non ce l’ho fatta davvero, ho dovuto spegnere Floris e il suo DiMartedì. D’accordo gli psicoprogrammi RAI che non guardiamo più dai tempi del renzismo epico, d’accordo le trasmissioni di simil-approfondimento politico in stile “Tagadà” (La7), dove, visto il delirio, si comincia a sospettare che colà ci siano problemi che riguardano più la medicina che la politica, d’accordo i Paolo Mieli di questo mondo che pure da Floris continuano a ribadire l’ovvio nel loro wishful thinking (oggi peraltro codesto signore se n’è venuto fuori con la perla “Va bene, i 5Stelle che sono più puri, più simili alla sinistra”), ma vedere nella stessa sera e nello stesso programma anche Travaglio che si abbassa a quel livello, proprio no, meglio spegnere.

Vero è che anche a televisore spento riesce molto difficile credere a ciò che hanno udito le nostre orecchie, credere che il direttore de Il Fatto abbia davvero potuto dire ciò che ha detto. Secondo Travaglio, infatti, il Premier Conte dovrebbe interrompere il suo lavoro per parlare agli italiani a proposito del “caso Aquarius”. La domanda che mi sarebbe piaciuto fare al giornalista è: perché? Perché Conte dovrebbe interrompere il lavoro per spiegare agli italiani ciò che gli italiani hanno già capito benissimo da soli? Che il “caso Aquarius” non l’abbia capito la contrada repubblichina, la redazione de Il Fatto, con Padellaro in testa, lo si comprende bene, ma gli italiani l’hanno capito benissimo. L’hanno capito così bene che non solo Conte esprime un governo politico votato dal popolo, ma come si è visto anche alle amministrative, quella stessa nazione non sembra affatto intenzionata a tornare sui suoi passi per sostenere il governo dei “puri” anelato dai giornalisti italiani e dai loro disinteressati editori.

Tra le altre cose Travaglio ha pure detto che ciò che ha fatto Salvini lo avrebbe voluto fare anche Minniti… ma pensa tu, ma davvero? Io non ho mai avuto questa impressione, non ho mai avvertito una tal forza repressa nel governo dell’avatar renzista gentil Gentiloni, e non credo proprio che la politica si faccia con i se e con i ma. Infine, un altro mantra che tutta la redazione de Il Fatto continua a battere in questi giorni è il supposto calo di consensi del M5S, il quale andrebbe al traino di Salvini. Non è così naturalmente e il primo a saperlo è proprio Salvini che anche oggi a “Otto e mezzo” dalla Gruber ha parlato di una stagione governativa che potrebbe durare dieci anni… Così come ha parlato della merda che la stampa italiana continua a buttare sul nuovo Esecutivo a testate unificate. Spiace dunque vedere anche un giornalista del calibro di Travaglio che fa il padellaro-qualunque o l’annunziata-qualunque (adesso manca solo che pure lui scriva al Corriere renzista), ma la verità resta che il mondo è cambiato, mentre Salvini e Di Maio possono continuare tranquillamente a lavorare indisturbati perché dalla loro hanno una nazione che li sostiene, non De Benedetti, non Berlusconi.

L’ultimo sassolino che è davvero impossibile non togliersi dalle scarpe é la denuncia che va fatta di come codesta “intelligentzia” dei miei stivali continua a dare “subliminalmente” (e non solo) del “razzista” a chi non la pensa come loro, a chi pensa che una cosa siano i diritti civili, i quali sono diritti imprescindibili e inviolabili di ciascuno, e un’altra cosa è la sovranità e la dignità di una nazione. Per inciso questi giannizzeri mediatici, ultrà dell’etica asservita al cogitare-povero, sono gli stessi che plaudivano al Michele Serra che, mentre si dondolava sull’amaca, solo poche settimane fa delirava di un orizzonte utopico fatto di ricchi-giovani-buoni e bravi e di un mondo di bulli poveri…

Che, qualcuno, mentre consegna a quel tal personaggio una biografia di Heinrich Himmler, la belva umana studente-modello e figlio di papà, ne faccia una copia anche per i suoi colleghi… Chissà che mentre fanno finalmente l’anelato salto del fossato, mentre passano cioè dallo scriverli al leggerli i libri, una qualche capacità di cogitazione, credibile, non riesca finalmente a penetrare la dura capoccia! Del resto miracoli più portentosi di questo sarebbero già stati testimoniati, sebbene non da personaggi completamente affidabili!

Rina Brundu

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