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COMPENDIO DELLA CIVILTÀ DEI SARDI NURAGICI – Lidia madrepatria dei Sardi

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Lidia madrepatria dei Sardi

La Lidia, chiamata Luddu in documenti assiri del secolo VIII a. C. e Lydía dai Greci, era nell’antichità una vasta regione dell’Asia Minore od Anatolia, che aveva come confini la Misia a settentrione, la Frigia a oriente, la Caria a mezzogiorno ed era bagnata dal Mar Egeo ad occidente. In effetti essa era costituita dai bacini di due fiumi della regione, l’Ermo e il Caistro. La notevole importanza storica di questa terra era determinata sia dalla sua posizione geografica al centro della penisola anatolica, sia dalla sua apertura verso il Mar Egeo – indubbiamente uno dei mari più importanti nell’intera storia dell’incivilimento umano – sia infine dalle vie che attraversavano la penisola anatolica dal settentrione al meridione e da occidente ad oriente. Sia sufficiente ricordare che la famosa «strada regia» partiva da Sardis capitale della Lidia e portava alla Mesopotamia e dopo anche in Persia.- Antichissime notizie tramandano che in origine i Lidi si chiamavano Meoni e la loro terra Meonia e sarebbero stati governati dalla dinastia degli Eraclidi, la quale avrebbe regnato per 505 anni. Questa poi sarebbe stata spodestata da un’altra dinastia, quella dei Mermnadi, i cui re furono Gige, Ardys, Aliatte (circa 613-561 a. C.) e Creso (561-547 a. C.). Sotto questa seconda dinastia il confine orientale della Lidia in alcuni periodi venne portato sino al fiume Halys, cioè nel cuore stesso della penisola anatolica, a immediato contatto col famoso popolo degli Ittiti (vedi), e inoltre i Lidi imposero tributi alle stesse colonie greche della contigua Ionia, escluso Mileto. Probabilmente essi imposero tributi anche agli abitanti delle vicine isole di Cnido e Rodi, dei quali un gruppo guidato da Pentatlo, per sfuggire alle vessazioni dei re della Lidia, si trasferì prima in Sicilia, poi si installò nelle isole Eolie del Tirreno, cacciandone forse i Protosardi.- La capitale della Lidia era Sardis o Sardeis, che era situata nella riva di un affluente del fiume Ermo, ai piedi di un’altura trasformata in roccaforte, la quale in parecchie circostanze si rivelò imprendibile.- Sul piano culturale in primo luogo la Lidia risentì influenze da parte di tutte le civiltà che si susseguirono nei secoli in quel crogiolo di popoli che fu nell’antichità l’Asia Minore od Anatolia, con in testa gli Ittiti. Ma non solo di queste civiltà, bensì anche di quella egizia e perfino di quelle che si alternarono nella Mesopotamia, compresa la civiltà dei Babilonesi, eredi dei Sumeri.- I rapporti culturali della Lidia con la Grecia furono sempre molto stretti, soprattutto dopo che i Greci, a iniziare almeno dal XII secolo a. C., occuparono e colonizzarono le coste egee dell’Asia Minore, nella fascia costiera che fu chiamata Ionia e che confinava appunto con la Lidia (e nient’affatto col Mare Ionio!). Già il padre della storiografia greca e occidentale, Erodoto, nato ad Alicarnasso, cioè proprio nella costa egea dell’Asia Minore, a poca distanza dalla Lidia, sottolineava la grande affinità civile e culturale che esisteva fra i Lidi e i Greci. Alla fine della sua indipendenza, prima che la Lidia diventasse una satrapia o provincia dell’impero persiano, il suo ultimo e più famoso re, Creso, «potè essere considerato come un vero greco»; egli nella sua corte riceveva pensatori e letterati greci, ragion per cui si è giustamente parlato, a proposito della civiltà lidia, di «simbiosi con l’ellenismo».- L’importanza dell’antica civiltà lidia è dimostrata in primo luogo da notevoli eventi di carattere culturale. È infatti da considerare con la massima attenzione la circostanza che la letteratura, la storiografia, la scienza e la filosofia greche – cioè “occidentali” tout court – sono nate nella Ionia, la quale – come si è già detto – confinava appunto con la Lidia. Una tradizione sosteneva che lo stesso Omero fosse “meonio”, cioè “lidio”; Talete di Mileto veniva presentato come figlio di padre lidio e Pitagora di Samo anch’esso di origine lidia. In secondo luogo è da ricordare che il culto di due divinità, molto probabilmente lidie, Artemide e Bacco, ha finito col diffondersi in quasi tutte le terre dell’antico Mediterraneo, la Sardegna compresa. E pure ai Lidi si può verosimilmente attribuire l’ampia diffusione anche nella Sardegna del culto di Eracle o Ercole, visto che un’intera dinastia lidia, quella degli Eraclidi, si vantava di trarre la sua origine da questo famoso semidio.- Ancora è da considerare la straordinaria storia e fortuna del toponimo lidio Asia, il cui probabile significato originario di «pianura fangosa» all’inizio indicava la sola pianura alluvionale situata vicino a Sardis, poi indicò tutta la Lidia, in seguito l’intera penisola anatolica o Asia Minore, infine è passato a indicare l’intero e più grande continente del nostro pianeta.- Anche rispetto alla musica i Lidi ebbero meriti notevoli, se è vero che essi trasmisero ai Greci sia alcuni strumenti musicali, sia alcuni particolari tipi di musica.- In linea generale ci sembra molto appropriata la considerazione fatta dal Radet, il quale ha parlato dei Lidi come «aperti alle influenze esterne e perciò predestinati al ruolo di intermediari, che è il segno distintivo della loro storia».

Estratto da “COMPENDIO DELLA CIVILTÀ DEI SARDI NURAGICI” di Massimo Pittau (Ipazia Books, 2018).

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