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CONTROCORRENTE. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

QUEEN MARY E LA DITTA. Tina Cipollari la “donna dello schermo”.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Etratto

Dal capitolo II

Riflettendoci a posteriori mi sono resa conto che non esiste un altro programma della De Filippi, o di qualsiasi altro conduttore, connotato dal senso di una apparente destrutturazione tecnica, anche rispetto alle esigenze della conduzione, così ben definita e funzionale come in Uomini e donne. È in codesta trasmissione, infatti, che il ruolo della De Filippi produttrice, regista, e il ruolo della De Filippi star, prima donna assoluta, si fondono in maniera mirabile, producendo un ossimorico effetto di studiato-defilato che in dato modo si fa espressione plastica e tratto sublime del modello filosofico mediatico imposto dalla Queen Mary. Per esempio, non ho dubbi che un ipotetico spettatore che non conoscesse il format televisivo di Uomini e Donne, e non avesse mai visto il programma, avvertirebbe un senso di smarrimento nel guardarne una prima puntata. Difficilmente, inoltre, riuscirebbe ad impedirsi di farsi molte domande: chi conduce la trasmissione? Chi sta borbottando nel background? Chi sono tutti quei signori e tutte quelle signore che confabulano al centro dello studio televisivo, come si trovassero nel loro salottino privato, mentre immersi in una sorta di auto-catarsi generata semplicemente dal loro essere lì? Chi è quella signora ridanciana, vistosa, pittorescamente vestita che smanaccia a destra e a manca e tratta tutti con un certo tono paternalistico, guardando gli altri dall’alto in basso?

La signora in questione è la donna dello schermo, al secolo Tina Cipollari[1], una sorta di co-conduttrice. Tina è una donna dello schermo non nel senso dantesco del termine, ma nel suo senso letterale, laddove la sua presenza è soprattutto necessaria per proteggere la regina Maria dalle recriminazioni, dalle sfuriate, dalle legittime frustrazioni, dalle comprensibili lamentele di tutti “quei signori e di tutte quelle signore”, nonché forse per parare con spalle più larghe le critiche più dure degli addetti ai lavori. La presenza fisica invasiva della conduttrice al centro della scena è, infatti, quasi azzerata. Maria De Filippi, come imparerà presto il nostro telespettatore-cavia, se ne starà per tutto il tempo appollaiata in un angolo, alla distanza, sebbene sempre tenendo la situazione sotto attento controllo. Il più delle volte è proprio lei che “borbotta” nel background con la caratteristica voce roca. Nella maggior parte dei casi i suoi sono solo commenti svogliati, apparentemente ridondanti, perché le direttive, quelle vere, secche, concise, vengono obbedite all’istante; vengono obbedite dagli assistenti di studio che si prodigano per intervenire dove debbono, e vengono obbedite da tutti gli altri protagonisti dello spettacolo, senza proteste, senza mai metterle davvero in discussione, mentre la spiacevole impressione che resta in certi momenti è che se un incauto dovesse azzardare una lamentela, le conseguenze potrebbero essere funeste per lui/lei o per il suo personaggio. Da sottolineare è anche la calma quasi proverbiale che avvolge la conduttrice in quasi ogni situazione. Maria non si agita né si scandalizza mai, non importa quale tipologia di sceneggiata o di psicodramma stiano mettendo in scena i suoi ospiti, non importa quanto quelli siano agitati, quanto artefatto o esagerato risulti il quadro che ha davanti a sé. Cadesse il mondo, da vera regina, Maria De Filippi non perde il self-control, ma resta sempre lì, appollaiata nel naturale cantuccio, oramai suo anche per usucapione, mentre persino in fine trasmissione, prima che sfumi l’ultima inquadratura, si odono ancora i commenti della sua riconoscibilissima voce che va a morire nelle vaste autostrade dell’etere.

Gli altri effetti del presentare una scaletta a prima vista destrutturata in virtù dell’ossimorica assenza della presenza invasiva del conduttore, sono un film intrattenitivo che scorre sempre uguale a se stesso, rassicurante. Malgrado le molteplici situazioni sentimentali imbrigliate, esso non fuggirà mai lo stretto controllo della produzione, in un eccesso, semmai, di strutturazione studiata a tavolino, mentre il risultato tecnico-mediatico ottenuto sarà quasi perfetto. Ne deriva che al nostro ipotetico telespettatore servirà tanta esperienza e tanta volontà di investigazione per giungere alla conclusione più ovvia, cioè che sia la conduttrice che la sua donna dello schermo, il più delle volte si propongono nel programma alla stregua del King Lear e del suo fool, ma accertare oltre ogni dubbio chi sia l’uno e chi sia l’altro non sarebbe compito facile per nessuno.

[1] Tina Cipollari ha esordito a Uomini e Donne nel 2001, prima come corteggiatrice e poi tronista, venendo in seguito scelta come ospite fisso ed opinionista della trasmissione.

Tratto da:

 

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