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PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

Un treno per YU-MAtteo

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

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di Danila Oppio.

E finalmente il grande affabulatore, il parolaio, quel tale che si è sempre riempito la bocca di promesse che non ha mai inteso mantenere, è sceso dal treno dove più passeggeri gli hanno dato del buffone.

Nessuno ad applaudirlo, niente giornalisti o fan di quel Matteo che a mani vuote è arrivato e a mani vuote è uscito dalla scena.

E finalmente mi auguro che gli italiani pecoroni, o “capra” come direbbe Sgarbi, abbiano aperto gli occhi. E quelli che non l’hanno fatto, continueranno a incensare un personaggio bravissimo a raccontar favole ai creduloni. Peggio per loro.

Di proverbi ce ne sono una bella raccolta e, pescandone uno a caso – si fa per dire – cito “chi troppo vuole nulla stringe” trovo che  gli calzi a pennello.

La fiaba “I vestiti nuovi dell’Imperatore” di Hans Christian Andersen pare scritta per lui. Tutto il popolo, pur di ossequiarlo, gli diceva quanto fossero belli gli abiti che indossava (una splendida metafora) e solo gli occhi d’un bambino, che vedevano la reale situazione dell’Imperatore a passeggiare nudo tra il popolo che lo acclamava, si è accorto di quanto fosse ridicolo e lo disse ad alta voce.

Renzi, per amore del vero, aveva inizialmente incantato anche me. Un giovane al governo! era ora che ci fosse un volto nuovo a sostituire i soliti noti. Ma non  è durato a lungo il mio incantamento. I fatti non hanno dato seguito alle promesse, e quel Matteo, cresciuto alla scuola berlusconiana, ha seguito a fotocopia le stesse azioni del suo predecessore.

Non mi faccio illusioni, con questo nuovo governo, ma se almeno il 10 percento di quanto promesso da Di Maio e Salvini  sarà realizzato, lo considererò un successo.

Sono persuasa che per risalire la china, tutti indistintamente debbano sacrificarsi. Così come sono convinta che chi s’arricchisce in modo esponenziale, non lo può aver fatto onestamente. Le tasse le devono versare tutti, in proporzione al loro reddito, non solo i poveri dipendenti cui sono detratte alla fonte. Gli appannaggi da nababbo dei politici e governanti sono un affronto per chi si guadagna il pane con il sudore della fronte.

Quindi, che spariscano le ingiustizie e gli emolumenti esagerati, i politici devono essere i primi a dare l’esempio. Basta con questo andazzo, fuori da ogni buon senso civico. Si parla di un debito pubblico che è cresciuto in maniera esponenziale, comincino loro a rinunciare agli assurdi privilegi. Tutti gli italiani sarebbero disposti ad accettare sacrifici economici, se per primo sarà chi governa, a dimostrare che può vivere anche con un reddito meno esorbitante, che paga le tasse, che non si fa corrompere dalla sete di potere. Non so se chi è ora al governo si comporterà conseguentemente alle proprie promesse, ma me lo auguro di tutto cuore. Che si possa finalmente respirare un po’ di aria nuova, non inquinata da collusioni con la mafia, da corruzioni, da personaggi che hanno avuto a che fare con azioni contro la Legge.

Vorrei che dopo la fiaba dei vestiti dell’Imperatore, si leggesse quella che finisce con “ e tutti vissero felici e contenti”. Utopia? Forse, ma la Dea Spes è l’ultima a morire.

 

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