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Rai. Il disastro nel disastro (34) – Sulle penose riprese della Festa della Repubblica. Di Maio-Salvini, a quando la riforma RAI? San Marco Travaglio al TG1, subito!

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

downloadVorrei iniziare questo post con l’espressione “Non mi sono mai vergognata così tanto”, ma mi rendo conto che di questi tempi è davvero abusata, io stessa l’ho usata in troppe occasioni. Tuttavia, se non vergogna stamattina ho provato rabbia, frustrazione, altri due secondi e ci saremmo persi persino lo straordinario atterraggio sul materassino del paracadutista che ha colorato i cieli di Roma durante la parata per la Festa della Repubblica: mai vista una regia più brutta, arruffona, un-professional e chi più ne ha più ne metta!

La questione, meramente tecnica, ci riporta comunque a una delle tante “urgenze” in attesa di essere risolte che stanno sul tavolo del trio Conte-DiMaio-Salvini: la riforma RAI. Insomma, quand’è che noi italiani potremo tornare a guardare questi canali senza sentirci offesi, umiliati dalla qualità del servizio offerto, dalla mancanza di etica professionale e tecnica nello stesso? Quand’è che vedremo la restante parte del renzismo mediatico che ha imperato in questi anni in quella azienda, insultandoci nella nostra natura di esseri pensanti, mandato via dal nostro servizio pubblico? Quand’è che la RAI diventerà valido strumento didattico in tempi digitali che saranno comunque sempre più avanti? Quando la finiremo con la coglioneria dell’immancabile omaggio al piddino e alla politica in generale?

Dulcis in fundo: ma portare Travaglio al TG1, no? Se non altro quando il telegiornale farà un servizio sul PD sapremo che quello viene proposto perché serviva farlo, non perché il duce ha chiamato di mattina ordinandolo, magari con contorno di patatine e altre lecornie varie e avariate! Sic!

“L’orrore!” faceva dire Conrad ai suoi personaggi, ma quelli si muovevano nel cuore dell’Africa ottocentesca mica nell’Italia del 2018! Ri-sic!

Rina Brundu

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