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PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

Marchetta editoriale dalla Gruber per Vittorio Zucconi a caccia “delle cose perdute”, paladino dell’antifascismo… Ricordiamo quando professava “odio viscerale” contro Beppe Grillo…

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

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Attenzione: questa immagine è qui perché inerente al post, ma Rosebud non consiglia né sconsiglia il tomo zucconico, del resto ognuno si può fare di ciò che vuole… io, in quelle rare volte, preferirei il lambrusco… E bravo Marco Travaglio per averlo rimesso a posto questa sera. Ma per chi non ne avesse avuto abbastanza, ecco un ricordino tratto da “Diario dai giorni del golpe bianco” (che uscirà quest’anno in edizione definitiva) e ci ricorda come l’antifascista Vittorio Zucconi le pratiche francescane le adotti a seconda delle circostanze politiche… Sic! RB

22 Settembre 2016

Sembrerebbe che Grillo si sia ripreso in pieno il ruolo di leader politico del suo MoVimento. Bene, ma sono in ansia per la salute di Vittorio Zucconi dopo che, giorni fa,  a Otto e mezzo, ha palesato un odio viscerale contro l’ex comico genovese, nonché la viva speranza di non vedere mai Beppe Grillo quale leader politico del partito, del MoVimento, che a suo dire (di Zucconi) presto governerà la nazione. Secondo me una buona tisana avrebbe potuto fare una differenza per questo giornalista di lungo corso, anche perché all’età di Zucconi in alcuni casi (non sempre debbo convenirne), i neuroni si svegliano già addormentati.

Per la maggioranza degli italiani però il ritorno di Grillo non può che essere una buona notizia, dato che a oggi si è dimostrato l’unico leader politico capace di rispettare l’ideale mandato del MoVimento che pure ha creato e che in virtù di questa dirittura coerente ha macinato e continua a macinare tante simpatie. Nell’età dell’apparire che si fa necessità, obbligo social, forse Grillo dovrebbe solo adottare uno stile più di basso profilo: meno occhiali neri, meno discorsi che spaventano le nonnette e i nonnetti alla Zucconi, più pragmaticità anche in politica estera, e sostanza. Per il resto il suo ritorno non è solo cosa gradita ma mi porta dire che forse per la prima nell’Italia del dopoguerra si respira un clima di normalità politica. Esagero? Non credo. Di certo, è il fool shakespeariano compagno di Lear ci insegna, è sempre meglio un comico di professione al comando, piuttosto che un principiante improvvisato, come quello che anche oggi si è attirato gli strali della CEI causa la mancata crescita del paese a dispetto dei moltissimi annunci.

Chissà perché il paese non è cresciuto? Che sia stato perché i renzisti hanno continuato a costruire indisturbati sul nulla cosmico e corrotto? Che sia perché non hanno ancora capito che limitarsi a rigirare le carte in tavola grazie a strategie di marketing più o meno indovinato, non serve più e non porta nessun risultato?

Il dato paradossale è che questo l’hanno capito tutti, ma davvero tutti, incluse le persone in età che avrebbero cominciato ad abbandonare persino i programmi RAI scioccamente pensati per indottrinare  politicamente l’uditorio nell’età fascista 2.0. Gli unici che sembrerebbero non averlo ancora capito sono Renzi, Alfano, Boschi e Verdini, la dirigenza RAI, e quel Luciano Fontana che imperterrito – nonostante anche Alexa denunci un sostanziale calo di visite al sito Corriere.it, ormai tre posizioni sotto quello di Repubblica – continua a spendersi da par suo per incensare il Presidente del Consiglio e fanculo la deontologia giornalistica. Sicuramente questa è l’impressione che consegna il suo altrimenti inappuntabile lavoro.

Patetica è stata anche la decisione di rimandare il Referendum al 4 dicembre prossimo, alle calende natalizie insomma, come se il redde-rationem rimandato possa risultare in qualche modo più dolce con il contorno di panettone.

Questa decisione è davvero un regalo inaspettato per gli avversari di Renzi: insomma, non si riesce ad immaginare nulla di meglio di questa ennesima presa per i fondelli politica per risvegliare nel signor Rossi l’istinto a confermare quel NO dovuto, prima di tutto a difesa dell’onore dell’Italia.

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