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PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

Grillo ha ragione: mai la violenza! Ma il giudizio della Storia su Sergio Mattarella sarà inappellabile: non c’è percentuale di Spread che tenga davanti alla libertà, sovranità e dignità della nazione!

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

 


paceHa fatto bene Beppe Grillo a inviare un suo pezzo a IL FATTO QUOTIDIANO ricordando che gli infami giochi politici non li dobbiamo combattere con la violenza. A questo proposito non si può non inviare tutta la solidarietà all’uomo Sergio Mattarella fatto oggetto di inqualificabili e vigliacche minacce via Twitter. Sergio Mattarella resta una persona molto valida e non credo che questo giudizio sia cambiato nel cuore degli italiani.

Il giudizio sul Presidente però deve cambiare  e soprattutto quello che peserà davvero sarà il giudizio della Storia. Il Presidente Mattarella verrà infatti ricordato come un qualcuno che, quando è stato il momento, ha preferito trasformare l’Italia in una colonia straniera e consegnare il suo destino, nonché il destino dei suoi figli, nelle mani di questi avvoltoi senza scrupoli. Alla fin fine di questo stiamo parlando, di avvoltoi senza scrupoli, perché se Mattarella ritiene che Merkel stia facendo gli interessi dell’Italia allora a questo punto bisognerebbe tirare in ballo anche la sua effettiva capacità di tenere il ruolo che sta tenendo.

Non sono mai stata anti-europea in vita mia, dato che in Europa ci vivo. Peraltro, la mia lingua preferita è il tedesco. La mia letteratura preferita è quella tedesca. I miei filosofi e scrittori preferiti sono tedeschi, dunque non sono certamente prevenuta contro la Germania. Ma a tutto c’è un limite, e quel limite è stato chiaramente superato due giorni fa, nel luogo sacro deputato a proteggere non solo gli “interessi economici” degli italiani, ma soprattutto la loro sovranità, la loro dignità.

Ciò che naturalmente sconvolge è la difesa ad oltranza dell’indifendibile mattarelliano da parte di una casta mediatica che fa ribrezzo nella sua incapacità d’analisi, nella propensione a baciare qualsiasi deretano pur di non compromettersi. Soprattutto fa ribrezzo un sistema politico renzusconico che mentre propone il suo canto del cigno ci appare ancora più putrido, maleodorante, dannoso eticamente, didatticamente, portatore di una pedagogia politica la cui vera ragion d’essere si fa insulto alla nostra  coscienza di cittadini morali.

Anche per tutti questi motivi io penso che, mentre si condanna fermamente la violenza, bisognerebbe trasformare questo avvenimento drammatico per la nostra democrazia in un caso esemplare, onde gridare che oltre non si va. Di Maio ha ragione quando afferma: “Cosa vado a dire agli elettori durante la prossima campagna elettorale? Votateci, ma ricordatevi che il governo non lo sceglierete voi?”. Dunque il capo politco dei pentastellati deve avere anche il coraggio di portare avanti la procedura di impeachment, mentre Salvini dovrebbe seguirlo senza titubanze. Solo quando Sergio Mattarella sarà andato e Savona riprenderà la sua legittima posizione di ministro dell’Economia in Italia, questa frattura sarà sanata. Fino ad allora è inutile che Mattarella si presenti alla festa del 2 giugno: starebbe lì come simbolo del nulla e Presidente di una nazione che per la maggior parte non lo riconosce più come tale!

Comunque vada il giudizio della Storia su di lui sarà inappellabile, e su quello nulla potrà neppure il “quantitative easing” della BCE.

Rina Brundu

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