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CONTROCORRENTE. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

Filosofia dell’anima – Sul perché bisogna avere il coraggio di scriverlo a chiare lettere: il Presidente Sergio Mattarella ha tradito il nostro Paese! Viva l’Italia!

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Dati i tempi squadristi che viviamo, laddove un eminente economista non è stato accettato come ministro in un governo legittimato dalla volontà popolare in virtù delle opinioni espresse, non mi stupirebbe se il titolo di questo post possa procurarmi l’arresto. Francamente passerei volentieri la nottata in cella e molto di più se questo fosse il pegno da pagare per riaffermare la sovranità del mio Paese, se questo bastasse a dirmi nuovamente suddito di una libera e moderna democrazia.

Non riesco a descrivere la giornata che ho passato oggi o la sera di ieri. C’è qualcosa dentro di me che si rivolta istintivamente davanti al grande imbroglio mediatico che il renzusconismo sta tessendo anche in queste ore. Si rivolta in virtù del rispetto che ho sempre avuto per il Capo dello Stato, del rispetto che ho sempre avuto per il Presidente della Repubblica, per il suo ruolo, e per il mio senso di appartenenza nazionale. Ritenevo che dopo un quarto di secolo speso qui in Irlanda, e soprattutto dopo cinque anni di regime renzista in Italia, un drammatico periodo della nostra Storia in cui abbiamo toccato il fondo dell’iniquità politica e civile, il mio nazionalismo si fosse scolorito, si fosse edulcorato: sbagliavo!

Sbagliavo di grosso, mentre oggi sento che diventa mio dovere civile e d’intelletto, in virtù dell’onestà intellettuale che mi caratterizza come spirito, puntare il dito verso il Quirinale e scrivere a chiare lettere che il suo primo abitante, il nostro primo cittadino Sergio Mattarella, ha tradito la sua nazione. Di più: le domande che oggi si dovrebbe fare ogni italiano onesto e amante del suo Paese sono solo due: 1) Perché Mattarella è ancora lì e non ha la dignità di autosospendersi, di dimettersi? 2) Perché l’atto di impeachment non è stato ancora depositato?

Questa “frittata” la si può rivoltare come si vuole. I media renzusconici possono chiamare a fare tessere le loro immonde ragioni tutti gli sgherri più agguerriti e traguardanti, ma la verità resta una sola: da ieri sera Sergio Mattarella non rappresenta più la quasi totalità degli italiani. Non solo: Sergio Mattarella potrebbe anche essere idealmente responsabile di avere procurato una situazione futura potenzialmente deleteria, soprattutto dopo le prossime elezioni che vedranno in campo solo due partiti: la Lega e i Cinque Stelle.

Ma francamente della politica, dell’economia, ce ne possiamo pure fregare. Ciò su cui invece non si può sputare sono le nostre istituzioni, la nostra bandiera, il nostro orgoglio di patria, la nostra dignità di cittadini, la nostra sovranità, la nostra memoria storica. Non possiamo sputare sul sangue dei tanti che hanno costruito questa nazione, e ancora prima sulla storia bi-millenaria di una penisola che aveva un Senato e discuteva di politica quando i tedeschi e tutti gli europei in genere, si dipingevano ancora la faccia di blu, o saltavano di ramo in ramo come scimmie.

Mattarella deve andarsene perché si è macchiato di un crimine politico che non gli potremo perdonare mai. Di sicuro questo signore non è più il mio Presidente, mentre ogni volta che adesso ne scorgo la foto mi ricordo di Giuda Iscariota. Bene, benissimo hanno fatto i sindaci leghisti a far togliere la foto del Presidente dai loro uffici pubblici, e Salvini in primis dovrebbe seguire il loro esempio, accodandosi anche a Meloni e al M5S perché si risolva questa questione costituzionalmente e in tempi brevi. Ne va del nostro onore e della nostra dignità. Viva l’Italia!

Rina Brundu

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