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PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

I dolori del “giovane Berlusconi” stretto tra lo sguardo cupido del duce di Rignano e il recalcitrante Salvini. Sulle frottole politiche del centrodestra e dei suoi giornali.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

 

cow-3405989_960_720.jpgAlcuni giorni fa ho scritto di come la tanto paventata “mucca nel corridoio” di Bersani, si sia materializzata in questi giorni con la decisione che avrebbe preso il duce di Rignano, di creare una forza “moderata” con ciò che resta del fu-PD, di modo che questa possa allearsi con ciò che resta di Forza Italia allo scopo di formare un fronte armato (politicamente) e rivoluzionario (nei sogni) in grado di fermare l’avanzata del cosiddetto populismo.

Il redattore che riportava la notizia si è scordato di aggiungere “una forza moderata di destra”, ma tant’è! Che il cuore di Matteo Renzi abbia sempre battuto a destra sin dai tempi della “Ruota della fortuna” è cosa nota. Così come è noto lo sguardo languido e cupido che questo ragazzone della più profonda provincia italiana, figlio di una famiglia anelante e arrivista, proprio come dimostrano le tante vicende processuali che l’hanno vista coinvolta e come ebbe a raccontarci la grande Amalia Signorelli tanto tempo fa, ha sempre lanciato verso il florido sistema economico dell’ex Cavaliere. Retropensiero: che il ducetto abbia sempre pensato di usare la politica per arrivare all’impero finanziario di Berlusconi? L’idea non è malvagia, sicuramente supportata da tanti “fatti” politici, o pseudo-tali, che hanno costellato la carriera “amministrativa” di Renzi.

Ma anche se così fosse io… io lascerei fare perché è molto difficile vedere “rose fiorite” all’orizzonte. Su stretto piano di business, gli “advisors” di Berlusconi saranno sicuramente e pienamente al corrente dei debiti PD così come della modalità di “gestione” del duce, mentre su piano rigorosamente politico, anche tenendo bene a mente ciò che è successo poco tempo fa in Val D’Aosta, ad oggi la sommatoria dei voti che potrebbero portare a casa insieme due forze come il PDR e FI non supererebbe il 10%, forse meno. Detto altrimenti, mentre a Renzi una tale “entente cordiale” assicurerebbe un background finanziario di quelli che preferisce, per Berlusconi una simile alleanza sarebbe l’anticamera della fine politica.  Non c’è neppure alcun dubbio che questo il signore di Arcore lo sappia molto bene, e infatti non risultano dichiarazioni pubbliche che lo vogliano interessato all’amorevole proposta di Renzi. Una volta forse lo era, ma adesso non più, preferendo di gran lunga stare attaccato con tutte le sue forze al recalcitrante figliastro discolo Salvini.

Tuttavia, anche a questo proposito non si contano le frottole politiche che stanno mettendo in giro in questi giorni i giornali di Berlusconi, ma non solo. Di fatto continuano a ripetere il mantra: perché Salvini rinuncia a essere il leader del centrodestra preferendo una alleanza col M5S? Semplicemente perché se Salvini andasse al governo con Berlusconi non potrebbe mai realizzare il programma che ha promesso ai suoi elettori, ad un tempo non starebbe comunque dalla parte di una parte politica davvero vincente e al passo coi tempi.

In un’epoca di superamento delle ideologia, la verità recita che non c’è più una contrapposizione tra destra e sinistra, ma che la nuova destra sia il “renzusconismo” e la nuova sinistra sia rappresentata proprio dall’unione di forze del cambiamento come Lega e pentastellati. Non a caso, non solo queste forze rappresentano geograficamente l’Italia intera, ma hanno anche un programma eterogeneo che di fatto ha in sé istanze di destra (corrente salviniana) e istanze di sinistra (corrente grillina). Insomma, a volte l’evidenza è plastica ma serve una Stampa genuflessa e corrotta come quella italiana per tentare di nasconderla finanche a chi si prova ad usare un telescopio tipo James Webb per tentare di investigarla. Sic!

Rina Brundu

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