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PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

Sullo sgarbo dell’avatar renzista Gentiloni (che finalmente se ne va) a Conte e sul perché avere Paolo Savona all’Economia è ormai diventato un in-più imprescindibile. Salvini e Di Maio: resistere!

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

savonaTra i tanti risibilissimi titoli e titoloni anti governo giallo-verde che si possono leggere in queste ore, stamattina abbiamo dovuto anche scorrere quelli riguardanti le dichiarazioni dell’ex Premier renzista (mai chiamato a quel ruolo da alcun italiano, proprio come il suo leader golpista), il quale, a mo’ di vecchio padrino della più profonda provincia, mandava avvertimenti subliminali a Giuseppe Conte: “Attenti, basta poco per andare fuori strada!”.

Come al solito mai un giornalista quando serve per fargli notare che fuori strada ci siamo stati nei quasi cinque anni (che ci sono sembrati una eternità però), in cui il duce di Rignano e i suoi accoliti, tra cui proprio lui, Gentiloni, hanno preso di prepotenza il governo del Paese e ci hanno ridicolizzato urbi et orbi. Senza indugiare molto sul tema “caduta di stile” di questo signore, che si vuole istituzionale, la domanda che viene spontanea è: ma vergogna niente? Sei stato uno dei peggiori Premier italiani, secondo solo al tuo signore e padrone che ha giocato con i sogni di una intera generazione come fosse la sua Playstation, sei stato uno boicottato anche dal tuo stesso partito, ma prima di parlare perché non riflettere?

Ripeto, naturalmente per farle notare tutte queste cose sarebbe stata necessaria una casta giornalistica degna di questo nome, quella che noi non abbiamo. Noi purtroppo abbiamo i Mentana, signorotti che sui loro TG si permettono di offendere i partiti votati dagli italiani con esclamazioni truci e davvero angoscianti: “O Savona o morte”. Secondo la giornalista del TG7 questo sarebbe stato ciò che Salvini e Di Maio avrebbero detto al Presidente della Repubblica. Ottima loquela, peccato che non veniva usata quando al governo c’era il ducetto prima e il ducettino di cui sopra dopo.

Dubito molto che Salvini o Di Maio si siano presentati da Mattarella dicendo “O Savona o morte”. Vero è però che date le resistenze che questa nomina sta incontrando adesso il signor Rossi qualunque non dovrebbe avere dubbi: Paolo Savona è proprio l’uomo giusto al posto giusto, mentre a Salvini e Di Maio rimane un solo compito: resistere, resistere, resistere… ben sapendo che dietro, a differenza dei “gentil Gentiloni” di questo mondo, e dei loro padrini golpisti, hanno ormai tutto il popolo italiano!

Rina Brundu

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