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CONTROCORRENTE. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

Altro che Di Maio e Salvini: servirebbe Garibaldi! Sugli attacchi al sistema democratico della corte renzusconica.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

 

garibaldiSe non ci fosse stato il trumpismo di mezzo, se non sapessimo che le firme italiane sul The New York Times rispondono a nomi come quello del re dell’ovvio mediatico Beppe Severgnini, ci saremmo stupiti che quel noto giornale americano si sputtanasse così platealmente nella sua dignità deontologica, tentando di gettare fango addosso a Giuseppe Conte ancora prima che quello abbia iniziato il suo lavoro. Ma né il trumpismo né il renzismo sono venuti per niente. Se non altro grazie a questi due “ismi” (grazie al trumpismo che ci ha mostrato la potenza della “intellighentia” radical-chic quando decide che un Esecutivo è suo nemico, grazie al renzismo che, soprattutto in Italia, ci ha fornito plastica evidenza di quanto quella stessa “intelligentia” sappia prostrarsi e offrire il culo davanti al potere che la nutre e la fa esistere così come esiste), adesso sappiamo come stanno le cose in materia di libertà di Stampa e di deontologia mediatica nel cosiddetto mondo “libero”.

Essendosi tutti questi giornali e “giornalisti”, già abbondantemente squalificati in questi anni, ed avendo già dimostrato ampiamente la “sostanza” intellettuale che li determina, è anche vero che i danni che possono procurare sono ormai irrilevanti (come hanno ben dimostrato le recenti elezioni sia in Italia che in America), tuttavia, in queste ore risulta molto difficile non dirsi impressionati dalla calata di scudi contro il neonato governo giallo-verde. La situazione è così degenerata che non si sa se ridere o se piangere. Certo è che davanti alle “considerazioni e riflessioni” dei direttori di “Repubblica”, dei notisti del “Corriere”, davanti alle mirabolanti digressioni dietrologiche e a briglia sciolta dei vari Mentana et colleghi in quel di La7, c’è un “quid” che ti spacca l’anima: come organizzare subito, hic et nunc, nuove elezioni, di qualsiasi tipo pur di ribadire la batosta conto il duce di Rignano e i suoi accoliti mediatici e magari non votare M5C una volta… ma cinque volte?!

Sarebbero soddisfazioni, indeed! Tuttavia, non potendo realizzare questa possibilità “amministrativa” bisogna far buon viso a cattiva sorte. Rassegnarsi, insomma, ad evitare come la peste certi programmi di pseudo-approfondimento politico, bisogna evitare di comprare dati giornali e giornaletti e, possibilmente consigliarlo a tutti gli elettori pentastellati e leghisti: chissà che davanti al bonus annuale ridotto dalla contingenza economica l’opinionista trendy non cambi opinione! Ripeto, si ride per non piangere, perché scoprire che questa è la nostra fibra intellettuale, di nazione piegata ai voleri di pochi potentati e dei loro galoppini, non può davvero far piacere a nessuno.

Altro che Salvini e Di Maio: qui ci vorrebbe Garibaldi! Ovvero, servirebbe lo spirito garibaldino per riportare un po’ di dignità di Patria in questa nostra nazione, insultata, profanata ogni giorno dagli avvoltoi in quel di Bruxelles e dalla stessa tipologia di rapaci dentro i confini. Ribadire che noi siamo, o almeno dovremmo essere, una nazione sovrana è poi un conto, mettere in pratica questo “credo” un altro. Io credo però che in definitiva sia tutta una questione di “palle”, bisogna averle, perché mai come ora un Premier italiano potrebbe raccontarsi reale rappresentanza del “mood” di un popolo e quindi, mai come ora possiede in nuce la forza di quello stesso popolo.

Forse il nuovo Premier dovrebbe quindi cominciare a imparare dal Presidente Trump che di attacchi di questo tipo ne ha ricevuti a bizzeffe, ma il cui gradimento nei sondaggi resta invariato, o è in crescita. Insomma, bisogna fottersene e tirare avanti. Gli attentati contro la democrazia, contro la sovranità di un popolo – perché poi, alla fine della fiera di questo si tratta – vanno combattuti con la stessa forza, procurando una reazione uguale e contraria, con determinazione, nella certezza che per cambiare serve tanto lavoro, e per mandare “gently into the night” le caste che infettano il sistema alla radice, soprattutto in virtù dei loro esosi e usati privilegi, ne serve molto di più!

Rina Brundu

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