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CONTROCORRENTE. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

Si sarebbe preferito un Premier non amico della Boschi, ma ci consoliamo con il 5% del PDR in Val D’Aosta. E su un commovente Luigi Di Maio.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

 

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Allegre caprette valdostane festeggiano la debacle renzista in Val D'Aosta

Il futuro Premier sarà dunque Conte! No, non Antonio Conte… anche se ci avrebbe fatto comodo pure lui dato che l’amministrazione del ministro Lotti, sì, quello del Caso Consip (a proposito, come mai non si sente alcun aggiornamento significativo in merito?), ha lasciato un suo segno visibile e sostanziale nel mondo sportivo italiano, e quest’anno, per la prima volta da… forse da sempre, la nazionale italiana non sarà ai mondiali.

Il futuro Premier sarà, invece, il professore di diritto Giuseppe Conte, da tempo simpatizzante del MoVimento. Che dire di lui? Bene la lunga lista di titoli accademici, di esperienze internazionali, l’approccio low-profile tenuto fino a questo momento, e non dispiace neppure il fatto che abbia votato a sinistra in precedenza…. Certo però tutti questi pro non fanno un “neo” importante nella sua fulgida carriera. Giuseppe Conte sarebbe infatti amico della Boschi! Nel caso dovesse fallire, o dovesse trovarsi coinvolto in qualche conflitto d’interesse mai dichiarato, sapremo subito da dove potrebbe avere imparato: direttamente alla fonte! Insomma, una ulteriore dimostrazione che le “cattive compagnie” non portano mai bene…

Detto questo il personaggio sembra borghese abbastanza, montiano abbastanza, perbene abbastanza, politically-correct abbastanza, per rassenere tutti da Mattarella alla Merkel, nonché per permettere al ducetto francese di continuare a fare il bulletto in Europa e a intervenire nelle nostre questioni nazionali come meglio ritiene… Insomma, le speranze che questa nuova pedina governativa riesca a fare una differenza non sono troppe, anche se dopo avere assaggiato cinque anni dell’immonda minestra renzista, uno si rassegna a tutto… Certamente, a dispetto degli ululati-contro della stampa renzusconica schierata, Di Maio e Salvini non dovrebbero mai smettere di pungolarlo perché si torni ad essere protagonisti, e non solo in Europa. Se mai si è vista una grande nazione occidentale sul punto di spirare questa è proprio l’Italia post-renzismo, non è neppure da escludere che l’accorrere con i sali rivitalizzanti all’ultimo minuto non sortirà gli effetti sperati, troppo tardi.

Qualsiasi sia il futuro che ci attende difficile rimpiangere il passato, dunque meglio concentrarci sul buono del presente. E in questo “buono” dobbiamo per forza di cose considerare la “commovente” figura di Luigi Di Maio che le ha davvero provate tutte per diventare Premier ma che, evidentemente, non era destinato. Personalmente io avrei preferito andare subito alle elezioni, se non altro per vedere il ducetto di Rignano fuori dal Parlamento (sono gioie che suggellano un’intera esistenza!), ma è molto difficile che il M5S con Di Maio capo politico avrebbe fatto quel salto nei consensi necessario per andare da soli al governo. Ne deriva che va benissimo ciò che si è fatto, mentre “luigino” potrà sempre vantarsi, lui, di avere saputo fare un passo indietro quando necessario… mica come certi altri personaggi che conosciamo molto bene!

Dunque, nell’attesa del futuro Premier a Cinque Stelle che si chiamerà per ovvie ragioni Alessandro Di Battista, in un futuro non troppo lontano, consoliamoci con il grande regalo che ci hanno fatto i valdostani in queste ore: il PDR al 5%, oh gioia, oh gioia, oh gioia!

Rina Brundu

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