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CONTROCORRENTE. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

Marco Travaglio: testimone a difesa. Sulla lotta dura e senza paura contro Silvio Berlusconi fino alla fine dei tempi.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

 

yellow-roses-3382401_960_720Ieri ho visto Marco Travaglio in un’intervista televisiva. Per una volta non ho neppure ascoltato ciò che stava dicendo, mi sono limitata a guardarlo: il volto era stanco, invecchiato, con delle rughe accentuate sotto gli occhi e un po’ dovunque. Così dimesso era il suo ritratto, anche a dispetto dell’occasione bella, quale poteva essere una presentazione del suo libro, che mi sono chiesta se non fosse malato. Poi sono andata sul sito del “Fatto” e in calce ad un qualche articolo che lo riguardava ho trovato tanti commenti stupidi contro di lui, deliranti.

Negli ultimi tempi ho criticato molto Travaglio su questo sito, l’ho criticato in virtù della demenziale campagna pro-accordo M5S-PDR, ovvero di un accordo che io considero alla stregua di un attentato alla nostra Repubblica e alla nostra democrazia, considerando la pericolosità politica del soggetto che avrebbe dovuto “trattare” con i pentastellati. Fortunatamente quel “soggetto” è ormai diventato più pericoloso per se stesso e dunque non se ne è fatto nulla, ma la colpa mediatica di Travaglio e de “Il Fatto” resta, quasi alla stregua di un’onta incancellabile.

Detto questo, Marco Travaglio resta il miglior giornalista che abbiamo in Italia e una persona prima di tutto etica, una persona in gamba. Alle persone in gamba, io perdono quasi tutto, perché sappiamo che ne vale la pena, che non si butta mai il bambino con l’acqua sporca e che avranno sempre qualcosa da insegnarci. Viceversa, ai topi di fogna e senza palle che si nascondono dietro un nick, e hanno anche il coraggio di andare a criticarlo in casa sua… beh, io applicherei altri metodi, ma non posso scriverli qui perché verrei tagliata. Quanti ne ho conosciuti di questi personaggi, in alcuni casi mi sono presa anche la briga di andare a vedere chi fossero… nella maggior parte dei cosi si scopre il nulla dietro, la “banalità” del Male, direbbe la Arendt, con un concetto facilmente scardinabile ma che in certe occasioni può comunque avere una sua utilità.

No, non mi piace questo Travaglio fatto oggetto di attacchi da personaggi che non valgono un mignolo di ciò che è quel signore, che non dovrebbero neppure nominarlo. Dell’onestà e della deontologia di Travaglio non si dubita, anche perché era proprio tutta scritta in quel volto stanco già descritto, che normalmente è il volto degli onesti. Gli altri, quelli diversamente onesti, hanno di norma un sembiante completamente diverso, rifatto, da medici gagliardi, traguardanti, con sorrisi a 64 anni che per farli essere tali serve una nuova ingegneria dentale, ma che restano ciò che sono, falsi come una moneta da tre euro e mezzo!

Non conosco direttamente Marco Travaglio, certamente non gli ho mai scritto e non lo farei mai, ho una sorta di allergia contro la mediaticità e soprattutto voglio essere libera. Se conosci qualcuno in qualsiasi modo poi devi decidere, o mentire, o rischiare di fartelo nemico raccontando una verità, io di norma tendo per la seconda opzione e quindi ne so qualcosa dei topi di fogna senza palle di cui sopra. Certo è pero che se potessi inviare idealmente un messaggio a Travaglio sarebbe quello di darsi una calmata con la lotta senza requie contro il berlusconismo. Per molti motivi. Intanto per se stesso, perché uno come lui ha tanto da dare a questa Italia che ha davvero bisogno di voci critiche, indipendenti, capaci di farci nuotare nel fango e possibilmente di farci uscire dal pozzo di melma dove siamo caduti da trent’anni a questa parte ormai. Per la sua salute, l’odio non porta mai a nulla, mentre è il fare, il saper fare, che fa una differenza. Per la nazione. Sostenere un Esecutivo tremendo, politicamente imbarazzante, democraticamente pericoloso quale sarebbe stato quello M5S-PDR, in nome di un antiberlusconismo viscerale, o di qualsiasi altra “causa”, non è davvero un passo degno per un giornalista valido come lui: di fatto non si sostituisce mai una tragedia politica e civile con un’altra ancora più grande. I tedeschi del dopo Trattato di Versailles (1919) decisero di optare per i nazionalsocialisti in nome della revanche contro le nazioni vincitrici del primo conflitto, e tutti sappiamo come andò a finire… Renzi non è assolutamente diverso, nella sua più intima natura “politica”, dai reduci che si radunavano prima nel DAP (il Partito Tedesco dai Lavoratori) e poi diventarono i gerarchi più vicini a Hitler nel ristrutturato partito nazista, e chi non capisce questo prima di fare campagne mediatiche dovrebbe sedersi a studiare la Storia.

Ma soprattutto Travaglio dovrebbe darsi una “calmata” perché a mettere a nudo  i limiti del berlusconismo e a decretarne la sua fine sarà un suo “nemico” molto più pericoloso, uno difficile da sconfiggere: il Tempo. Sarà il Tempo infatti che farà le vendette di Travaglio e di tutti coloro che da regimi come il berlusconismo, o simili, hanno avuto a soffrire, in una pluralità di modi (io potrei, da questo punto di vista, raccontare molte cose).  La nostra storia è costellata di personaggi alla Gengis Khan, Ramsess II, da primi imperatori della Cina, fino ad arrivare ai Goebbels e soprattutto agli Himmler – Heinrich Himmler è considerato, con ogni ragione, il più grande criminale che abbia mai camminato sulla faccia della terra – ma come si evince adesso il Tempo li ha collocati esattamente dove dovevano stare.

Che non significa comunque mondare i Travaglio da ogni peccato: anche lui, come tutti noi, dovrebbe imparare a capire che la verità non sta mai da una sola parte, che ci sono molte prospettive di visione, che a volte, anche solo per spirito di sopravvivenza, noi tendiamo a minimizzare le nostre colpe e a ingigantire i nostri pregi, che tutto il quadro alla fine si comporrà, mostrando la sua vera ragion d’essere, anche didattica. Perché nulla accade per nulla, ma tutto accade esattamente come doveva.

Rina Brundu, con grande stima e ammirazione per Marco Travaglio.

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