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CONTROCORRENTE. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

Da grande potrei fare il filosofo… ma non come Cacciari.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

 

Gaetano_Gandolfi_-_Alexander_and_Diogenes

Cacciari scaccia di malo modo Renz... pardon, Diogene manda via il grande Alessandro

D’accordo, sono tempi in cui cadono tutti i miti, dopo Travaglio nei giorni scorsi è stato il turno del filosofo Massimo Cacciari a scivolare giù dal piedistallo con un ruzzolone tonante. Non essendo Cacciari mai stato un mio “mito” riesco a farmene una ragione. Molto più difficile è capire da cosa derivi l’attributo di “filosofo” con cui viene spesso presentato questo signore: perché ha studiato filosofia? Perché insegna filosofia? Perché conosce a menadito le vite di tutti i filosofi? Anche io conosco molto bene le vite dei generali romani, ma non per questo mi sono messa in testa di conquistare la Gallia. Cacciari, invece, apparentemente dimentico delle sue responsabilità anche mediatiche, nei giorni scorsi non si è fatto problemi ad andare in televisione e a produrre tante perle che si fanno ricordare: da un lato a “Otto e mezzo” incitava la Gruber a scendere nell’arena politica, dall’altro si beava del fatto che il governo giallo-verde si usurerà anche quello in virtù del suo diventare presto espressione politica che si è, si farà casta.

Perché questa critica a Cacciari? Perché io non metto assolutamente in dubbio la sua bravura nell’insegnare filosofia, la conoscenza delle vite e del pensiero dei migliori pensatori della nostra Storia, che immagino farà diventare dono importante per i suoi studenti con il suo metodo didattico garbato e cortese il più delle volte…. Il fatto è che, paradossalmente, in quelle interviste che egli concede, a destra e a manca, colta una ne colgo un’altra, alla maniera delle ciliegie, ciò che purtroppo viene messa in primo piano è la sua personale capacità cogitativa… quella che serve per dirsi filosofo… ed è lì, proprio ascoltando i suoi discorsi, che si resta appunto molto perplessi…

O meglio, è lì che io mi ritrovo sempre a paragonare le “perle” prodotte da Cacciari con le perle di Diogene e il dubbio mi vince. Per la verità il paragone tra i due diventa impietoso quando si entra nel merito delle questioni politiche. Non chiediamo a Cacciari di fare il Diogene pisciando davanti a Botteghe oscure, come sicuramente avrebbe fatto il suo più noto collega antico, ma sicuramente l’arte scaltra cacciariana di dire per non dire, di rigirare la frittata come meglio gli conviene, e stando bene attendo a non offendere nessuno, mal si concilia con le esigenze di forza e chiarezza che si pretendono da uno che si dice “filosofo”.

Personalmente la “filosofia” l’ho scoperta solo qualche anno fa. Mi verrebbe anche da dire che è forse l’unica materia che io non ho espressamente ricercato, ma che si è presentata sulla mia strada in maniera importante. Mi rendo conto di non poter dirimere su cosa voglia dire “fare filosofia” come potrebbe farlo Cacciari, ma comunque comincio a capire che la “filosofia” nella sua natura non è così facilmente omologabile né catalogabile sistematicamente. Mentre vado avanti e cerco di confrontarmi con questa strana cosa che è nata dentro di me, mi pare che “fare filosofia”, “sentirsi filosofi” abbia molto a che fare con l’esperienza contingente e il nostro desiderio di darle un senso. Il problema è che questo percorso investigativo, mi sembra, porti molto dolore, molto sforzo mentale. Ecco, da qui anche un mio altro dubbio: ma se “fare filosofia”, dirsi “filosofi” è tutto sommato un percorso faticoso, pesante per l’animo, perché il “filosofo” Cacciari ci appare sempre graziato da spirito leggero e giocoso quando si presenta a “Otto e mezzo”, finanche ben disposto a fare il seduttore d’intelletto omaggiando la conduttrice di una qualità da politico vero (oltre quella di politico-anelante-e-schierato che Gruber svolge da tempo in maniera didattica in nomine PD et Botteghe Oscure) che no, non è nelle sue corde?!

Chissà?! Da grande potrei fare la filosofa… ma, no, non come Cacciari!

Rina Brundu

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