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Filosofia dell’anima – Di sovranismo. Dalla Repubblica di Weimar al golpe renzista che voleva tagliare le gambe a Sallusti.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

 

sallusti

Fonte immagine: blitzquotidiano

Ieri ci siamo anche dovuti sorbire Alessandro Sallusti che ne “La confessione”, il programma condotto da Peter Gomez sul Canale 9, ha lodato il Duce, quello originale, è ha fatto spallucce davanti alle “leggi razziali” promulgate da Mussolini. Per carità, ha detto che erano una cosa tremenda, anzichenò, ma che tutto sommato non avrebbero fatto gran danno dato che sarebbero state applicate con la solita grossolanità italica. Verissimo. Di grossolano in Italia c’è tanto, a cominciare dal giornalismo e dai suoi esimi rappresentanti. Mi domando cosa avrebbe detto Sallusti se fosse stato anche solo uno dei 1300 ebrei italiani che dopo l’accordo Mussolini-Von Ribbentrop finirono nella fabbrica Dora, quella che produceva i V1 e i V2 di Speer, e dove per incoraggiare il lavoro appendevano i prigionieri uccisi al soffitto a titolo di monito. Di buono c’era solo che talmente orribili erano le loro condizioni, che i prigionieri morivano entro i sei mesi. Non un problema naturalmente per il criminale Himmler che provvedeva la manodopera, men che meno per il grande Duce che se ne stava in Italia con il sedere seduto in poltrona. Fino a che non hanno sistemato anche lui, s’intende!

Vabbé mi fermo qui, del resto in tempi in cui Travaglio si è dato alla causa renzista, mi sta bene tutto, anche questo Sallusti storicamente smemorato, ma che almeno ci ha raccontato in diretta le malefatte del ducetto di Rignano. E già perché essere eredi dei duci porta sempre seco qualche responsabilità, e lui, quando agguantò il potere con un golpe bianco che ancora oggi, quattro anni dopo, ci fa vergognare di essere italiani come nient’altro negli ultimi 70 anni, per quanto ha potuto ha tentato di adeguarsi, di fare del suo meglio, onde non splendere di luce riflessa. Il racconto di Sallusti è stato peraltro molto particolareggiato e ci ha fatto conoscere un Matteo Renzi, Premier mai eletto e mai voluto dal popolo, che quando solleva il telefono incazzato sa essere truce: “Vengo giù e ti spacco le gambe!” avrebbe detto a Sallusti. L’unica domanda che avrei per questo giornalista è: perché non ha presentato denuncia ai Carabinieri come sarebbe stato suo dovere? Beh, perché non lo abbia fatto ce lo possiamo immaginare, ma non depone a suo favore, anche se, se dovessimo stigmatizzare tutti i professionisti delle redazioni italiane che non denunciano o non scrivono date critiche per il quieto vivere, o perché hanno famiglia, bisognerebbe cominciare dai cognomi che iniziano con la lettera A fino alla Z degli iscritti all’ODG e hai voglia prima di arrivare alla S del direttore de “Il giornale!.

E anche su questo argomento è meglio fermarsi qui. Non è tanto ma come cameo basta benissimo a raccontare cosa siamo stati noi italiani prima e dopo la guerra, fino al 4 dicembre 2016, almeno. Però cosa succede? Ecco che in tempi di governo giallo-verde e di Renzusconi all’opposizione (fosse per me si sarebbe dovuto tornare a votare solo per vedere quel signore pronto a tagliare le gambe agli altri, fatto fuori dal nostro Parlamento perché il giorno in cui non siederà più lì noi torneremo ad essere una nazione degna, libera e democratica), dobbiamo anche sorbirci i predicozzi pseudo-intellettualeggianti di quattro spiriti incapaci, che durante il renzismo hanno taciuto proprio come Sallusti, che ci ricordano cosa sia la “democrazia” e ci mettono in guardia sul presunto pericolo dell’incombente “sovranismo”, ma perché non vanno a cagare? O, in alternativa, a leggere qualche libro, possibilmente senza guardarsi troppo allo specchio per non vomitare?

L’Italia che ha prodotto il governo giallo-oro non è la Repubblica di Weimar che ha prodotto il nazionalsocialismo, non lo è per mille motivi, ma non lo è soprattutto perché i pentastellati in particolare non hanno mai spaccato le gambe a nessuno. Quei mezzi, certissimamente usati in periodo weimeriano, erano tipici ti tutte le fazioni estremiste, di destra e sinistra, che abitavano quel mondo pericolosissimo, specie per chi faceva politica, ed erano certamente tipici delle SA, la milizia originaria del partito nazionalsocialista, quella da cui sarebbero nate le SS di Himmler, ma appartenevano appunto al circolo magico di Hitler… Circolo magico?! Uhm.. giglio magico.. Urka!

E poi dicono che il pericolo sarebbe il “sovranismo” del governo giallo-verde, roba de mat! Salvini e Di Maio andate in Europa e cominciate a ridare dignità al nostro Paese, perché oltre a quasi spezzarci le gambe, il renzismo ci ha tolto soprattutto la dignità e sarebbe ormai tempo di riconquistarla!

Rina Brundu

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