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CONTROCORRENTE. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

Così poco tempo e così tanti “fatti”(1) politici!

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

 

gentilonisalvatorepatriaDunque io sono idealmente rimasta a martedì scorso quando, presentandosi da Floris a “DiMartedì” (La7), Ferruccio De Bortoli, faccione largo e ridanciano più del solito, parlando del Bomba in fuga sull’Aventino, si è così espresso: “Ma che volete da Renzi? Matteo Renzi ha fatto Matteo Renzi!”. Finalmente qualcuno nell’ambiente mediatico era riuscito a dire ciò che nel resto della Penisola era un assioma intoccabile, spendibile anche da qualche immigrato smarty-pants appena sbarcato, con scarsi rudimenti di italiano, forse, ma una minima conoscenza della natura umana che sempre aiuta.

La mia speranza è stata che Marco Travaglio e Peter Gomez, valenti direttori de Il Fatto Quotidiano, da settimane impegnati in una battaglia all’ultimo titolo per unire in matrimonio il sacro e il profano politico, fossero in ascolto. Successivamente ho capito che lo statement intelligente di De Bortoli se lo erano perso: peccato! Quando l’ho capito? Quando Gomez ci ha riproposto in prima sul sito del giornale questo catenaccio-to-remember visibile in alto nel post: Nel PD “cresce il fronte interno contro l’ex segretario: in molti confidano nella vendetta di Gentiloni”.

Nella vendetta di Gentiloni? Gentiloni salvatore della Patria e del PD in una? Giuro che per un momento ho pensato che Gomez e Travaglio, sconfitti nella loro sciagurata campagna, avessero semplicemente deciso di titolare così come veniva, una ultima volta, prima di seguire il consiglio di Flaiano e ritirarsi lontano da “queste sozzure” con un chilo d’hascic… E mi fermo qui: del resto è meglio dato che del Gentil Gentiloni abbiamo già detto tutto in passato e sparare sulla Croce Rossa non porta bene.

Com’è come non è, la situazione politica esplode: Luigi Di Maio dichiara che o Salvini molla Berlusconi o si va a votare; Salvini dichiara che o Di Maio la smette di mettere veti o si torna a votare. Nel frattempo il signore di Arcore tace (finalmente! Anche se è in queste occasioni che può diventare più pericoloso), e gli adepti del duce di Rignano mettono online i nomi dei favorevoli all’imperativo categorico politico già stabilito dal Capo nel lontano 4 dicembre 2016, ovvero “Qui, o si distrugge il partito o si muore”, e dei non-favorevoli. Sebbene quei nomi siano stati subito sostituiti dai relativi omissis (per la serie sai quanto gliene frega al popolo italiano se Franceschini o la Moretti, Orfini e compagnia sono favorevoli o meno!), l’iniziativa, degna del migliore Reinhard Heydrich, il boia del Terzo Reich, ha dato ampia evidenza che il duce ha il partito in mano, proprio come Hitler dopo il “putsch” di Monaco.

A non capirlo, ancora una volta, è stato sempre il titolista de “Il Fatto Quotidiano” che seppure lasciato solo dai direttori, in seguito alla rinuncia di cui sopra, fa del suo meglio, fa ciò che può, come ogni adepto fedele alla causa, sempre nella speranza che l’inciucio contro-natura si possa realizzare in nomine Mani Pulite, Trattativa anti-mafia, Ruby-nipote-di Mubarack et in secula seculorum. Intanto un giovane imprenditore si suicida nelle zone terremotate perché il nostro poderoso battaglione burocratico-statale non si smuove e la May ci rappresenta in Europa e nel mondo. Ma chi se ne fotte? Mirabile!

“Fatti” e misfatti dei tempi politici biblici, criminali e criminogeni, appunto!

Rina Brundu

  1. Sì, lo confermo, il significato è proprio il primo che ti è venuto in mente!
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Chiudiamo Wikipedia. Non si lucra scaltramente sull’impegno di intelletto!