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Tempi politici biblici. Il Renzusconi è vivo e lotta con loro: si salvi chi può! Della vera natura del serpente!

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

 

renzusconiritornoCapito l’andazzo dopo le recenti consultazioni in Friuli Venezia Giulia? Ecco il serpente (a due teste, una renzusconica e una salviniana) che tenta di rialzarsi da terra. Si solleva sul lungo collo (vai a capire dove finisce il collo e dove iniziano le spalle!), si guarda intorno e alla stregua di un bambinello curioso comincia a muovere i primi passi. La testa renzusconica pensa: ma sì, la mia natura impura è ormai stata accettata da tutti, da santi, vescovi e cardinali così come da tutti gli ultimi peppone d’Italia vestiti da intellettuali radical-chic nel salotto buono di Lilli Gruber. Anche tanti italiani hanno capito, altrimenti non saremmo qui. Gli altri capiranno: l’amore che è intesa dell’anima non si può spezzare! La testa salviniana pensa: pero! A volte la merda la calpestiamo altre volte dobbiamo salutarla o stringerle la mano, specialmente in politica! Che senso ha fare gli schizzinosi così? Ciò che conta è il risultato e la bandiera dell’etica e della credibilità l’ha insozzata prima Di Maio: ma sì, apriamo a Renzi e chissà che il governo della nazione non lo si possa fare nostro tra pochi giorni?!

Così va il mondo, caro Di Maio: se ti cali in una gabbia di serpenti e continui a guardar nelle loro fauci, muovendo dall’uno all’altro con stil da gentil farfalletta, prima o poi quelli ti azzannano, ti avvelenano e in alcuni casi ti stritolano. Dalla tua hai solo una letteratura cattomoraleggiante di angeli e arcangeli che sarebbero stati in grado di ridurre i serpenti a più miti consigli. So che sei molto devoto, ma fidati, a mio avviso, e se la Storia del mondo, quella vera, è un metro valido, sappiamo già che lo wishful thinking (quella cosa che i credenti chiamano Fede) non basterà a fare il miracolo.

Di fatto, se Machiavelli fosse stato ancora tra noi (purtroppo ogni età ha il suo Segretario fiorentino, e noi abbiamo avuto quello che ci meritavamo!), ti avrebbe detto che l’inciucio renzusconico era il primo pericolo da scongiurare. Dividi e governa. Anche Sun Tzu avrebbe potuto dirti la sua. Tu invece hai preferito seguire l’anelante filosofia post-post-era del politically correct, di Gomez e Travaglio (con tutto il rispetto sono bravi ma non sono né Machiavelli né Sun Tzu) e quindi ci ritroviamo qui a leccarci le ferite e a raccogliere i cocci della sconfitta.

Di buono c’è che perdere una battaglia non significa perdere la guerra. Di fatto due cose si possono dire con certezza: il successo di Fedriga è dovuto sia al fatto che quella regione è terreno naturalmente fertile per le istanze leghiste, sia al fatto che Fedriga è simpatico. Un fattore minimale? Ti sbagli! Dopo cinque anni in cui ci hanno rifilato su televisione, giornali e giornaletti vari il volto scaltro del duce di Rignano, se tu hai la possibilità di eleggere uno come Fedriga, non solo gli dai il voto ma anche cinque euro affinché non cambi idea all’ultimo momento e rinunci alla sua campagna!

L’altra cosa che si può dire con una data sicumera è che se l’astuto Salvini aprirà al suddetto ducetto, farà il suo primo errore sostanziale, sul quale tu potrai cominciare a capitalizzare. Tempo insomma di tornare al voto e, ai 7 empirei piacendo, tempo di ributtare il serpente renzusconico negli inferi da dove proviene. Con una o entrambe le teste, se necessario. O dei tempi politici biblici: criminali e criminogeni!

Rina Brundu

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