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Sulla sciagurata e irresponsabile campagna pro-PDR del duo Travaglio – Di Maio: non hanno capito che i tempi sono cambiati! Sulla rivincita di Salvini!

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

 

dimaiomartinaSiamo arrivati al punto che dobbiamo ringraziare Matteo Renzi! Proprio così, dobbiamo ringraziarlo per avere impedito lo sciagurato inciucio con i pentastellati! Per essersi rifugiato sull’Aventino con il suo Giglio Tragico ed essersi opposto fermamente ad accordi contro-natura.

Tuttavia le consultazioni di ieri in Friuli Venezia Giulia, benchè il risultato fosse prevedibile, sorprendono per almeno due motivi: il crollo del Movimento Cinque Stelle e il secondo posto ottenuto dal PD. Naturalmente, come sempre avviene in questo tipo di elezioni, gli elettori hanno scelto la persona non il partito, ma la debacle resta sonante. La disfatta è, secondo me, anche una conseguenza diretta delle opinabili scelte fatte da Di Maio negli ultimi tempi, nonché del tentativo scaltro di portare al governo un partito sonoramente bastonato dagli italiani anche a dispetto del volere di questi ultimi.

Corresponsabile di questo status-quo è anche la perniciosa campagna promossa da Il Fatto Quotidiano di Gomez e Travaglio per spingere verso questo pernicioso imbroglio politico. Forse Gomez e Travaglio sono felici di sacrificare qualche migliaia di copie nelle vendite del loro quotidiano alla causa, certo che è più difficile quantificare quanto questa mossa abbia danneggiato il movimento grillino a livello nazionale. L’impressione che si ha è che il duo Travaglio-Di Maio non abbiano capito che i tempi sono cambiati! Ovvero che facevano finta di capirlo quando si battevano per difendere il dogma dell’etica in politica a tutti costi incensato dai sostenitori del M5S!

In che modo quel dogma può essere difeso se ci si allea con coloro che per cinque anni sono stati accusati, anche dagli stessi italiani, di essere venuti meno al loro dovere politico, anche e soprattutto al loro dovere di rispettare una data etica quando si agisce in nome e per conto di un popolo? Di Maio e Travaglio ritengono davvero che basti un contrattino con cinque punti per fare dimenticare alla base pentastellata cosa è stato il renzismo? Se lo credono stanno facendo un grosso errore come ha ben dimostrato la rivolta in seno al MoVimento. Il problema è che sembrerebbe che il duo delle meraviglie mediatico-politiche stia continuando a sbagliare: il primo tentando di mostrare mediaticamente un lato “diverso” del PDR (che non esiste e non può esistere, altra cosa infatti è LeU), e l’altro minacciando: “La pagheranno”. Che vuol dire? Mica siamo nella Germania weimeriana, la lotta politica che è estremismo e violenza non ci interessa!

“L’unica soluzione è tornare al voto?” dice Di Maio. Bravo, ma perché ci ha messo così tanto a capirlo? Salvini l’ha capito molto prima e si è comunque dimostrato un leader credibile, specie mantenendo la parola data, perché mantenere la parola data da ora in poi conterà sempre di più in Politica! Oggi, infatti, Salvini festeggia con Fedriga mentre il domani gli appare splendido. Una lezione di come funziona la vera leadership? Credo proprio di sì e, se non Travaglio, che fa un altro mestiere (anche se negli ultimi tempi abbiamo coltivato dei dubbi), speriamo che lo abbia capito anche il traguardante capo M5S Luigi Di Maio, o si farà davvero troppo tardi! Per lui!

Rina Brundu

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