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CONTROCORRENTE. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

Mai ‘na gioia!

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

eye-1210172_960_720Ma, cazzo, dico io, abbiamo passato cinque anni immersi nella merda procurata da una congiuntura economica negativa monumentale e da una emergenza politica e mediatica senza pari. Quell’altro infausto giorno ce lo ricordiamo ancora bene: 21 febbraio 2014. Che a perenne ricordo io ho piantato un salice piangente in giardino, col passare del tempo e l’aumentare degli scandali renzisti, quello da piangente è entrato in una sua fase disperata, ha cominciato a smagrire, impallidire e poi è morto. “Un raro parassita!” ha detto il giardiniere che lo ha rimosso. “Parassita un cavolo” ho detto io, “mica fa Politica!”. Che per quanto mi riguarda non ho dubbi: si è suicidato! Anche gli alberi si uccidono e non è un bel vedere. Poi lo abbiamo trombato al Referendum, no, non l’albero, il ducetto che si era autoproclamato Premier in quella giornata funesta. Se ne va, adesso se ne va, abbiamo pensato tutti quanti! Cazzo, te l’ho detto che non dovevi morire, ho sbraitato mentalmente al salice defunto e già saltavo su e giù pregustando la ritrovata libertà. Macchè! Più facile sradicare un albero dal giardino che staccare il culo di Matteo Renzi dalla poltrona! E quindi il penoso cammino, stile Santiago di Compostella, ma a piedi nudi e saltando sui carboni ardenti come Mino Damato, è continuato fino alla fine, fino a che non hanno incassato l’ultimo stipendio e l’ultimo rimborso spese. Inizia una lunga campagna elettorale… su questo sito più che in altri siti. Che io mi alzavo alle cinque del mattino pur di pubblicare qualche boiata, anche solo un titolo: “Viva noi, abbasso loro”, che godo come una pazza quando su Rosebud arriva uno con la puzzetta sotto il naso e pensa che noi grillini veniamo dalla montagna. Dalla montagna forse, ma la montagna era il Gennargentu e da quel giorno in poi ho attraversato più io l’Europa in lungo e in largo di tutti i parlamentari italiani che non si presentano a Bruxelles. Che poi, io grillina?! Figuriamoci! Al più io sono una che idealizza l’etica, in politica come nella vita, sbaglio? Sparami! Che dopo tre mesi di intensa campagna elettorale, corredata di promesse farlocche del Berlusca e di altre innumerevoli bombe del Bomba, l’opzione farla finita non era tra le peggiori. Molto peggio è stato dover assistere al paracadutaggio della Boschi, quella di Banca Etruria et compagnia, in Trentino Alto Adige, non tanto per me, dico, ma Heidi si è incazzata di brutto, il nonno voleva trasferire la baita in Nuova Zelanda, Peter si è comprato un chilo di hascic e si rifugiato in cima alla vetta più alta e Fiocco di Neve beh, si, Fiocco di Neve adesso si fa chiamare Lauretta… Com’è come non è la campagna elettorale è finita e il M5S ha vinto, si fa per dire. Per vincere veramente sarebbero serviti altri 8 punti percentuale. Ma a dirla tutta che eravamo nella merda lo abbiamo capito subito, tuttavia, fedeli alla nostra tradizione di sceneggiate napoletane, abbiamo fatto finta di niente: Mentana doveva fare la sua maratona, Travaglio muoveva uggioso tra casa e ufficio baionetta alla mano nel caso in cui Luigi (Di Maio) avesse aperto a Berlusconi, e il Presidente Mattarella doveva fare il suo dovere, a volte è importante segnare presenza! Risultato? Altri due mesi in cui le abbiamo viste tutte e ne abbiamo dette di tutti colori: Di Maio e Salvini flirtavano sui muri di Roma, la Isoardi stirava camice, Michele Serra sceso dall’amaca inveiva contro i bulli poveri, Fico, diventato presidente della Camera, ha fatto più chilometri a piedi delle maratonete russe dopate alle Olimpiadi di Mosca e il Berlusca novello fool shakespeariano, relegato al ruolo di comprimario recalcitrante, intratteneva i giornalisti ad ogni tornata di consultazione elettorale. Poteva bastare? Figuriamoci! Che se all’epoca della rivoluzione francese al popolo che chiedeva pane Maria Antonietta offriva le brioches, in tempi  di spending review pentastellata, il capo non tentenna: chiudo il forno! ‘Azzo! Il fatto è che ha chiuso il forno e ha aperto il pozzo nero e con quel fetore è stato quasi impossibile respirare! Da quel momento non si è avuta pace e il mondo si è capovolto: Di Maio ha aperto al PDR e il PDR si è rifugiato sull’Aventino, Travaglio si è trasformato in Fontana e io mi sono costretta ad eleggere il Feltri che sbraitava sull’oscenità dell’inciucio M5S-PDR “il migliore”. Sì, proprio come Togliatti, quello che fottè Gramsci, prima che entrambi fossero fottuti dal ducetto di Rignano mentre quest’ultimo fotteva pure l’Italia intera. Come disse Garibaldi a Nizza, pure iosce am’ fatt’ pizz’! Mai ‘na gioia!

Rina Brundu

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