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CONTROCORRENTE. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

Del senso dell’etica e del coraggio in Politica dagli “eroi politici” del giornalista Giampiero Mughini al duo Di Maio-Salvini.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

 

dimaioConfesso tranquillamente di avere preso una grossa sberla. Persino più forte di quanto abbia potuto realizzare in un primo momento. Per la verità ho preso prima una sberla di tipo mediatico e poi una di tipo politico e ancora faccio una certa fatica a riprendermi: so much per la mia capacità di resilience! Chi segue questo blog puntualmente (a proposito, grazie, anche per quando non ci sono!), sa già un po’ tutto, ma val bene ripetere per sommi capi. Per esempio, val la pena ricordare che questo sito nei primi due mesi dell’anno ha dedicato centinaia di articoli e post per sostenere la corsa del M5S durante le elezioni del 4 marzo 2018, mentre ne ha dedicati forse un migliaio a denunciare, negli ultimi cinque anni, i crimini politici del renzismo. Il nostro faro mediatico era invece Il Fatto Quotidiano e in particolare il giornalista Marco Travaglio a cui davamo credito di tutto ciò ci pareva e mi pareva che in politica e nel giornalismo possa fare una differenza: l’etica, la deontologia.

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Uno dei luogotenenti renzisti con cui Di Maio si vorrebbe alleare

Tutto mi aspettavo dopo una tornata elettorale che ha visto come partiti vincitori il M5S e la Lega, e una ennesima bastonata del popolo alle velleità del ducetto politico peggiore della storia repubblicana, tranne che fossero proprio Travaglio, il suo giornale  e lo stesso M5S guidato da Luigi Di Maio a consegnare l’Italia nelle mani del partito che ha perso, dei giannizzeri renzisti che per cinque anni hanno tramato, mangiato a sbafo, giocato con il destino del nostro Paese come meglio hanno potuto e voluto e non hanno ancora chiesto chiusa. La ciliegina sulla torta è data dal fatto che, come racconta uno degli ultimi sondaggi, gli elettori del M5S preferiscono un accordo con la Lega e gli stessi elettori del PDR non vogliono un accordo con il MoVimento.

A questo punto la domanda sorge spontanea: ma cosa stanno facendo Salvini e Di Maio? Su cosa stia facendo Travaglio e compagnia non mi interrogo più, davvero non ci riuscirei. Do tutta la mia anima e la mia fiducia a un qualcuno che ammiro e apprezzo, ma non c’è miracolo che possa restaurare il vecchio ordine nel caso di un tradimento, qualunque esso sia. Per curare le ferite dell’anima serve tempo, in alcuni casi un tempo infinito. Dopo poi non resta più nulla. Negli ultimi giorni vedendo questo giornalista in Tv mi sono accorta che quando parla la sua bocca produce solo aria. Non c’è senso, ne significazione null’altro che potrà mai dire per recuperare credibilità.

La credibilità! Un elemento di cui si riempiva la bocca anche Luigi Di Maio, mentre il suo fare sembrava guidato da un senso importante di etica politica: ma di quale credibilità e di quale etica si può parlare se pur di fare un governo, un qualsiasi governo, si manda a puttane il volere degli elettori per inseguire altre strade? Francamente nel caso del duo Salvini-Di Maio, che avrebbero dovuto battere sul ferro finché era caldo, io credo sia mancato il coraggio, il coraggio di scontentare Travaglio nel caso di Di Maio e il coraggio di scontentare Berlusconi nel caso di Salvini… il coraggio, insomma, che è caratteristica tipica dei veri leader, non dei leaderetti… mentre noi, il popolo, grazie a loro abbiamo preso sberle (anche se la metafora giusta sarebbe un’altra) e affanculo alla democrazia che ci illudiamo di vivere.

Fortuna che i “venerati maestri” in Italia non mancano mai! Ieri sera, durante il programma “La Confessione”, condotto da Peter Gomez sul Canale 9, l’ospite era il giornalista Giampiero Mughini. Di norma ho un’ottima opinione di lui, ma ieri mi ha colpito strano. Pareva una macchietta ultracolorata e saputella che vive nel suo antico mondo di opinabili glorie e discutibili onori. Diceva, Mughini, che quando lui pensa a grandi statisti, a grandi politici, lui non pensa a Di Maio o a Salvini (che sarebbe una specie di male assoluto), ma pensa a De Gasperi (per inciso, quello che intentò processo al grande Giovannino Guareschi che giustamente lo prendeva per il culo), a Togliatti (quello che fottè Gramsci), a Craxi (quello dell’Hotel Raphael, di Mani Pulite e del debito italiano che raggiunse vette che la catena dell’Himalaya si sogna). Che dire? Mirabili eroi! Ma a dire il vero non sono i suoi “eroi politici” che ci fanno riflettere in maniera diversa su Mughini, quanto il suo senso per l’etica in Politica: la politica infatti sarebbe soprattutto tenere in piedi la baracca! Il potere invece sarebbe “sporco” in sé, mentre quello puro competerebbe solo a Dio, Allah, e a Buddah!

Raramente ho sentito un giornalista sparare boiate superstiziose in tre religioni, in tre lingue forse sì, in tre religioni, mai! E guai a chi si azzarda a pensare che forse bisognerebbe tentare di fare qualcosa per rendere il “potere”, quello umano, meno “impuro”, magari cominciando a rispettare il volere di un popolo anziché le bizze degli sciacalli nel background, perché Mughini non avrebbe davvero tempo da dedicare a simili sciocche battaglie. C’è pure il rischio che il maglioncino colorato, i pantaloni e le scarpette trendy si insozzino! E poi lui avrebbe già dato, ovvero avrebbe scritto circa 27 libri di cui tre o quattro, dice lui, si fanno ricordare…

Anche così muore il giornalismo italiano: perdendo il senso della realtà mentre si ingegna a costruire il suo mito innalzadolo agli onori di altari costruiti su piattaforme di merda!

Rina Brundu

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