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Media e regime (42) – Sul perché non leggerò mai più il giornalista Marco Travaglio. E su Indro Montanelli che si sta rivoltando nella tomba…

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

 

357kkkoDebbo essere sincera: raramente delle cazzate mediatiche, anche tipo quelle che in questi giorni va sparando urbi et orbi il giornalista Marco Travaglio, mi hanno ferito così tanto. Mi hanno ferito finanche di più di quelle epocali che ha sparato quest’oggi la pentastellata vicepresidente del Senato Taverna, la quale si è presentata da Floris a “Di Martedì” (La7) e si è praticamente detta possibilista sul duce di Rignano ministro, basta che a nominarlo sia il Presidente della Repubblica!

Le esternazioni del Travaglio pro inciucio col PDR mi hanno colpito molto perché ho sempre pensato che questo giornalista fosse una persona in gamba, una persona etica. Lo penso ancora, lo penserò sempre: le persone in gamba restano tali indipendentemente dal loro segno politico. Soprattutto, le persone in gamba sono rare perché sono quelle che hanno il coraggio di andare contro, sono quelle che hanno il coraggio di dire ciò che pensano e di mettersi contro, di mettersi di traverso lo status-quo, solitamente deleterio perché destinato a dormire sugli allori.

Ma se è vero che continuerò a pensare al direttore de IL FATTO QUOTIDIANO come ad una persona in gamba, di certo io non leggerò più il giornalista e lo scrittore Marco Travaglio. Per leggere qualcuno ho bisogno di sapere che le sue cogitazioni e i suoi ragionamenti sono validi, possibilmente costruiti con logica stringente ed etici nella loro natura. Dov’è la logica nel ribadire fino alla nausea al PDR: i cittadini non vi hanno votato per andare all’opposizione ma per governare? I cittadini non votano né per mandare il loro partito al governo né per mandarlo all’opposizione, non sono gli oracoli di Delfi, ma votano perché fanno politica,  sostengono un’idea, un’etica civica, una deontologia, un modello amministrativo, ideale, pragmatico, perchè supportano una parte dentro cui si riconoscono.

E dov’è la logica nel sostenere, come ha fatto questa sera Travaglio a “Otto e mezzo” dalla Gruber, che gli orizzonti, anche politici, immagino, del PD(R) sono gli stessi del MoVimento pentastellato, o almeno sono molto simili? Ha scordato Travaglio che quello di cui lui sta parlando è il partito che negli ultimi cinque anni ha spolpato e infangato l’Italia e per questo è stato sonoramente bastonato dagli italiani in più di una occasione? Ha scordato Travaglio che quello è il partito dello scandalo Banca Etruria, dello scandalo Monte dei Paschi, dello scandalo Guidi, dello scandalo Consip, dell’insider-renzism, del “grande vecchio” De Benedetti, tessera numero uno, che dava del cazzone al nostro Premier (peraltro politicamente golpista)? È così tanto scarsa l’opinione che Travaglio ha del MoVimento da arrivare, con così grande faciloneria e, mi permetta, coglioneria, ad accostarlo al circolo del Giglio Tragico? O, forse, quello di Travaglio, è un mero problema di memoria?

Qualunque sia la verità, per quanto mi riguarda, su tutto si può chiudere un’occhio, ma non sull’etica… specialmente in politica, perché non tendo verso il machiavellismo renzistico o berlusconico, e perché penso che quando si costruisce sulla merda, prima o poi quella costruzione sarà destinata ad affogare dentro tale immonda sostanza. Non ho dubbi, peraltro, che il grande venerato maestro travaglico, il fu Indro Montanelli, avrebbe concordato su questo… e chissà quante giravolte nella tomba in queste ore: “Tu quoque, Brute, pardon…. Marco, fili mi!”. Sic!

Rina Brundu

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