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PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

Indottrinamento religioso, io sono per le pari opportunità. Sul giorno in cui ho scacciato i testimoni di Geova…

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

bible-428947_960_720Bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare! No, non una ventina di coltellate durante la prima metà di marzo, ma bisogna ammettere che tra i tanti ospiti indesiderati che a volte suonano alla porta, i Testimoni di Geova sono tra i disturbatori più gentili e accorti. E non cambiano mai su questi aspetti. Per la verità era da tempo che non mi capitava di incontrarne qualcuno, da noi non ce ne sono troppi e comunque non hanno l’abitudine di bussare alle porte.

Paradossalmente, i miei ricordi relativi ai rappresentanti di questa confessione religiosa sono di quando ero bambina alle pendici della montagna. Anche a quel tempo li ricordo appunto molto gentili, e ostinati, ostinati come nessuno. Un paio di settimane fa, poco prima di Pasqua, mi trovavo di nuovo in paese e una domenica – ora che ci penso anche in passato si presentavano sempre di domenica, quando il resto del gregge era in Chiesa: che sperino di predare su coloro che sono rimasti a casa? – squilla il campanello. Mi affaccio con la “gioia” profonda che sempre mi coglie se disturbata quando impegnata altrimenti, guardo di sotto ed ecco tre personaggi sorridenti che mi guardano come se avessero appena visto una visione celestiale. Ed ecco un resoconto più o meno accurato della conversazione che ne è seguita:

Io: Sì?

Uno di loro: (ha detto qualcosa ma non ricordo cosa)

Io: Scusi, ma lei chi è?

Uno di loro: (ha detto qualcosa ma non ricordo cosa)

Io: Scusi, a che titolo si presenta qui?

Uno di loro: (ha detto qualcosa confermandomi che erano Testimoni di Geova)

Io: Scusi, ma lei non ha altro da fare che andare in giro spargendo superstizione?

Loro: (si mettono a ridere evidentemente l’accoglienza non se l’aspettavano…)

Io: Si prenda un dannatissimo libro e si metta a studiare…

Loro: (ancora ridendo e cercando di replicare…)

Io: Arrivederci…

Loro: Ma…

Io: Arrivederci (e chiudo la finestra).

Sì, se ne sono andati così felici che a momenti ti spiaceva l’averli scacciati in quel modo, sebbene tra il serio e il faceto. Eppure, non appena il neurone ti riprende a funzionare non puoi proprio fare a meno di interrogarti in maniera molto seria: ma come è possibile che delle persone apparentemente normali, padri e madri di famiglia apparentemente felici e irreprensibili, si riducano spiritualmente a questo punto? Io me lo domando e francamente non riesco a darmi una risposta, fermo restando la grande ignoranza che purtroppo per noi, nella maggior parte delle situazioni, spende e spande la nostra scuola così come è organizzata. Non cito la scuola a caso, perché naturalmente il mio pensiero va soprattutto ai bambini, ai figli di questi signori che gioco forza vivranno una vita ben diversa da quella che si prepara ai figli dei vari Ed Witten, Leonard Susskind, Brian Greene. Naturalmente, questo non è solo un problema formativo dei figli dei Testimoni di Geova, ma lo stesso discorso, a maggior ragione, vale per i cattolici. Solo alcuni giorni fa c’era in televisione una signora che faceva vanto di come la sua bambina di tre anni avesse già imparato a memoria una montagna incredibile di sciocchezze in forma di preci. In un Paese normale, dotato di un servizio di assistenza alle famiglie come si deve, quella sarebbe sicuramente una famiglia da seguire con attenzione, anche se probabilmente il danno è stato già fatto.

A ben pensarci, ripensando a questa divertente sciocchezzuola domenicale che mi è successa qualche settimana fa, ciò che mi fa più stizza è il dolore che si prova dentro, che provo dentro anche io, nonché la coscienza che in realtà noi possiamo fare ben poco per aiutare i bambini vittime di questi indottrinamenti. Tutto ciò che possiamo fare è continuare a scriverne di questi argomenti, continuare a scrivere che le cose dello spirito non fanno equazione con le storielle delle religione umane, che non ci sono né santi né peccatori, né inferni né paradisi, ma solo una ricchezza incredibile del Creato che attende la nostra curiosità e il nostro senso dello studio, possibilmente attivati, entrambi questi elementi, senza ucciderci l’un l’altro e con un minimo rispetto verso il nostro prossimo. Se sia rispetto il rispettare queste storielle pseudo-fantastiche che i tanti si raccontano per tentare di nascondersi il senso del loro personalissimo shipwrecking esistenziale, invece io non lo credo, non lo credo più. Ed è in fondo anche per questo che da molto tempo tempo ho deciso, quando posso, di scrivere articoli come questo: il mare si può riempire solo versandovi dentro una goccia dopo l’altra, è questo bisogna fare, questo dobbiamo fare se siamo uomini e donne degni di questo nome.

Tuttavia, nel dubbio, per la prossima volta che sarò in Sardegna di domenica preparo almeno due libri: uno relativo all’idea più brillante partorita da un essere umano su questa terra, vale a dire quella avuta non troppi secoli fa da Charles Darwin, e uno di Von Daniken sugli “Ancient Aliens”… non ho dubbi che se i Testimoni di Geova avessero anche solo una vaga idea di quali siano le sue opinioni a proposito dell’origine dei testi biblici (opinioni peraltro molto sensate), la smetterebbero subito di trattare quel libro criminale e criminogeno come fosse parola di un qualche supposto Dio, nessun dubbio su questo! Sic!

Rina Brundu

 

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