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PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

Sull’Italia più corrotta politicamente che tifa l’inciucio renzismo-M5S. Nel giorno in cui l’ex Premier viene interrogato per il caso Consip, il Corriere nasconde la notizia e il “Fatto” inneggia agli avvoltoi suoi compari…

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

 

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Ottimo D'Agostino su dagospia.com...

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L'occhiello "in calce" alla home del Corriere.it

Pensavamo che l’apice dell’emergenza informazionale, in questo Paese appestato da editori impuri che tutto fanno tranne notizia-deontologica, l’avessimo toccato al tempo delle imprese più spavalde del duce di Rignano, invece ci sbagliavamo. Ci sbagliavamo così tanto che oggigiorno, a dispetto del pur volenteroso “Dagospia” che ne dà notizia, ormai non ci fanno neppure più il solletico le solite castronerie, anche un po’ naif, del corriere fontaniano, impegnato da un lato a far finta di occuparsi di giornalismo e dall’altro a nascondere le usate magagne dell’ex Premier italiano più inviso di sempre. Ne deriva che per poter barcamenarsi come meglio possono, non è vero che, come dice il sito di D’Agostino, il giornale di Via Solferino abbia "nascosto" la notizia della odierna deposizione del Premier, semplicemente l’ha relegata in fondo alla home nella speranza (neppure troppo peregrina) che nessuno sfogli il giornale “fin lì”, e comunque ben lontana dal solito occhiello incensante della Meli.

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Occhiello al Meli pensiero renzista ben in alto sul Correre.it

Sic! Come già scritto, pensavamo che l’emergenza informazionale si nutrisse per lo più di queste scaramucce: ti faccio un poster se voglio incensarti o distruggerti, ti relego a occhiello di seconda categoria se debbo proteggerti il culo… invece no: c’è di peggio! Il peggio etico e deontologico lo ha sicuramente mostrato in questi giorni “Il Fatto Quotidiano”  nella sua versione online diretta da Peter Gomez e in quella cartacea diretta da Marco Travaglio. E il peggio è stato così tanto “peggissimo” che per giorni e giorni non sono riuscita a riprendermi né a scriverne. Che a dir la verità me la sono presa solo con me stessa perché la colpa non è né di Travaglio né di Gomez, la colpa è la mia che in questi cinque anni di renzismo immondo, ho costruito l’esempio mirabile del loro giornale ben sapendo che un cadavere putrefatto in genere attira solo avvoltoi.

Purtroppo per noi il cadavere putrefatto è quello della nostra Italia etica, sia che sia essa politica o mediatica: come si può pretendere che nella terra dei guelfi  e dei ghibellini ci sia anche un solo rappresentante della nazione che abbia il coraggio di dirsi non-partigiano? Di dirsi apolide? Credo che ciò che mi ha fatto più male nella recente conversione del giornale di Travaglio al paraculismo renzista — laddove dopo cinque anni di lotta senza quartiere di quel quotidiano ad una banda politica che è risultata granitica fino alla fine (per la verità la Serracchiani si sarebbe riscoperta in vena di critiche al leader solo ieri, e per questo suo eroico atto sarebbe stata messa da parte, pensa tu!), abbiamo dovuto assistere ad una corte travaglica serrata nella vana speranza che i falchi Franceschini e Orlando dicessero “Sì” (Sì, a cosa? A che?) — è stato appunto il dispregio totale del senso etico e deontologico che hanno tentato di “insegnarci”. Cioè, che importa se prima codesti signori erano considerati sciacalli politici?, l’importante è che adesso ci stiano ad essere dei nostri, l’importante è che tutto possa finire a tarallucci e vino in pieno stile italiota privo di ogni credibilità!

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Porella!

Ma come spesso accade il “tradimento” di coloro a cui avevi dato più fiducia è anche il più intollerabile, così come è intollerabile che codesti “professionisti” abbiano scaltramente tentato di infiltrare i pentastellati, il meglio della grande marcia dei grillini, con le usate dinamiche vergognose di un PDR allo sbando, vergogna politica tra le vergogne politiche. Di fatto, a questo punto della storia, l’unica speranza di noi che abbiamo onestamente sostenuto il Movimento in questi anni, è che ci sia ancora una testa pensante tra quelle file; una testa pensante capace di fottersene dell’endorsement pseudo-giornalistico italiano e sappia mettere in primo piano il volere degli elettori che il MoVimento lo hanno votato. Perché dopo i numerosi passi falsi di Di Maio di questi giorni, anche lui apparentemente diviso tra una prece a San Gennaro e una agli avvoltoi PDR, il rischio più serio che i pentastellati corrono è che ci facciano morire tutti quanti salviniani… e anche questa non mi pare una opzione su cui scherzare troppo!

Rina Brundu

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L’ultimo post della mattinata del “fatto” pro-inciucio: che lo abbia ordinato direttamente Jim Messina? Tutto può essere.. sic!

 

 

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