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Filosofia dell’anima – La laurea di Giada Di Filippo

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

  sky-3297608_960_720.pngdi Rina Brundu.

“C’è una Giada in ciascuno di noi… Ci siamo passati tutti. Non siate bugiardi. C’è una Giada in ciascuno di noi” ha scritto su Facebook un tal Lorenzo che sembrerebbe essere un parente di Giada Di Filippo, la “splendida ragazza di 26 anni nata a Sesto Campano” che avrebbe dovuto laurearsi questa mattina in Scienze Naturali e che invece, proprio mentre i familiari si preparavano a festeggiarla in facoltà, ha preferito salire sul tetto di Monte Sant’Angelo e togliersi la vita dopo avere inviato un ultimo messaggio al fidanzato: “Non ce la faccio più!”.

Lorenzo nel suo post ha anche scritto: “Giada si vergognava di dire ai suoi genitori che, in realtà, oggi non toccava a lei. Che la laurea non l’avrebbe presa oggi. Perché era indietro con gli esami. E non aveva mai avuto il coraggio di parlare. Con la sua famiglia, con la Madre e il Padre. Inutile essere ipocriti. In tante famiglie il problema principale è la comunicazione. Il dialogo. Spesso i genitori riversano su di noi ambizioni e frustrazioni ansie e desideri. È normale. Ma non tutti riescono a reggere l’urto emotivo. Spesso abbiamo paura di non essere all’altezza delle loro aspettative. Perché la società è dura è competitiva premia “i vincenti”, per i deboli non c’è posto. Sensibilità, bontà, timidezza sembrano cose di cui vergognarsi. O “vinci” o, semplicemente, non sei. Non esisti”.

Ferma restando tutta la comprensione per il dolore della famiglia, dei parenti, in presenza di una tragedia così grande, per la tragedia di una vita giovane precocemente spezzata, non mi sento di condividere il discorso di Lorenzo. Giada, infatti, aveva 26 anni, non era una bambina e se “oggi non toccava a lei” prendere la laurea avrebbe semplicemente dovuto dirlo. L’avere portato avanti questa sceneggiata fino alla fine, è stata una sua responsabilità, un suo short-coming, una sua colpa sostanziale che non trova scusanti, e certamente sarebbe scorretto, scorrettissimo, sotto ogni punto di vista, usare il suo successivo suicidio come strumento per mondarla da tutte quelle mancanze.

“Sensibilità, bontà, timidezza” non sono tratti di cui vergognarsi, certamente, ma è pur vero che questi elementi connotanti la nostra personalità, possono pure andare di pari passo con altri tratti nel carattere, con altri tratti meno nobili e tutt’altro che mirabili, quali la mancanza di forza, la mancanza di un’etica nel metodo che sempre si deve anche al genitore o al nostro prossimo più severo. In ultimo, non è affatto vero che “c’è una Giada in ciascuno di noi”, perché anche affermare una simile favola buonista sarebbe fare un torto all’intelligenza di Giada che ben sapeva di quanti ragazzi oggigiorno, lungi dall’avere le sue possibilità, un percorso di laurea finanziato dai genitori se lo sognano.

Facendo appello a tutta la mia onestà intellettuale, l’unica cosa che mi sento di dire quando guardo alla triste storia della laurea di Giada Di Filippo – una storia che comunque noi lettori conosciamo solo dall’esterno – è che se oggi non le “toccava” laurearsi, lo spirito di Giada aveva comunque un appuntamento importantissimo da rispettare, un appuntamento che non le sarebbe mai stato possibile mancare, neanche volendolo.

“Non si è mai troppo giovani per morire” diceva qualcuno molto molto saggio, raccontando di fatto una grande verità; una verità tanto più grande se amiamo coltivare l’illusione che in realtà noi non moriamo mai, mentre ogni momento del nostro esistere incarnato e disincarnato è un altro passo verso una meta precedentemente segnata che sovente, per essere raggiunta, ci impone grande sofferenza e difficoltà. È dunque da questo punto di vista che, a mio avviso, persino la breve esperienza di vita apparentemente infelice di Giada merita ogni rispetto e acquista una sua valenza esemplare importante, ed è sicuramente da questo punto di vista che anche noi siamo tutte e tutti “Giada”, con tutte le sue paure, con tutte le sue debolezze, con tutte le sue fragilità, nessun dubbio su questo!

 

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