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CHIESA: CASTA MERETRIX – Casta non si sa, meretrix certamente.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

  cross-2713356_960_720di Danila Oppio. 

In questi giorni in cui sono molto preoccupata per quanto sta accadendo tra il clero, per certi comportamenti molto lontani dal Vangelo, ho voluto informarmi sul significato di Casta Meretrix.

Il cardinale Inos Biffi affermava, nel 2010, rilasciando un’intervista lunga ed elaborata, all’Osservatore Romano, il significato vero di questo titolo.

Ma non è sant’Ambrogio a parlare della Chiesa come “casta meretrix” (ibidem, III, 23)? Certo che è lui, e lui solo, ma non per dire quello che intendono e vanno affermando alcuni “blasonati” teologi. “L’espressione ‘casta meretrix’ — osserva ancora Giacomo Biffi, al quale dobbiamo finalmente l’esegesi esatta del testo di sant’Ambrogio — lungi dall’alludere a qualche cosa di peccaminoso e di riprovevole, vuole indicare — non solo nell’aggettivo ma anche nel sostantivo — la santità della Chiesa; santità che consiste tanto nell’adesione senza tentennamenti e senza incoerenze a Cristo suo sposo (casta) quanto nella volontà di raggiungere tutti per portare tutti a salvezza (meretrix)”.

Della meretrice la Chiesa imita, quindi, non il peccato, ma la disponibilità, solo che è una “casta” disponibilità, cioè una larghezza di grazia.

Ma riportiamo per intero l’audace testo ambrosiano, tutto costruito secondo l’esegesi allegorica: “Rahab nel tipo (ossia nel simbolo e nella profezia) era prostituta, ma nel mistero (in quello che significava) è la Chiesa, vergine immacolata, senza ruga, incontaminata nel pudore, amante pubblica, meretrice casta, vedova sterile, vergine feconda: meretrice casta, perché molti amanti la frequentano per l’attrattiva dell’affetto ma senza la sconcezza del peccato; vedova sterile, perché non è suo uso partorire quando il marito è assente; vergine feconda, perché ha partorito questa moltitudine, vendendo i frutti del suo amore e senza esperienza di libidine”(Su questo avrei molto da ridire) (ibidem, III, 23).   D’altra parte, la Chiesa vive di Spirito Santo. E, infatti, è dopo lo Spirito Santo che nel Credo professiamo la Chiesa, mentre in una formula battesimale ricorre la domanda: “Credi nello Spirito santo, buono e vivificante, che tutto purifica nella santa Chiesa?”.

Siamo certi che lo Spirito Santo purifichi proprio tutto nella Chiesa? Anche coloro che non hanno la minima idea di cosa sia la purezza?

Tornando a quanto ha messo in discussione il mio interesse per la Chiesa, ovvero ai processi i cui accusati sono membri del clero, per abuso sui minori, violenze e quant’altro, mi parrebbe giusto prendere in esame questa analisi. La Chiesa è soggetto di genere femminile, ma chi opera nella chiesa, in specie il clero, è maschile. E quindi sé la Chiesa è santa, e non certo meretrice, certi individui (non ho un termine appropriato per definirli, o meno, lo avrei, ma sarebbe molto pesante!) appartenenti al clero, sono esseri abominevoli. Non degni di farne parte.

Gesù disse, come ci riferisce il Vangelo di Matteo 18

1 In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: «Chi dunque è il più grande nel regno dei cieli?». 2 Allora Gesù chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: 3 «In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. 4 Perciò chiunque diventerà piccolo come questo bambino, sarà il più grande nel regno dei cieli.

5 E chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie me.

6 Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare. 

7 Guai al mondo per gli scandali! È inevitabile che avvengano scandali, ma guai all’uomo per colpa del quale avviene lo scandalo!
8 Se la tua mano o il tuo piede ti è occasione di scandalo, taglialo e gettalo via da te; è meglio per te entrare nella vita monco o zoppo, che avere due mani o due piedi ed essere gettato nel fuoco eterno.

 9 E se il tuo occhio ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da te; è meglio per te entrare nella vita con un occhio solo, che avere due occhi ed essere gettato nella Geenna del fuoco.


10 Guardatevi dal disprezzare uno solo di questi piccoli, perché vi dico che i loro angeli nel cielo vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli. 

Forse Gesù ha insegnato a sodomiz**are i bambini? A violentarli? Bambini che sono stati affidati alle cure di un sacerdote, convinti che sarebbero stati in buone e sante mani. Allora, se Gesù dice che sarebbe meglio tagliare la mano per ragione di scandalo, a quei pedofili andrebbe tagliato qualcos’altro.

Di queste cose orrende ne sono avvenute fin troppe nel corso dei secoli, e sono state taciute, perché la Casta Chiesa (il clero) non vuol essere insozzato dal terribile peccato di pochi membri del clero. Omertà di tipo mafioso. Che, a mio avviso, anche se pochi rispetto alla totalità, sono sempre troppi. Fatti che sono stati per secoli occultati per timore di perdere i fedeli. Chi è fedele a Cristo non se ne va a causa di azioni malvagie altrui. Se ne deve andare, e subito processato e se ancora ci fosse l’usanza, messo alla berlina, chi ha commesso simili crimini contro un bambino.

A seguito di una violenza sessuale, non è solo il corpo ad essere ferito, ma viene violata l’identità di chi la subisce, ferito anche nell’anima, e la psiche ne risente in modo incancellabile. Siamo davanti ad un dramma che segnerà per tutta la vita quella giovane esistenza. E, peggio ancora, quale figura di Cristo appare agli occhi di un bambino violato?

Parlando di questo con un sacerdote (e ti pareva che non lo affermasse?) mi ha risposto che anche nel mondo accadono queste cose. Che i pervertiti, i pedofili ci sono ovunque, talvolta anche tra gli stessi familiari. E che, forse non lo sapevo? Se ne leggono tante di queste atrocità perpetrate in seno alla famiglia e taciute per vergogna o per timore di ripercussioni.

La differenza sostanziale è che se è un membro del clero a commettere queste infamie, sporca tutta la Chiesa, la infanga, e capita che i laici guardino con circospezione e diffidenza ogni sacerdote, domandandosi se sia affidabile o se non abbia qualche tendenza pedofila. Perché gli oratori si svuotano? Perché molti cattolici si sono allontanati dalla frequentazione delle parrocchie? Ve lo siete mai chiesti?

Ricordo che qualche anno fa erano state distribuite delle schede, per conoscere la reale situazione sulla frequenza delle Messe. Alla fine, nel tirare le somme, la spiegazione venuta dal clero è stata che il mondo attrae molto più che la religione.

Niente di più sbagliato. Occorre prendere atto che certi sacerdoti non rappresentano più, neanche lontanamente, Cristo. Sono loro ad aver fatto disertare la gente dalle chiese. Ora le notizie circolano, non si possono più tenere segrete. E la gente è disgustata. E quella credente, disillusa.

Mi diceva un altro sacerdote, durante il periodo delle benedizioni alle famiglie: “Sapessi quanti mi dicono che sono credenti, ma che non vanno a messa, non capisco”.

Lo capisco io, invece. Credere alla Parola di Cristo è bello, e santificante e rasserenante, ma credere alla vocazione di un sacerdote che forse celebra Messa con le mani che hanno rubato l’innocenza di un fanciullo, fa venire il voltastomaco.

C’è la confessione? Se io fossi confessore, non solo non assolverei un peccato molto simile all’omicidio, perché pur non uccidendo il corpo di un bambino, ne hanno uccisa l’anima e la psiche, ma lo denuncerei immediatamente.  “Scrollate la polvere dai calzari di chi non vi accoglie”, è puro eufemismo, direi che va tolto il letame da chi si è permesso di infangare le suole di tutti i membri della Chiesa, siano essi laici che clero. Perché basta una mela marcia, per far sì che tutte quelle nel cesto siano idealmente contagiate. Non perché tutti i sacerdoti pecchino come chi ha commesso il grave reato, ma perché ne basta uno, per infangare l’intero clero. C’è da domandarsi seriamente per quale oscura ragione esista la pedofilia tra le sue file.

Vogliamo tentare di dare una risposta a questa domanda che diventa ogni giorno più assillante?

Dove sono educati i futuri sacerdoti? In Seminario? E nel seminario vivono in promiscuità o sono accolti solo i maschietti? Certo, solo i maschietti.

E quanto iniziano le prime pulsioni sessuali, come sono affrontate dai loro educatori? Ignorate? E’ detto loro che devono saperle controllare?  E come? Le pulsioni sessuali stanno agli esseri viventi come il cibo per placare la fame e l’acqua per calmare la sete. Dunque? Se ai seminaristi è imposta la castità e il celibato, ecco che la donna è messa da parte, come fosse una tentazione.  Quindi come soddisfare le voglie? Con una persona del suo stesso sesso? O non sarebbe più indicata la masturbazione, che non fa del male ad altri? Queste cose non si dicono, perché un tempo non troppo lontano anche i genitori raccontavano ai figli che chi commetteva impudicizie sul proprio corpo, rischiava la cecità.  Quante balle!

Capita che, con la maturità, alcuni appartenenti al clero, decidano di cambiare vita, s’innamorano di una donna, e abbandonano il sacerdozio. Applaudo. Meglio essere coerenti piuttosto che tenere i piedi in due scarpe, cioè celebrare le Messe e avere un’amante. Ma è sempre preferibile avere una donna da amare, piuttosto che violentare un bambino. La prima situazione fa parte della natura umana (Dio creò l’uomo, e poi gli mise accanto la donna per sua compagna). La seconda è qualcosa di aberrante, ed è condannata da Gesù, che in questo caso ha addirittura sostenuto la pena di morte, contro ciò che ritengo il peggiore dei peccati.

Mi chiedo perché mai solo la religione cattolica obblighi i sacerdoti al celibato. Gli ortodossi possono sposarsi e avere figli. I pastori protestanti, di qualsiasi chiesa, si creano, se lo desiderano, una famiglia. Il padre di Emily e Charlotte Brontë, scrittrici di fama, ha avuto sei figli dal suo matrimonio. Ed era Pastore nella sua chiesa. Forse che una moglie e i figli gli hanno impedito di svolgere accuratamente il suo servizio apostolico? E i Diaconi permanenti cattolici non hanno anche loro la facoltà di contrarre matrimonio religioso? E dunque, non lamentatevi se vi sono sempre meno sacerdoti, e se alcuni di loro decidono di abbandonare la veste sacerdotale. E altri indegni del loro mandato, sono allontanati per fatti ignobili. A volte penso che certi individui a dir poco ripugnanti, andrebbero giudicati da una corte marziale, e condannati a morte. L’ha sostenuto anche Gesù. Ma, senza esagerare, direi che almeno la castrazione chimica sarebbe auspicabile e comunque l’immediato allontanamento dalla Chiesa. Non contenti, certi sacerdoti si interessano in modo morboso alla pedopornografia. E’ recente la notizia diffusa a macchia d’olio.

Forse ai suoi tempi di “corvi” se ne parlava poco in Vaticano, ma certamente qualcosa dovette pur fiutare Paolo VI, uno dei più grandi pontefici del novecento, quando il 29 giugno del 1972 – solennità dei Ss. Pietro e Paolo, durante l’omelia che segnava l’inizio del suo decimo anno di Pontificato, sorprendentemente affermò di avere avuto la sensazione che “da qualche fessura era entrato il fumo di Satana nel tempio di Dio”. E diciamo pure che il diavolo (povero diavolo!!) viene spesso accusato di malefatte. E’ troppo comodo avere un terzo su cui addossare le colpe meramente umane. L’uomo da sempre vive nella dicotomia tra bene e male, E’ nato imperfetto, poiché la superbia atavica in Genesi ha detto che Dio fece l’uomo a sua immagine e somiglianza. Ma dov’è che l’uomo somiglia a Dio?

Oggi, domenica della Misericordia, dovei avere in animo il perdono, ma non ce l’ho, lo ammetto, perché neppure Gesù ha avuto misericordia per chi oltraggia i bambini. E riferendomi alla barzelletta raccontata da Papa Francesco sulla parrocchiana pettegola, occorre fare un distinguo tra il pettegolezzo sciocco e il riferire notizie certe. In questi giorni ci sono tre sacerdoti, addirittura un Monsignore, sotto accusa. Anche in un recente passato si leggeva di festini a luci rosse, in qualche canonica e forse anche in Vaticano.

Occorre porre rimedio, immediatamente! Non si possono tollerare abusi sui piccoli. Tanto meno da uomini che dovrebbero fungere da esempio in un mondo devastato dal male, dalle guerre e da omicidi. I bambini non si toccano. E questi ignobili sacerdoti vanno estromessi dal Clero, perché infangano l’immagine della Chiesa di Cristo. E anche del genere umano in generale.

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