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Giornalismo italiano, l’età del declino e della mancanza di credibilità (4) – Ma cosa sta succedendo a Travaglio? Perché si è ridotto a mendicare voti renzisti e ad essere superato in capacità di ragionamento anche da Scanzi?

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

 

mendico

La questua di Travaglio... ultimo atto...

Dopo settimane in cui la caduta a picco de IL FATTO QUOTIDIANO post-elezioni del 4 marzo sembrava scontata, determinato come pareva tale quotidiano a vincere l’epocale battaglia per l’inciucio pentastellato-PDR, ieri finalmente una qualche luce: “Secondo un sondaggio di Demopolis, quasi un elettore su due del M5S vorrebbe – stante i numeri attuali – un governo Di Maio-Salvini. Già solo questo fa capire come i pressoché continui appelli a un esecutivo M5S-PD siano sempre stati una perdita di tempo: finché c’è Renzi, non può esserci niente se non Renzi (cioè niente, appunto). Il PD impiegherà anni per derenzizzarsi e probabilmente neanche ci riuscirà, a meno che nel frattempo Renzi non fondi il suo tardivo partituccio personale alla Macron”.

Evviva! Finalmente qualcuno dentro la redazione di quel giornale sembrava avere capito l’antifona, ma purtroppo per noi e per lui non era il suo direttore: il suddetto passo è stato infatti tratto dall’articolo “Il dilemma- Formare un esecutivo a tutti i costi (ammesso che Salvini si liberi di B.) oppure restare per sempre all’opposizione?” firmato da Andrea Scanzi e pubblicato nella versione cartacea de Il Fatto Quotidiano del 5 aprile 2018. Di fatto, nello stesso giornale, il direttore Marco Travaglio in un suo fondo titolato “Riusciranno i nostri eroi”, scriveva: “Viceversa, se il PD si liberasse di Renzi relegandolo nel suo giglietto fradicio di pochi intimi, potrebbe collaborare con il M5S su un programma molto meno eterogeneo, a base di riforme sociali, ambientali e legalitarie. Tutti temi classici del centrosinistra…. Se questo governo dovesse neascere, il PD avrebbe il tempo necessario per rimettere insieme i cocci del centrosinistra… recuperando almeno alcuni dei milioni di elettori fuggiti verso i 5Stelle… Queste cose sono talmente ovvie (?), lapalissiane che le capiscono tutti, persino i leader e i leaderini del PD”.

Si fa fatica a credere che queste considerazioni le abbia prodotte il Marco Travaglio che abbiamo sempre ammirato e dunque la domanda si impone: ma cosa sta succedendo a questo giornalista? Che sia stato colpito da una sottospecie del virus che attizzava la “volontà di potenza distopica” del duce di Rignano? Tutto può essere, ma non sarebbe male se qualcuno prendesse il direttore da parte e gli spiegasse che la Politica non si fa con i se e con i ma, che Scanzi ha perfettamente ragione quando dice che serviranno anni per “derenzizzare” il PD, che in realtà non esiste più alcun PD, che il PD di questi anni i valori della sinistra li ha usati per farne trombetta, che non ci sarà più alcun elettore ex-piddino che muoverà dai 5Stelle alla casa madre (perché dovrebbero farlo?), e infine che forse Travaglio sta confondendo il PD con LeU che purtroppo però non ha i numeri per fare una alleanza governativa con il M5S!

Inoltre, qualcuno dovrebbe spiegare allo stimatissimo direttore che se due elettori su tre del M5S vedono di buon occhio una alleanza a tempo con Salvini, non è perché codeste persone siano rincoglionite o stravedano per l’humus politico discutibile che di fatto fa vivere anche la Lega (dove ci sono certi personaggi che non vorresti avere vicino manco in coda dal macellaio), ma perché si rendono conto che al momento è questa l’unica opzione governativa possibile, credibile, nell’attesa di tempi migliori: non ci sono altre vie d’uscite! Ma, soprattutto, chi vuole bene a Travaglio, lo inviti a darci un taglio con il mendicare voti renzisti a destra e a manca perché la campagna comincia a diventare davvero imbarazzante e davvero lui non si merita tutto questo. Insomma, per una volta siamo costretti a dare finanche ragione al ducetto che persino in queste ore ha strigliato i suoi perché stiano all’opposizione, ma si può cadere più in basso di così? Giornalismo italiano, o dell’età del declino e della mancanza di credibilità, appunto!

Rina Brundu

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