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Siamo tutti Di Maio governativi (1) – Dal gigante istituzionale Roberto Fico al Fico secco, o dell’Opposizione politica più invisa della Storia.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

 

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Vignetta di Mannelli apparsa su ilfattoquotidiano.it

“Fuori gioco” è il titolo della vignetta che Mannelli ha pubblicato su IL FATTO QUOTIDIANO nei giorni scorsi dopo la chiusura della partita per le Camere. La didascalia leggeva in stampatello FICO SECCO, sotto la scritta notavasi il faccione satollo e uggioso del ducetto di Rignano, al secolo Matteo Renzi. Descrizione mirabile quella di Mannelli, e del resto come raccontare altrimenti l’ex segretario del PD, anche nuovo segretario anelante, futuro premier anelante, attualmente ritiratosi in cima alla montagna nella speranza sciocca che qualcuno possa sentire la sua mancanza?

Incredibile a dirsi, questo signorotto toscano che solo soletto è riuscito a distruggere il più grande partito di sinistra europeo, sta riuscendo anche là dove nessun politico fallito è riuscito mai: costruire l’opposizione politica più invisa di sempre! Non si tratta di un compito facile, bisogna dirlo, ma Matteo Renzi ci sta riuscendo alla grande, specialmente dopo avere arroccato il suo partitucolo in attesa che Tizio e Caio vadano a chiedergli favori! Attenderà all’infinito e ciò anche a dispetto dell’oscena partigianeria con cui tutti i giornali e i giornalistucoli italiani, quivi compresi anche quelli de Il Fatto, (purtroppo per noi lettori che avremmo sperato altra capacità di leadership mediatica da parte del giornale di Travaglio!), tentano, in ogni modo, di riportare lui e i suoi adepti al centro della scena politica.

Insomma, il ducetto di Rignano resta sempre compresso tra la sua nota incapacità di vincere e l’antico vizio del non saper perdere. Da questo punto di vista è stato superato in curva persino dal signore di Arcore, il quale, quando ha visto che non è più lui ad avere il coltello dalla parte del manico, ha ritirato le sue truppe in buon ordine: chapeau! Vero è però che se Berlusconi ha saputo fare meglio di Renzi anche nella sconfitta, neppure lui ha saputo profittare come sarebbe stato auspicabile della nuova situazione che si è creata, per tutte basti citare la nomina di un elemento fondamentalmente “arcaico” (rispetto ai tempi diversi che viviamo) alla Presidenza del Senato, un elemento che stona visibilmente se lo compariamo con il personaggio spettacolare che da pochi giorni presiede la Camera dei Deputati.

Il nuovo presidente della nostra Camera bassa è infatti un esempio mirabile di abitante del nuovo mondo politico che vivremo da adesso in poi e per cui ci siamo così fortemente battuti. Fico è esempio plastico di quella classe dirigente brillante, giovane, vibrante, onesta, socialmente impegnata, vilipesa dai giannizzeri mediatici debenedettici e berlusconici, ma che è stata votata dal popolo grillino nella certezza che saprà fare una differenza e settare nuovi orizzonti, soprattutto civilmente e politicamente etici, per tutti. E se il buon giorno si vede dal mattino credo si possa già dire che non abbiamo sbagliato… noi!

Rina Brundu

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